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Tra gli estratti vegetali più studiati dalla ricerca sugli antiossidanti c’è un ingrediente che porta il nome commerciale registrato di Pycnogenol®, ma che dal punto di vista botanico è semplicemente l’estratto della corteccia di Pinus pinaster, il pino marittimo che cresce lungo le coste atlantiche della Francia, in particolare nella regione delle Landes. È un ingrediente che si trova in alcuni integratori dedicati al benessere della circolazione e allo stress ossidativo, ma che merita di essere conosciuto meglio, comprese le sue attuali limitazioni dal punto di vista regolatorio.

Un estratto nato da una ricerca degli anni Cinquanta

La storia di questo estratto è legata al lavoro del biochimico francese Jacques Masquelier, che a partire dagli anni Cinquanta iniziò a studiare i composti polifenolici estraibili dalla corteccia del pino marittimo. Un aneddoto spesso citato nella divulgazione su questo tema riguarda il navigatore Jacques Cartier, che secondo i resoconti storici del Cinquecento salvò la sua ciurma dallo scorbuto grazie a un decotto ricavato dalla corteccia e dagli aghi di un albero locale (probabilmente un tipo di cedro, non un pino in senso stretto): una storia di medicina tradizionale che, secoli dopo, contribuì a orientare l’interesse scientifico verso i composti presenti nelle cortecce degli alberi delle conifere. Masquelier brevettò poi un processo di estrazione specifico per la corteccia di pino marittimo, dando origine al marchio Pycnogenol, oggi una delle materie prime botaniche più standardizzate e studiate nel suo settore.

Di cosa è fatto chimicamente

Dal punto di vista della composizione, l’estratto di corteccia di pino marittimo è un complesso standardizzato di più famiglie di composti polifenolici: procianidine (catene di unità di catechina ed epicatechina), acidi fenolici (come l’acido ferulico e l’acido caffeico) e flavonoidi come la taxifolina. Le procianidine, in particolare, appartengono alla stessa grande famiglia chimica dei tannini condensati che si trova anche in altri estratti vegetali molto noti, come quello dei semi d’uva.

Non è la stessa cosa dell’OPC dei semi d’uva

Vale la pena chiarire un punto che genera spesso confusione: l’estratto di corteccia di pino marittimo e l’estratto di semi d’uva sono entrambi ricchi di procianidine (OPC, oligomeric proanthocyanidins), ma provengono da parti botaniche completamente diverse e hanno un profilo di composti non identico, con differenze nella lunghezza media delle catene di procianidine e nella presenza di altri composti accessori specifici di ciascuna fonte. Sono quindi due ingredienti botanici distinti, anche se accomunati dalla stessa classe chimica di riferimento.

Cosa dice oggi la normativa europea sui claim

È importante essere chiari su questo punto: a oggi, nel Registro dell’Unione Europea dei claim nutrizionali e sulla salute, non risulta alcun claim specifico autorizzato per l’estratto di corteccia di pino marittimo o per il marchio Pycnogenol. Alcune domande di autorizzazione relative a estratti di questo tipo sono state in passato valutate dall’EFSA e non hanno ricevuto un parere favorevole, principalmente per l’insufficienza delle evidenze scientifiche presentate rispetto agli standard richiesti dalla procedura europea. Questo non significa che la ricerca scientifica su questo estratto si sia fermata: la letteratura scientifica internazionale continua a pubblicare studi preliminari su diversi ambiti di interesse, ma significa concretamente che, in Italia e nell’Unione Europea, non è consentito attribuire a questo ingrediente alcuna proprietà specifica sulla salute in etichetta o in comunicazione commerciale.

Il valore degli antiossidanti nella dieta, in generale

Al di là del singolo estratto, vale la pena ricordare che l’Unione Europea ha autorizzato claim generali sul ruolo di alcuni nutrienti (come le vitamine C ed E, o il selenio) nella protezione delle cellule dallo stress oxidativo. Una dieta varia, ricca di frutta e verdura di stagione, resta lo strumento principale e meglio documentato per garantire un adeguato apporto di composti antiossidanti, di cui i polifenoli delle piante come il pino marittimo sono solo una delle tante famiglie esistenti in natura, insieme a flavonoidi degli agrumi, antociani dei frutti di bosco e carotenoidi delle verdure arancioni.

Un ingrediente da conoscere, non da sopravvalutare

La corteccia di pino marittimo francese è un esempio interessante di come un rimedio della tradizione popolare possa diventare oggetto di decenni di ricerca scientifica strutturata, mantenendo però intatta la necessità di una valutazione regolatoria rigorosa prima di poter comunicare qualsiasi beneficio specifico ai consumatori. Chi si imbatte in prodotti che citano questo estratto dovrebbe quindi considerarlo per quello che è oggi, dal punto di vista normativo: un ingrediente botanico interessante e oggetto di ricerca in corso, ma senza claim sulla salute attualmente autorizzati in Unione Europea.


Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.