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Shelf life integratori: come si definisce il TMC

Quanto dura un integratore? Per chi sviluppa un prodotto con il proprio marchio la domanda è concreta: la data sulla confezione va stabilita prima del lancio e deve reggere fino all’ultimo giorno indicato. Vediamo cosa dice la normativa e come si arriva a definire il termine minimo di conservazione (TMC) di un nuovo integratore.

TMC e data di scadenza: cosa dice la norma

Il Regolamento (UE) 1169/2011 (art. 2) definisce il termine minimo di conservazione come la data fino alla quale l’alimento conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione. La data di scadenza vera e propria (“da consumare entro”, art. 24) è invece riservata agli alimenti molto deperibili dal punto di vista microbiologico: per la maggior parte degli integratori si usa il TMC. Per il consumatore abbiamo spiegato la differenza in TMC su un integratore: cosa significa.

Come si scrive in etichetta

L’allegato X del regolamento fissa la formula (“da consumarsi preferibilmente entro il…” se si indica il giorno, “entro fine…” negli altri casi) e il livello di dettaglio: giorno e mese per durate fino a tre mesi, mese e anno tra tre e diciotto mesi, anche solo l’anno oltre i diciotto mesi. Se la durata dipende da come il prodotto viene conservato, vanno indicate anche le condizioni di conservazione (art. 25).

Chi decide la durata

La normativa non fissa una durata standard né un protocollo unico per gli integratori: è l’operatore responsabile a stabilire il TMC e deve poterlo sostenere con dati, in linea con i principi di responsabilità del Reg. (CE) 178/2002. Nella produzione conto terzi la scelta si costruisce insieme: il produttore conosce il comportamento di formule e formati, il titolare del marchio ne risponde in etichetta.

Cosa cambia nel tempo in un integratore

  • Il contenuto dei nutrienti: alcune vitamine sono sensibili a umidità, luce, ossigeno e temperatura, e possono diminuire nel tempo.
  • Le caratteristiche fisiche: durezza e disgregazione delle compresse, scorrevolezza delle polveri, integrità delle capsule.
  • Le caratteristiche organolettiche: colore, odore, sapore, soprattutto nelle polveri e negli oli.
  • Per alcune categorie, parametri specifici come l’ossidazione degli oli o il numero di microrganismi vivi.

Studi di stabilità: in tempo reale e accelerati

Il riferimento più solido è lo studio in tempo reale: campioni del lotto conservati nelle condizioni dichiarate in etichetta e analizzati a intervalli prestabiliti fino alla fine della durata prevista. Gli studi accelerati, a temperatura e umidità più elevate, danno una stima preliminare utile per decidere prima del lancio, ma andrebbero sempre confermati dai dati in tempo reale. Molte aziende prendono a modello, su base volontaria, le linee guida nate in ambito farmaceutico, adattandole al prodotto alimentare.

Tolleranze e valori dichiarati

Il valore in etichetta deve restare credibile per tutta la durata del prodotto. Le linee guida della Commissione europea (dicembre 2012) indicano per gli integratori una tolleranza di +50% / -20% per le vitamine e +45% / -20% per i minerali, incertezza di misura inclusa. In pratica, la formula deve partire da un contenuto che, al termine del TMC, resti ancora dentro l’intervallo ammesso, senza superare il limite superiore a inizio vita.

Il ruolo del formato e della confezione

Durata e confezione sono legate: barriera all’umidità e alla luce, chiusura, eventuale essiccante incidono sulla stabilità quanto la formula. Per questo conviene scegliere insieme il formato e i materiali di confezionamento, prima di fissare la data.

Domande da fare al produttore

  1. Su quali dati si basa il TMC proposto (tempo reale, accelerato, formule analoghe)?
  2. Quali parametri vengono controllati e a quali intervalli?
  3. Quali condizioni di conservazione vanno riportate in etichetta?
  4. Come è stato definito il contenuto iniziale rispetto alle tolleranze?
  5. Cosa succede se un controllo intermedio dà un esito fuori specifica?

Come lavoriamo con i brand

Noebis Pharma è un’azienda italiana gestita da farmacisti che produce integratori alimentari nel proprio stabilimento autorizzato a Roma. Nel servizio di produzione conto terzi la durata del prodotto viene definita progetto per progetto, insieme a formula, formato e confezione. Per il percorso completo vedi le fasi dalla formula allo scaffale e la nostra checklist dell’etichetta.

Fonti: Reg. (UE) 1169/2011, artt. 2, 24, 25 e allegato X; Reg. (CE) 178/2002, artt. 17-18; Commissione europea, Guidance document on tolerances for nutrient values declared on a label, dicembre 2012. Contenuto informativo: durata e condizioni vanno definite per ogni singolo prodotto.

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