Se si pensa ai minerali essenziali, la mente corre quasi sempre a calcio, ferro, magnesio o zinco. Lo zolfo, invece, resta sullo sfondo, nonostante sia il terzo minerale più abbondante nell’organismo umano dopo calcio e fosforo. È un elemento che il corpo non produce da sé e che deve ricavare quasi interamente dall’alimentazione, principalmente sotto forma di aminoacidi solforati come la metionina e la cisteina, presenti nelle proteine che mangiamo ogni giorno.
A cosa serve davvero lo zolfo nell’organismo
Lo zolfo entra nella composizione di molecole strutturali fondamentali. È un componente della cheratina, la proteina che costituisce capelli, unghie e lo strato più esterno della pelle, ed è coinvolto nella formazione dei legami disolfuro che danno stabilità e resistenza a molte proteine dell’organismo. Partecipa inoltre alla sintesi del glutatione, uno dei principali sistemi antiossidanti endogeni, e fa parte della struttura di alcune vitamine del gruppo B, come la tiamina (B1) e la biotina.
È importante essere precisi su un punto: a differenza di altri minerali come lo zinco o il magnesio, per lo zolfo minerale in sé il Regolamento (UE) 432/2012 non prevede claim nutrizionali o sulla salute autorizzati specifici. Questo non significa che il suo ruolo biologico sia meno reale, ma che, dal punto di vista della comunicazione su prodotti e integratori, non è consentito attribuirgli affermazioni salutistiche dirette, e qui va detto con altrettanta chiarezza.
Zolfo minerale e MSM: due cose diverse da non confondere
Una fonte di confusione comune riguarda il rapporto tra lo zolfo “minerale” propriamente detto e l’MSM (metilsulfonilmetano), un composto organico solforato naturalmente presente in piccole quantità in alcuni alimenti (frutta, verdura, cereali, latte) e molto diffuso come ingrediente di integratori alimentari. L’MSM non è lo zolfo elementare: è una molecola organica che contiene zolfo nella sua struttura, ottenuta industrialmente a partire dal dimetilsolfossido (DMSO) per uso alimentare.
Anche per l’MSM, va detto con chiarezza, non esistono attualmente claim sulla salute autorizzati dall’EFSA nel Regolamento (UE) 432/2012. È un ingrediente molto popolare nel mondo degli integratori dedicati al benessere articolare e muscolare, ed è oggetto di studi scientifici preliminari, ma questo non equivale a un’autorizzazione normativa per comunicare effetti specifici: qualunque promessa in tal senso rappresenterebbe un claim non conforme, ed è per questo che un’azienda seria si limita a descrivere la composizione dell’ingrediente senza attribuirgli proprietà terapeutiche o mediche.
Le fonti alimentari di zolfo
Il modo più naturale per garantire un apporto adeguato di zolfo è una dieta varia che includa regolarmente alimenti proteici. Le fonti principali sono le carni, il pesce, le uova (soprattutto il tuorlo) e i latticini. Tra i vegetali, la famiglia delle Brassicacee si distingue in modo particolare: broccoli, cavolfiori, cavoli e cavoletti di Bruxelles contengono composti solforati caratteristici, così come aglio e cipolla, che devono proprio a molecole solforate il loro aroma pungente tipico. I legumi, in misura minore, contribuiscono anch’essi all’apporto complessivo.
Una curiosità: l’odore caratteristico che si sprigiona tagliando una cipolla è dovuto proprio a composti solforati volatili che si liberano quando le cellule del bulbo vengono danneggiate meccanicamente, un meccanismo di difesa naturale della pianta.
Carenza: un’eventualità rara con una dieta equilibrata
Una carenza di zolfo dovuta alla sola alimentazione è un evento raro nei paesi con accesso a una dieta varia, dato che è associata principalmente a un apporto proteico complessivamente insufficiente piuttosto che a una carenza isolata del minerale. Non esistono al momento livelli di assunzione di riferimento (LARN) specifici per lo zolfo minerale come tale, proprio perché il fabbisogno è normalmente coperto in modo indiretto attraverso l’apporto di aminoacidi solforati nella dieta proteica quotidiana. In presenza di diete fortemente restrittive, vegane non ben pianificate o condizioni cliniche particolari, un confronto con un medico o un nutrizionista resta sempre la scelta più prudente.
In sintesi
Lo zolfo è un elemento strutturale silenzioso ma imprescindibile, presente in proteine, vitamine e nel principale antiossidante cellulare dell’organismo. L’MSM, il suo “cugino” organico più noto nel mondo degli integratori, merita interesse scientifico continuo ma va presentato con precisione normativa, senza promesse che la scienza attuale e la regolamentazione europea non sono ancora in grado di sostenere. Una dieta varia, ricca di proteine di qualità e di verdure della famiglia dei cavoli, resta il modo più semplice e comprovato per garantirsi un apporto adeguato.
Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.



