Capita a quasi tutti: si apre un cassetto o un’anta della cucina e si ritrova un flacone di integratori aperto da un po’, magari usato solo per qualche settimana l’inverno scorso. La prima domanda è sempre la stessa: “sarà ancora buono?”. E lì si cerca una data sulla confezione, sperando che sia chiara come quella di un farmaco. Non è proprio così, e vale la pena capire perché.
TMC non è la stessa cosa della scadenza di un farmaco
Sulla confezione di un integratore alimentare non si trova scritto “scadenza” come su una scatola di medicinali, ma una dicitura diversa: “da consumarsi preferibilmente entro”, spesso abbreviata in TMC, cioè Termine Minimo di Conservazione. È lo stesso tipo di indicazione che si trova su un pacco di pasta o su un barattolo di miele, perché gli integratori alimentari sono normati come alimenti, non come farmaci.
La differenza non è solo terminologica. Un farmaco ha una data di scadenza vera e propria, oltre la quale il produttore non garantisce più né l’efficacia né, in alcuni casi, la sicurezza del principio attivo. Il TMC di un integratore indica invece fino a quando il produttore garantisce che il prodotto mantenga inalterate le caratteristiche dichiarate in etichetta, a partire dal contenuto dei singoli nutrienti. Dopo quella data il prodotto non diventa improvvisamente pericoloso, ma la quantità di alcune vitamine o altri componenti sensibili al tempo, alla luce o all’umidità può iniziare a ridursi gradualmente, e quindi il dosaggio effettivo potrebbe non corrispondere più del tutto a quello indicato in etichetta.
Dove si trova questa data sulla confezione
Il TMC va cercato di solito sul fondo del flacone, sul bordo della scatola, o inciso a laser su blister e astucci, spesso vicino al numero di lotto. Le sigle più comuni sono “TMC”, “da consumarsi preferibilmente entro” oppure, in inglese, “best before” o “BBE”. Se la scritta è piccola o poco leggibile, un trucco semplice è fotografarla con lo zoom dello smartphone appena si apre la confezione, così resta sempre a portata di mano anche se l’inchiostro con il tempo si sbiadisce.
Vale la pena non confondere il TMC con il numero di lotto, che è tutta un’altra informazione: il lotto identifica il singolo ciclo di produzione ed è quello che serve, ad esempio, in caso di richiamo di un prodotto, mentre il TMC riguarda esclusivamente la finestra temporale di consumo consigliato. Le due sigle compaiono quasi sempre vicine, ma rispondono a domande diverse.
Cosa cambia dopo la data indicata
Non tutti i nutrienti si comportano allo stesso modo nel tempo. Alcune vitamine, in particolare quelle idrosolubili come la C e alcune del gruppo B, tendono a degradarsi più rapidamente se il prodotto è esposto a calore, luce o umidità, mentre minerali ed estratti vegetali stabilizzati sono generalmente più resistenti. Proprio per questo il modo in cui l’integratore viene conservato tra l’apertura e il consumo incide quanto, se non più, della data stampata in etichetta.
Un flacone lasciato aperto sul davanzale della cucina, esposto al sole e agli sbalzi di temperatura vicino ai fornelli, perderà qualità prima di uno conservato in un cassetto asciutto e al riparo dalla luce, anche se il TMC riportato è identico. Chiudere bene il tappo dopo ogni utilizzo, evitare bagno e cucina come luogo di conservazione abituale, e lasciare l’eventuale bustina di gel di silice all’interno del flacone sono accorgimenti semplici che aiutano il prodotto ad arrivare fino alla data indicata nelle condizioni migliori.
Un promemoria pratico, soprattutto se in casa ci sono più prodotti
Quando in un’unica famiglia si usano più integratori insieme, magari acquistati in momenti diversi, tenere traccia delle date può diventare complicato, specialmente per chi non ha dimestichezza con etichette scritte in caratteri piccoli. Un’abitudine utile è scrivere con un pennarello, sul fondo del flacone, la data di apertura: non sostituisce il TMC stampato dal produttore, ma aiuta a farsi un’idea di quanto tempo è passato dall’inizio dell’utilizzo, soprattutto per i prodotti pensati per essere consumati entro poche settimane dall’apertura.
In caso di dubbio su un prodotto molto vicino al TMC o già oltre quella data, la scelta più semplice e prudente resta chiedere consiglio al proprio farmacista di fiducia, che può valutare la situazione caso per caso, oppure orientarsi verso l’acquisto di una confezione nuova.
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