“Naturale” è una delle parole più usate sulle confezioni di integratori. Per un brand è molto attraente, ma è anche una delle più delicate: la normativa europea non contiene una definizione generale di “naturale” riferita a un alimento, e proprio per questo il termine va maneggiato con attenzione. Vediamo quali regole si applicano e come usarlo in modo corretto.
Questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce una verifica regolatoria specifica sul singolo prodotto.
La regola di base: informazioni che non inducono in errore
Il riferimento principale è l’articolo 7 del Regolamento (UE) 1169/2011 sulle pratiche leali d’informazione. Le informazioni sugli alimenti non devono indurre in errore, tra l’altro:
- sulla natura, composizione e metodo di fabbricazione del prodotto;
- attribuendo al prodotto effetti o proprietà che non possiede;
- suggerendo caratteristiche particolari quando tutti i prodotti analoghi hanno le stesse caratteristiche.
Le informazioni devono inoltre essere precise, chiare e facilmente comprensibili, e queste regole valgono anche per pubblicità e presentazione: forma, aspetto, confezione e contesto in cui il prodotto è esposto. Quindi non conta solo la parola scritta, ma anche immagini di foglie, campi o frutti in grafica.
Casi in cui “naturale” ha regole precise
Indicazioni nutrizionali: “naturalmente fonte di…”
L’allegato del Regolamento (CE) 1924/2006 prevede che, se un alimento soddisfa in natura le condizioni per un’indicazione nutrizionale, il termine “naturalmente/naturale” possa essere inserito all’inizio dell’indicazione. Si tratta però di un caso tipico degli alimenti che contengono già quel nutriente: in un integratore in cui vitamine o minerali sono aggiunti come ingredienti, questa formula non è in genere pertinente.
Aromi naturali
Per gli aromi l’uso del termine “naturale” è disciplinato in modo specifico dal Regolamento (CE) 1334/2008 (articolo 16). Ne abbiamo parlato in dettaglio nell’articolo su aroma naturale e “identico al naturale”.
Vitamine e minerali: “naturali” o no?
Le forme di vitamine e minerali ammesse negli integratori sono elencate nell’allegato II della Direttiva 2002/46/CE e molte sono ottenute per sintesi o per trasformazione chimica. Presentare come “naturale” un prodotto a base di queste forme rischia di dare un’idea sbagliata della sua composizione e del metodo di produzione, cioè proprio ciò che l’articolo 7 vieta. Per approfondire: forme di vitamine e minerali ammesse e, lato consumatore, vitamine naturali o sintetiche.
“Senza…” e caratteristiche comuni a tutti
Spesso “naturale” si accompagna a diciture come “senza conservanti” o “senza coloranti”. L’articolo 7 vieta di suggerire che un prodotto abbia caratteristiche particolari quando tutti i prodotti analoghi le hanno, in particolare evidenziando la presenza o l’assenza di ingredienti. Prima di usare un “senza” conviene quindi chiedersi se quell’assenza sia davvero distintiva per la categoria, e se il resto dell’etichetta (additivi dichiarati, forma del prodotto) sia coerente. Sugli additivi: additivi negli integratori, cosa sapere per il tuo brand.
“Naturale” non deve diventare un claim salutistico
Un rischio frequente è usare “naturale” per suggerire che il prodotto sia più sicuro, più efficace o “più sano” di altri. Il Regolamento (CE) 1924/2006 stabilisce che le indicazioni non devono essere false, ambigue o fuorvianti né dare adito a dubbi sulla sicurezza o sull’adeguatezza nutrizionale di altri alimenti. E per nessun integratore si possono vantare proprietà di prevenzione, trattamento o cura di malattie (articolo 7, paragrafo 3, del Reg. 1169/2011). Per le regole complete: claim negli integratori, regole per il brand.
Checklist prima di scrivere “naturale”
- A cosa si riferisce esattamente? A un ingrediente, all’origine di un estratto, all’aroma, all’intero prodotto? Più il riferimento è preciso e verificabile, meglio è.
- È vero per tutta la formula? Se ci sono forme di sintesi, additivi o eccipienti tecnologici, un “100% naturale” generico può risultare fuorviante.
- È documentabile? Specifiche e certificati delle materie prime devono supportare quanto scritto: vedi certificato di analisi delle materie prime.
- Grafica coerente? Immagini di piante o frutti non devono suggerire ingredienti assenti o presenti in quantità trascurabili.
- Stesso messaggio ovunque: etichetta, sito, marketplace, social e materiali per i rivenditori.
Come lavoriamo
Nella produzione conto terzi Noebis Pharma segue con il brand formula, grafica dell’etichetta, notifica, produzione e confezionamento nel proprio stabilimento di Roma. Valutare insieme le diciture di marketing già in fase di progettazione dell’etichetta evita correzioni e ristampe successive.
Fonti
- Regolamento (UE) 1169/2011, art. 7 “Pratiche leali d’informazione” (EUR-Lex).
- Regolamento (CE) 1924/2006, art. 3 e allegato, voce “Naturalmente/Naturale” (EUR-Lex, testo consolidato).
- Regolamento (CE) 1334/2008 sugli aromi, art. 16.
- Direttiva 2002/46/CE, allegato II.






