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Chi cerca “il modo naturale per accelerare il metabolismo” prima o poi incontra il tè verde. È uno degli alimenti più studiati al mondo, e proprio per questo è anche uno dei più fraintesi: online circolano promesse che la scienza europea, dati alla mano, non conferma. Vediamo cosa dice davvero la ricerca, cosa dice la normativa e cosa significa in pratica per chi lo beve o lo assume come integratore.

Cos’è davvero il tè verde

Tè verde e tè nero nascono dalla stessa pianta, la Camellia sinensis. A cambiare è la lavorazione: il tè verde non viene fatto fermentare, per cui conserva meglio i suoi polifenoli originali, in particolare un gruppo di sostanze chiamate catechine. Tra queste, la più abbondante e studiata è l’epigallocatechina gallato, nota con la sigla EGCG.

Oltre alle catechine, il tè verde contiene naturalmente caffeina (spesso indicata come “teina”, ma si tratta della stessa molecola) e L-teanina, un amminoacido che gli conferisce parte del suo caratteristico effetto di lucidità mentale senza la stessa nervosità di un caffè forte.

Cosa dice davvero la scienza europea: niente “brucia grassi”

Qui serve chiarezza, perché è il punto dove il marketing si distacca di più dai fatti. L’EFSA (l’autorità europea per la sicurezza alimentare) ha esaminato negli anni numerose richieste di claim salutistici legati al tè verde e alle sue catechine, comprese quelle relative alla perdita di peso, all’ossidazione dei grassi e all’accelerazione del metabolismo. La conclusione, in tutti i casi esaminati, è stata che le prove scientifiche presentate non erano sufficienti per stabilire un rapporto di causa-effetto dimostrato.

In pratica, oggi non esiste alcun claim salutistico autorizzato nell’Unione Europea che permetta di affermare che il tè verde o l’EGCG “fanno dimagrire”, “bruciano i grassi” o “accelerano il metabolismo”. Se un prodotto lo dichiara esplicitamente, quella dicitura non è conforme al Regolamento (CE) 1924/2006 sui claims nutrizionali e salutistici. Questo non significa che il tè verde sia inutile: significa che, allo stato attuale delle valutazioni, l’effetto dimagrante non è scientificamente dimostrato al livello richiesto per un claim ufficiale.

Il ruolo della caffeina, spesso sottovalutato

Una tazza di tè verde contiene mediamente tra 20 e 45 mg di caffeina, meno di un espresso ma non trascurabile se se ne bevono diverse al giorno o si assumono estratti concentrati. L’EFSA, nel suo parere scientifico sulla sicurezza della caffeina, indica come non problematiche per un adulto sano dosi singole fino a 200 mg e un totale giornaliero fino a 400 mg, mentre in gravidanza e allattamento il limite prudenziale scende a 200 mg al giorno complessivi da tutte le fonti (caffè, tè, cioccolato, integratori).

Chi è sensibile alla caffeina, soffre di disturbi del sonno, ansia, aritmie o è in gravidanza dovrebbe quindi considerare il tè verde come una fonte di caffeina a tutti gli effetti, non come un’alternativa “leggera” priva di conseguenze.

Estratti concentrati: un capitolo diverso dall’infuso

Bere tè verde in infusione è una cosa, assumere un estratto concentrato e standardizzato in capsule è un’altra. Le autorità sanitarie europee hanno segnalato negli anni casi, rari ma documentati, di danno epatico associati all’uso di estratti di tè verde ad alto dosaggio, soprattutto a stomaco vuoto. Per questo motivo gli integratori a base di estratto di tè verde riportano generalmente avvertenze specifiche e non dovrebbero essere assunti a dosi superiori a quelle indicate in etichetta, né a digiuno prolungato, senza il parere di un medico o farmacista, in particolare da chi ha patologie epatiche pregresse o assume altri farmaci.

Come si assume, in pratica

  • Come infuso: tempo di infusione più lungo (3-5 minuti) e temperatura più alta estraggono più catechine, ma anche più caffeina e un gusto più amaro.
  • Come estratto standardizzato: la concentrazione di EGCG è dichiarata in etichetta; è la forma con cui vengono condotti la maggior parte degli studi, ma anche quella che richiede più attenzione al dosaggio.
  • Interazioni: il tè verde può interferire con l’assorbimento del ferro non-eme (quello di origine vegetale) se consumato durante i pasti, ed è opportuno valutare con il proprio medico l’assunzione insieme a farmaci anticoagulanti o a base di erbe con effetti simili.

Domande frequenti

Il tè verde fa davvero dimagrire?
Non esistono claim EFSA autorizzati in tal senso. Può inserirsi in uno stile di vita equilibrato, ma non sostituisce un deficit calorico reale né un’attività fisica regolare.

Che differenza c’è con il matcha?
Il matcha è tè verde ridotto in polvere finissima e consumato per intero (non solo l’infuso), quindi a parità di volume apporta più caffeina e più catechine.

Quante tazze al giorno sono ragionevoli?
Per un adulto sano, generalmente 3-4 tazze rientrano comodamente nei limiti di caffeina raccomandati dall’EFSA, ma il conteggio va fatto insieme alle altre fonti di caffeina della giornata.


Scopri anche: Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.