Il ferro presente negli alimenti non è tutto uguale. Una parte è ferro emico, contenuto nei cibi di origine animale; un’altra è ferro non emico, presente in legumi, cereali, verdure a foglia e in parte anche nei cibi animali. L’Unione Europea ha autorizzato un’indicazione che riguarda proprio l’interazione tra questi due mondi: carne o pesce consumati insieme ad alimenti che contengono ferro.
Ferro emico e non emico: la differenza
Il ferro emico è legato all’emoglobina e alla mioglobina ed è assorbito in modo relativamente efficiente. Il ferro non emico, invece, è molto più sensibile alla composizione del pasto: alcuni componenti ne favoriscono l’assorbimento, altri lo ostacolano (ad esempio i fitati di cereali e legumi, di cui parliamo nell’articolo sull’acido fitico).
Il claim autorizzato: testo esatto
Il Regolamento (UE) n. 432/2012, sulla base del parere EFSA pubblicato su EFSA Journal 2011;9(4):2040, autorizza questa indicazione:
«Se consumati con altri alimenti contenenti ferro, la carne o il pesce contribuiscono al miglioramento dell’assorbimento del ferro».
Condizioni d’uso: l’indicazione può essere impiegata solo per un alimento che contiene almeno 50 g di carne o di pesce in una singola porzione quantificata. Deve inoltre essere accompagnata dall’informazione che l’effetto benefico si ottiene con l’assunzione di 50 g di carne o di pesce con uno o più alimenti contenenti ferro non emico.
Cosa significa a tavola
In termini pratici, il claim descrive un effetto di “abbinamento”: una porzione di carne o pesce all’interno di un pasto che contiene anche legumi, cereali o verdure favorisce l’assorbimento del ferro non emico di quegli alimenti. Piatti tradizionali come pasta e ceci con un secondo di pesce, o verdure a foglia accanto a una porzione di carne, sono esempi di questo principio.
Il claim non dice che serva mangiare più carne, né indica quantità giornaliere: la soglia di 50 g riguarda la porzione dell’alimento che riporta l’indicazione.
L’altro alleato autorizzato: la vitamina C
Esiste un secondo claim europeo sullo stesso tema: «La vitamina C accresce l’assorbimento del ferro», utilizzabile per alimenti che siano almeno una fonte di vitamina C (almeno il 15% del valore nutritivo di riferimento per 100 g o 100 ml, secondo il Reg. 1924/2006). Per chi segue un’alimentazione con poca o nessuna carne e pesce, abbinare agli alimenti ricchi di ferro non emico frutta e verdura ricche di vitamina C è quindi la strada coerente con le indicazioni autorizzate. Per approfondire le combinazioni tra nutrienti vedi sinergie tra vitamine e minerali.
E gli integratori di ferro?
Il fabbisogno di ferro e l’eventuale necessità di integrarlo vanno valutati con il medico, anche perché un eccesso di ferro non è privo di rischi. Abbiamo dedicato un approfondimento a chi ha davvero bisogno di ferro e uno alle diverse forme di ferro negli integratori. Nel catalogo Noebis sono disponibili, per chi ne ha indicazione, il Ferro Bisglicinato e la Vitamina C: si tratta di integratori alimentari, da usare nelle dosi indicate in etichetta e non come sostituti di una dieta variata ed equilibrata.
Fonti: Regolamento (UE) n. 432/2012, testo consolidato (EUR-Lex); EFSA NDA Panel, EFSA Journal 2011;9(4):2040; Regolamento (CE) n. 1924/2006.
Contenuto a scopo informativo. Non sostituisce il parere del medico o del farmacista.



