Sito ufficiale Noebis Pharma · Spedizione gratuita da €49,90 · Tracking incluso
Frutta secca mista e uvetta, alimenti che possono contribuire all'apporto di selenio

Nel 1817 il chimico svedese Jöns Jacob Berzelius, esaminando i residui di un impianto per la produzione di acido solforico, isolò un elemento mai descritto prima. Lo chiamò selenio, dal greco selene, la luna, in coppia ideale con il tellurio, che pochi anni prima era stato battezzato dal latino tellus, la terra. Ci sarebbero voluti più di cento anni perché la scienza scoprisse che questo elemento, in dosi minime, è indispensabile per il funzionamento del corpo umano.

Che cos’è il selenio e perché il corpo ne ha bisogno

Il selenio è un oligoelemento, cioè un minerale di cui l’organismo ha bisogno in quantità molto piccole ma costanti. Non lo produciamo da soli: dobbiamo assumerlo con l’alimentazione. Una volta assorbito, viene incorporato in una classe di proteine chiamate selenoproteine, tra cui gli enzimi della famiglia delle glutatione perossidasi, coinvolti nella difesa delle cellule dallo stress ossidativo, e le deiodinasi, enzimi chiave nel metabolismo degli ormoni tiroidei.

Dove si trova: le fonti alimentari

Il contenuto di selenio negli alimenti dipende in larga misura dalla quantità di selenio presente nel suolo in cui sono state coltivate le piante o allevati gli animali, e questo varia molto da regione a regione: i suoli di buona parte d’Europa, Italia inclusa, tendono ad essere relativamente poveri di selenio rispetto ad altre aree del mondo come il Nord America. Tra le fonti alimentari più ricche di selenio troviamo:

  • la frutta secca, in particolare le noci del Brasile, tra gli alimenti più concentrati in assoluto
  • pesce e frutti di mare
  • uova
  • carne e frattaglie
  • cereali integrali, con un contenuto variabile a seconda del suolo di coltivazione
  • legumi

Cosa dice davvero la scienza: i claim EFSA autorizzati

A differenza di molte piante della tradizione erboristica, il selenio è un nutriente per cui l’EFSA ha valutato e autorizzato diversi claim salutistici specifici, in base al Regolamento (UE) 432/2012. Questo significa che, a differenza di un botanical “on hold”, per il selenio esistono affermazioni che si possono legittimamente associare al nutriente, quando l’alimento o l’integratore ne è fonte secondo i criteri di legge. Il selenio contribuisce a:

  • la normale funzione del sistema immunitario
  • la normale spermatogenesi
  • la normale funzione della tiroide
  • la protezione delle cellule dallo stress ossidativo
  • il mantenimento di capelli e unghie normali

Va precisato che questi claim descrivono un contributo fisiologico normale del nutriente quando l’apporto è adeguato: non equivalgono in alcun modo ad affermare che un integratore di selenio curi, prevenga o tratti una malattia, incluse le patologie della tiroide. In presenza di disturbi tiroidei diagnosticati, la gestione resta sempre di competenza del medico.

Quanto selenio serve, e perché “di più” non è meglio

Per gli adulti, i valori di riferimento europei indicano un apporto giornaliero nell’ordine di circa 55 microgrammi al giorno, una quantità che nella maggior parte dei casi una dieta varia ed equilibrata è in grado di fornire. Il selenio è però un esempio classico di nutriente con un margine relativamente stretto tra la dose utile e quella potenzialmente dannosa: l’EFSA ha fissato un livello massimo tollerabile di assunzione (UL) pari a 300 microgrammi al giorno per gli adulti, comprendendo sia gli alimenti sia gli eventuali integratori. Un’assunzione cronica eccessiva di selenio può causare selenosi, una condizione che può manifestarsi con alterazioni di capelli e unghie, alito con odore agliaceo, disturbi gastrointestinali e, nei casi più severi, problemi neurologici.

Sicurezza e avvertenze

  • Non superare la dose giornaliera consigliata riportata in etichetta sugli integratori a base di selenio.
  • Chi soffre di patologie tiroidee dovrebbe sempre parlarne con il proprio medico prima di assumere integratori di selenio, anche se il claim europeo ne riconosce il contributo alla normale funzione tiroidea.
  • In gravidanza e allattamento, la supplementazione va sempre valutata con il proprio medico o farmacista.
  • Il selenio contenuto negli alimenti, incluse le noci del Brasile, può variare molto da un lotto all’altro in base al suolo di provenienza: un consumo occasionale abbondante non è generalmente un problema, ma un’assunzione quotidiana e prolungata di grandi quantità andrebbe evitata.

Noebis Pharma: chi c’è dietro i contenuti di questo blog

Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.