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C’è una vitamina che si vede a occhio nudo, in un certo senso: è lei a dare il colore giallo fluorescente a molte urine dopo l’assunzione di un integratore multivitaminico. Si chiama riboflavina, o vitamina B2, e nonostante questo piccolo “effetto collaterale” innocuo, il suo ruolo nell’organismo è tutt’altro che un dettaglio curioso. È una delle otto vitamine del gruppo B, idrosolubile, scoperta agli inizi del Novecento durante gli studi sui fattori nutrizionali che prevenivano la pellagra, e oggi sappiamo che è coinvolta in alcuni dei processi biochimici più fondamentali per la vita cellulare.

Perché si chiama “riboflavina” e come agisce nel corpo

Il nome deriva dal ribosio (uno zucchero) e da “flavus”, giallo in latino, proprio per il colore caratteristico del composto isolato. Dal punto di vista biochimico, la vitamina B2 è il precursore di due coenzimi essenziali: FAD (flavin-adenin-dinucleotide) e FMN (flavin-mononucleotide). Questi due coenzimi partecipano alle reazioni di ossidoriduzione che permettono alle cellule di ricavare energia da carboidrati, grassi e proteine introdotti con l’alimentazione. In pratica, senza una quantità adeguata di riboflavina, le “centrali energetiche” delle cellule, i mitocondri, non potrebbero funzionare a pieno regime.

Secondo il Regolamento (UE) 432/2012, che disciplina i claim nutrizionali e sulla salute ammessi per le vitamine e i minerali nell’Unione Europea, alla vitamina B2 sono associati diversi claim autorizzati, sempre nel contesto di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano:

  • contribuisce al normale metabolismo energetico;
  • contribuisce al mantenimento di mucose normali;
  • contribuisce al mantenimento della pelle normale;
  • contribuisce al mantenimento della vista normale;
  • contribuisce al normale metabolismo del ferro;
  • contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo;
  • contribuisce alla riduzione di stanchezza e affaticamento;
  • contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso.

Dove si trova la vitamina B2 negli alimenti

La riboflavina è ampiamente distribuita nel mondo alimentare, ma alcune fonti sono particolarmente ricche. Il latte e i suoi derivati (yogurt, formaggi freschi) sono tra le fonti più significative nella dieta occidentale, insieme alle uova, in particolare l’albume. Anche le verdure a foglia verde scura, come spinaci e broccoli, contengono quantità apprezzabili, così come i cereali integrali e i legumi. Le carni, soprattutto le frattaglie come il fegato, sono un’altra fonte rilevante, mentre tra i vegetali i funghi si distinguono per un contenuto interessante rispetto ad altri ortaggi.

Una curiosità utile in cucina: la riboflavina è sensibile alla luce (fotolabile), motivo per cui il latte veniva un tempo confezionato preferibilmente in contenitori opachi piuttosto che in bottiglie di vetro trasparente esposte alla luce diretta, proprio per preservarne il contenuto vitaminico più a lungo.

Fabbisogno e chi dovrebbe prestare attenzione

Il fabbisogno di vitamina B2 varia in base a età, sesso e condizione fisiologica; i Livelli di Assunzione di Riferimento (LARN) elaborati dalla Società Italiana di Nutrizione Umana forniscono le indicazioni più aggiornate per la popolazione italiana, e in genere una dieta varia ed equilibrata è sufficiente a coprire il fabbisogno di un adulto sano. Alcune situazioni, tuttavia, meritano un’attenzione particolare, sempre discutendola con un medico o un nutrizionista: la gravidanza e l’allattamento aumentano la richiesta dell’organismo, così come i periodi di intensa attività fisica; anche alcune abitudini alimentari molto restrittive o un consumo elevato e prolungato di alcol possono influire sui livelli di riboflavina disponibili per l’organismo.

Una carenza conclamata di vitamina B2 (ariboflavinosi) è oggi rara nei paesi industrializzati grazie alla varietà dell’alimentazione moderna, e nella storia della nutrizione è stata associata a manifestazioni come screpolature agli angoli della bocca (cheilite angolare) e infiammazioni della lingua: segnali che, se presenti, vanno sempre valutati da un professionista sanitario e non auto-diagnosticati o trattati autonomamente.

Un cofattore, non un protagonista solitario

Vale la pena ricordare che la vitamina B2 lavora in squadra con le altre vitamine del gruppo B: è coinvolta, ad esempio, nella conversione della vitamina B6 e del folato nelle loro forme metabolicamente attive, e nella sintesi della niacina (vitamina B3) a partire dal triptofano. Questo interconnessione tra micronutrienti è uno dei motivi per cui gli esperti di nutrizione tendono a raccomandare un approccio alla dieta basato sulla varietà, piuttosto che sulla rincorsa isolata di un singolo nutriente: il corpo umano funziona come un sistema integrato, dove ogni cofattore ha bisogno degli altri per esprimere pienamente il proprio ruolo.

In sintesi

La vitamina B2 è un esempio perfetto di come un micronutriente “silenzioso” possa avere un ruolo enorme nella fisiologia quotidiana: dal metabolismo energetico alla salute di pelle e mucose, dalla protezione dallo stress ossidativo al funzionamento del sistema nervoso. Una dieta varia, che includa regolarmente latte e derivati, uova, verdure a foglia verde e cereali integrali, è generalmente sufficiente a garantirne un apporto adeguato nella maggior parte della popolazione sana.


Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.