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Etichetta integratori: checklist delle diciture obbligatorie

Chi lancia un integratore con il proprio marchio scopre presto che l’etichetta non è solo grafica: è il documento con cui il prodotto si presenta al consumatore e agli organi di controllo. In questa guida raccogliamo, in forma di checklist, le diciture obbligatorie previste dalla normativa europea e italiana, così da arrivare al confronto con il grafico e con il produttore con le idee chiare.

Chi risponde dell’etichetta

Il Regolamento (UE) 1169/2011, all’articolo 8, attribuisce la responsabilità delle informazioni sugli alimenti all’operatore con il cui nome o ragione sociale il prodotto è commercializzato. Nella produzione conto terzi questo significa, di norma, il titolare del marchio: il produttore può supportare nella stesura, ma il nome in etichetta identifica chi ne risponde.

Le diciture generali (Reg. UE 1169/2011, art. 9)

  • Denominazione dell’alimento: per questi prodotti è “integratore alimentare”.
  • Elenco degli ingredienti in ordine decrescente di peso, con gli eventuali allergeni evidenziati graficamente (art. 21) (approfondimento: allergeni negli integratori). Sull’ordine degli ingredienti abbiamo scritto questo approfondimento.
  • Quantità di determinati ingredienti (QUID, art. 22) quando sono evidenziati nella denominazione, con parole o immagini.
  • Quantità netta.
  • Termine minimo di conservazione o data di scadenza.
  • Condizioni particolari di conservazione e, se necessario, di impiego.
  • Nome o ragione sociale e indirizzo dell’operatore responsabile.
  • Istruzioni per l’uso, quando la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato.
  • Paese d’origine o luogo di provenienza, solo nei casi previsti dall’art. 26.

Le informazioni obbligatorie devono essere in lingua italiana per il mercato italiano e rispettare un’altezza minima dei caratteri (art. 13): 1,2 mm di altezza della “x”, ridotta a 0,9 mm se la superficie maggiore della confezione è inferiore a 80 cm².

Le diciture specifiche degli integratori (Dir. 2002/46/CE e D.Lgs. 169/2004)

  • Il nome delle categorie di nutrienti o sostanze che caratterizzano il prodotto, o un’indicazione della loro natura.
  • La dose giornaliera raccomandata.
  • L’avvertenza a non eccedere la dose giornaliera raccomandata.
  • L’indicazione che gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata.
  • L’avvertenza di tenere il prodotto fuori dalla portata dei bambini piccoli.
  • La quantità di nutrienti e sostanze con effetto nutritivo o fisiologico, in forma numerica e riferita alla dose giornaliera raccomandata.
  • Per vitamine e minerali, anche la percentuale dei valori nutritivi di riferimento (VNR, allegato XIII del Reg. UE 1169/2011). Ne parliamo in VNR negli integratori.

La stessa normativa vieta di attribuire all’integratore proprietà di prevenzione, trattamento o guarigione di malattie, e di affermare o sottintendere che una dieta equilibrata non possa apportare nutrienti in quantità sufficienti.

Il lotto

Ogni confezione deve riportare l’indicazione del lotto di appartenenza (Dir. 2011/91/UE). È il collegamento tra la confezione sullo scaffale e i documenti di produzione, compreso il certificato di analisi delle materie prime.

Claim nutrizionali e sulla salute

Ogni indicazione sulla salute deve rientrare tra quelle autorizzate (Reg. CE 1924/2006 e, per vitamine e minerali, Reg. UE 432/2012), riportata con le condizioni d’uso previste: per vitamine e minerali, una quantità significativa, di norma almeno il 15% del VNR per dose giornaliera. Per le sostanze botaniche le indicazioni sono ancora in attesa di valutazione a livello europeo: conviene decidere prima, con il produttore, se e come comunicarle.

Valori dichiarati e tolleranze

La quantità dichiarata deve essere coerente con quella misurata durante tutta la vita del prodotto. Le linee guida della Commissione europea del dicembre 2012 sulle tolleranze indicano, per gli integratori, un intervallo di +50% / -20% per le vitamine e +45% / -20% per i minerali rispetto al valore dichiarato, incertezza di misura inclusa. È uno dei motivi per cui etichetta e studio di stabilità vanno progettati insieme.

Checklist finale prima della stampa

  1. Denominazione “integratore alimentare” presente.
  2. Ingredienti in ordine decrescente, allergeni evidenziati, QUID dove serve.
  3. Tabella con quantità per dose giornaliera e %VNR per vitamine e minerali.
  4. Dose giornaliera raccomandata e le tre avvertenze obbligatorie.
  5. Claim solo autorizzati, con le condizioni d’uso rispettate.
  6. Quantità netta, TMC, lotto, condizioni di conservazione.
  7. Nome e indirizzo dell’operatore responsabile.
  8. Altezza minima dei caratteri verificata sul formato reale.
  9. Etichetta coerente con quella trasmessa con la notifica al Ministero della Salute.

Come lavoriamo con i brand

Noebis Pharma è un’azienda italiana gestita da farmacisti che produce integratori alimentari nel proprio stabilimento autorizzato a Roma. Nel servizio di produzione conto terzi seguiamo formula, grafica dell’etichetta, notifica ministeriale, produzione e confezionamento. Per il quadro generale vedi le fasi dalla formula allo scaffale; per i materiali della confezione, la guida sul packaging.

Fonti: Reg. (UE) 1169/2011, artt. 8, 9, 13, 21, 22, 26 e allegato XIII; Dir. 2002/46/CE, art. 6 e 8; D.Lgs. 169/2004; Dir. 2011/91/UE; Reg. (CE) 1924/2006; Reg. (UE) 432/2012; Commissione europea, Guidance document on tolerances for nutrient values declared on a label, dicembre 2012. Contenuto informativo: per ogni progetto la verifica finale spetta all’operatore responsabile.

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