Sul colesterolo circolano molte promesse. Nella normativa europea, però, alcuni dei claim più solidi non riguardano un ingrediente “miracoloso”, ma una scelta alimentare: quali grassi mettiamo nel piatto. Vediamo cosa prevede il Reg. (UE) 432/2012 e quali soglie deve rispettare un alimento per usare questi claim.
I claim autorizzati
Il Regolamento (UE) n. 432/2012 (testo consolidato) contiene tre indicazioni collegate tra loro:
- Acidi grassi monoinsaturi e/o polinsaturi: “La sostituzione nella dieta dei grassi saturi con grassi insaturi contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue” (EFSA Journal 2011;9(4):2069 e 2011;9(6):2203).
- Acido oleico: stesso claim, con la precisazione che “l’acido oleico è un grasso insaturo” (EFSA Journal 2011;9(4):2043).
- Alimenti a basso o ridotto contenuto di acidi grassi saturi: “La riduzione dell’assunzione di grassi saturi contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue” (EFSA Journal 2011;9(4):2062).
Il messaggio è coerente: conta la sostituzione. Non si tratta di aggiungere grassi “buoni” a una dieta invariata, ma di usarli al posto di quelli saturi.
Le soglie da rispettare
Questi claim rimandano alle indicazioni nutrizionali dell’allegato del Reg. (CE) 1924/2006:
- “Ricco di grassi insaturi” (per i claim 1 e 2): almeno il 70% degli acidi grassi del prodotto deve derivare da grassi insaturi, e i grassi insaturi devono apportare oltre il 20% del valore energetico del prodotto.
- “A basso contenuto di grassi saturi” (per il claim 3): la somma di acidi grassi saturi e trans non deve superare 1,5 g/100 g per i solidi o 0,75 g/100 ml per i liquidi, e comunque non più del 10% dell’apporto energetico.
- “A tasso ridotto di grassi saturi” (alternativa per il claim 3): la somma di saturi e trans deve essere inferiore di almeno il 30% rispetto a un prodotto analogo, con condizioni aggiuntive sul contenuto di grassi trans.
Dove si trovano i diversi grassi
- Monoinsaturi: l’acido oleico è il principale acido grasso dell’olio d’oliva; è presente anche in frutta secca, avocado e altri oli vegetali.
- Polinsaturi: pesce, noci, semi e oli di semi, che apportano acido linoleico (omega-6), acido alfa-linolenico (omega-3 vegetale) ed EPA e DHA.
- Saturi: prevalentemente grassi animali (burro, formaggi, carni grasse) e alcuni grassi vegetali tropicali.
Altri claim sul colesterolo, con condizioni diverse
Il Reg. 432/2012 prevede claim sul mantenimento di livelli normali di colesterolo anche per altre sostanze, ciascuna con la propria dose: beta-glucani, gomma di guar, pectine e steroli e stanoli vegetali. Per l’olio d’oliva esiste inoltre un claim specifico sui polifenoli, di cui parliamo nell’articolo sull’idrossitirosolo.
Cosa questi claim non dicono
- Non dicono che un alimento “abbassa il colesterolo” o “cura” l’ipercolesterolemia.
- Non trasformano un alimento molto calorico in un alimento da consumare senza limiti: anche i grassi insaturi apportano 9 kcal per grammo.
- Non sostituiscono le indicazioni del medico in caso di colesterolo alto o terapie in corso.
In sintesi
Sostituire i grassi saturi con grassi insaturi, e ridurre l’apporto di grassi saturi, contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue. Sono claim legati a una scelta alimentare, utilizzabili solo da alimenti che rispettano le soglie “ricco di grassi insaturi” o “a basso/ridotto contenuto di grassi saturi”.
Fonti
- Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, testo consolidato, allegato: voci “Acidi grassi monoinsaturi e/o polinsaturi”, “Acido oleico”, “Alimenti a basso o a ridotto contenuto di acidi grassi saturi”.
- Regolamento (CE) n. 1924/2006, testo consolidato, allegato: indicazioni “Ricco di grassi insaturi”, “A basso contenuto di grassi saturi”, “A tasso ridotto di [nome della sostanza nutritiva]”.
- EFSA NDA Panel, EFSA Journal 2011;9(4):2069; 2011;9(4):2043; 2011;9(4):2062; 2011;9(6):2203.
Contenuto divulgativo: non sostituisce il parere del medico.



