Nelle prime 24-48 ore dopo il parto, ogni mammifero produce un liquido diverso dal latte che verrà dopo: denso, giallastro, ricchissimo di componenti bioattivi. Negli allevamenti da latte questo primo secreto si chiama colostro, ed è da sempre considerato fondamentale per la sopravvivenza del vitello nei primi giorni di vita. Da alcuni decenni, una piccola parte del colostro bovino in eccesso rispetto al fabbisogno degli animali viene raccolta, essiccata e trasformata in integratore alimentare per l’uomo. Ma cosa dice davvero la scienza su questo prodotto, e cosa invece resta terreno di ricerca non ancora consolidato?
Cosa contiene il colostro bovino
Rispetto al latte vaccino maturo, il colostro ha una composizione molto più concentrata. Contiene infatti:
- Immunoglobuline (soprattutto IgG), le proteine che nella mucca trasferiscono al vitello una parte delle difese naturali della madre, non avendo il feto bovino ricevuto anticorpi materni attraverso la placenta come accade invece nell’uomo.
- Fattori di crescita, tra cui IGF-1 e TGF-beta, coinvolti nei processi di sviluppo cellulare.
- Lattoferrina, una proteina che lega il ferro e su cui esistono studi dedicati (ne abbiamo parlato in un articolo specifico sul nostro blog).
- Proteine, vitamine liposolubili e oligoelementi in concentrazioni superiori rispetto al latte normale.
È proprio questa densità nutrizionale a spiegare perché, nella pratica zootecnica, la somministrazione tempestiva di colostro al vitello sia considerata un passaggio critico per la sua salute nei primi giorni.
Dal vitello all’integratore: come nasce il prodotto
Il colostro destinato agli integratori proviene esclusivamente dalla quota eccedente rispetto al reale fabbisogno del vitello, raccolta secondo protocolli veterinari, e successivamente pastorizzata ed essiccata a bassa temperatura per preservarne il più possibile i componenti proteici. Il prodotto finale si presenta in genere in polvere o capsule, spesso standardizzato in base al contenuto di immunoglobuline.
Cosa dice davvero la scienza: ricerca in corso, non certezze consolidate
La letteratura scientifica sul colostro bovino nell’alimentazione umana è in crescita, ma va letta con attenzione. Alcuni filoni di ricerca esplorano un possibile ruolo del colostro bovino in ambito sportivo, in relazione alla composizione corporea o al recupero dopo l’attività fisica intensa, e altri studi preliminari ne osservano l’interazione con la mucosa intestinale. Si tratta però in larga parte di studi di piccole dimensioni, con metodologie eterogenee, che non permettono ancora conclusioni definitive.
Un punto va chiarito con precisione, per rispetto della normativa europea e di chi legge: ad oggi, nel Registro UE dei claim nutrizionali e sulla salute, non risultano claim specifici autorizzati per il colostro bovino in relazione al sistema immunitario o ad altre funzioni dell’organismo. Diverse richieste di autorizzazione presentate a EFSA negli anni relative a ingredienti simili non hanno ricevuto parere favorevole per insufficienza di prove scientifiche solide secondo i criteri richiesti dal Regolamento (CE) 1924/2006. Questo significa che nessun prodotto a base di colostro bovino può legalmente affermare di “rinforzare le difese immunitarie” o di “prevenire” alcunché: chi trova simili affermazioni su un’etichetta dovrebbe considerarle un segnale di scarsa attenzione alla normativa, non una garanzia di efficacia.
Ciò che si può dire, con onestà, è che il colostro bovino è un alimento tradizionale nella zootecnia, con una composizione nutrizionale interessante e oggetto di un filone di ricerca che nei prossimi anni potrebbe produrre evidenze più solide. La scienza, in questo caso, sta ancora scrivendo il capitolo conclusivo.
Chi dovrebbe prestare attenzione
Essendo un derivato del latte vaccino, il colostro bovino non è indicato per chi ha un’allergia alle proteine del latte vaccino o un’intolleranza severa al lattosio, salvo prodotti specificamente delattosati. Come per qualunque integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è opportuno un confronto preventivo con il proprio medico o farmacista.
Domande frequenti
Il colostro bovino è uguale a quello umano?
No. Pur condividendo la funzione biologica generale, la composizione quantitativa (in particolare il contenuto di immunoglobuline) è diversa tra le specie.
È sicuro per gli animali da cui viene prelevato?
La raccolta segue protocolli veterinari che garantiscono al vitello la quota di colostro necessaria prima di utilizzare l’eccedenza.
Un integratore di colostro sostituisce una dieta equilibrata?
No, nessun integratore sostituisce un’alimentazione varia ed equilibrata: si tratta sempre di un complemento, non di un sostituto.
Noebis Pharma: chi c’è dietro ai nostri integratori
Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Le nostre schede prodotto vengono redatte nel rispetto della normativa europea su claim ed etichettatura, distinguendo sempre tra ciò che la scienza ha dimostrato e ciò che resta oggetto di ricerca. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.
Fonti: Registro EU dei claim nutrizionali e sulla salute (EU Register on nutrition and health claims); Regolamento (CE) 1924/2006; pareri del panel NDA di EFSA; letteratura scientifica peer-reviewed su colostro bovino e nutrizione sportiva; Ministero della Salute, sezione integratori alimentari.



