Le pectine sono fibre alimentari solubili presenti nella parete cellulare di frutta e ortaggi. In cucina le conosciamo come l’addensante naturale di marmellate e confetture; in etichetta compaiono come additivo (E440) oppure come ingrediente di integratori a base di fibre. Sono anche tra le poche fibre per cui l’Unione Europea ha autorizzato due indicazioni sulla salute, ciascuna con condizioni d’uso precise.
Che cosa sono le pectine
Chimicamente le pectine sono polisaccaridi formati soprattutto da acido galatturonico. A contatto con l’acqua formano un gel: è questa proprietà che le rende utili sia in cucina sia nella formulazione di alimenti. Le fonti industriali più comuni sono la buccia degli agrumi e la polpa residua delle mele (sansa); ne sono ricchi anche mele cotogne, albicocche, prugne e carote.
I claim autorizzati dal Reg. (UE) 432/2012
Il Regolamento (UE) 432/2012 contiene due indicazioni per le pectine, basate sul parere scientifico EFSA pubblicato su EFSA Journal 2010;8(10):1747:
- «Le pectine contribuiscono al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue». Condizione: l’alimento deve fornire un apporto giornaliero di 6 g di pectine, e il consumatore va informato che l’effetto benefico si ottiene con 6 g al giorno.
- «L’assunzione di pectine durante il pasto contribuisce alla riduzione dell’aumento del glucosio ematico post-prandiale». Condizione: 10 g di pectine per porzione quantificata, assunti nell’ambito di un pasto.
Entrambe le indicazioni richiedono per legge due avvertenze: va segnalato un possibile pericolo di soffocamento per chi ha difficoltà di deglutizione o in caso di ingestione senza liquidi adeguati, e va precisato che la sostanza deve essere assunta sempre con abbondante acqua.
Come leggere un’etichetta che parla di pectine
Il punto chiave è la dose. Un prodotto che contiene poche centinaia di milligrammi di pectina per dose può usarla come addensante o eccipiente, ma non può riportare i claim sopra: servono 6 g al giorno (colesterolo) o 10 g in un pasto (glicemia post-prandiale). Sono quantità importanti, difficili da raggiungere con capsule o compresse e più tipiche di preparati in polvere da sciogliere in acqua.
Attenzione anche alla formulazione dei messaggi: il claim parla di mantenimento di livelli normali di colesterolo e di riduzione dell’aumento della glicemia dopo il pasto. Non autorizza a dire che le pectine “abbassano il colesterolo alto”, “curano” o “prevengono” alcuna malattia, né che sostituiscono una terapia.
Pectine e altre fibre
Le pectine fanno parte della grande famiglia delle fibre solubili, insieme ad esempio ai beta-glucani di avena e orzo e allo psillio. Per capire quando un alimento può dichiararsi “fonte di fibre” o “ricco di fibre” trovi le soglie nell’approfondimento Fonte di fibre e ricco di fibre: cosa significano in etichetta; per lo psillio vedi Psillio e fibra alimentare: come leggere l’etichetta.
Dalla tavola, prima di tutto
Frutta intera (con la buccia, quando edibile), legumi e ortaggi forniscono pectine insieme ad altre fibre e micronutrienti. Aumentare le fibre in modo graduale e bevendo a sufficienza aiuta a tollerarle meglio.
Fonti
- Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, allegato – voce “Pectine” (EUR-Lex).
- EFSA NDA Panel. Parere scientifico sulle indicazioni relative alle pectine. EFSA Journal 2010;8(10):1747.
Contenuto a scopo informativo: non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano.



