
Nel 1817 il chimico svedese Jöns Jacob Berzelius, esaminando i residui di un impianto per la produzione di acido solforico, isolò un elemento mai descritto prima. Lo chiamò selenio, dal greco selene, la luna, in coppia ideale con il tellurio, che pochi anni prima era stato battezzato dal latino tellus, la terra. Ci sarebbero voluti più di cento anni perché la scienza scoprisse che questo elemento, in dosi minime, è indispensabile per il funzionamento del corpo umano.
Che cos’è il selenio e perché il corpo ne ha bisogno
Il selenio è un oligoelemento, cioè un minerale di cui l’organismo ha bisogno in quantità molto piccole ma costanti. Non lo produciamo da soli: dobbiamo assumerlo con l’alimentazione. Una volta assorbito, viene incorporato in una classe di proteine chiamate selenoproteine, tra cui gli enzimi della famiglia delle glutatione perossidasi, coinvolti nella difesa delle cellule dallo stress ossidativo, e le deiodinasi, enzimi chiave nel metabolismo degli ormoni tiroidei.
Dove si trova: le fonti alimentari
Il contenuto di selenio negli alimenti dipende in larga misura dalla quantità di selenio presente nel suolo in cui sono state coltivate le piante o allevati gli animali, e questo varia molto da regione a regione: i suoli di buona parte d’Europa, Italia inclusa, tendono ad essere relativamente poveri di selenio rispetto ad altre aree del mondo come il Nord America. Tra le fonti alimentari più ricche di selenio troviamo:
- la frutta secca, in particolare le noci del Brasile, tra gli alimenti più concentrati in assoluto
- pesce e frutti di mare
- uova
- carne e frattaglie
- cereali integrali, con un contenuto variabile a seconda del suolo di coltivazione
- legumi
Cosa dice davvero la scienza: i claim autorizzati nell’UE
A differenza di molti ingredienti botanici le cui indicazioni sono ancora in valutazione, per il selenio esistono indicazioni sulla salute autorizzate nell’Unione europea. È importante distinguere le competenze: EFSA valuta le prove scientifiche, mentre la Commissione europea autorizza i claim e le relative condizioni d’uso. Le indicazioni pertinenti sono comprese nel Regolamento (UE) n. 432/2012 e nel Registro europeo. Si possono utilizzare nella comunicazione di un alimento solo rispettando le condizioni previste, tra cui la presenza di una quantità sufficiente del nutriente. Il selenio contribuisce a:
- la normale funzione del sistema immunitario
- la normale spermatogenesi
- la normale funzione della tiroide
- la protezione delle cellule dallo stress ossidativo
- il mantenimento di capelli e unghie normali
Va precisato che questi claim descrivono un contributo fisiologico normale del nutriente quando l’apporto è adeguato: non equivalgono in alcun modo ad affermare che un integratore di selenio curi, prevenga o tratti una malattia, incluse le patologie della tiroide. In presenza di disturbi tiroidei diagnosticati, la gestione resta sempre di competenza del medico.
Quanto selenio serve, e perché “di più” non è meglio
Per gli adulti occorre distinguere tre numeri con significati diversi. Il VNR di etichetta del selenio è 55 µg secondo l’allegato XIII del Regolamento (UE) n. 1169/2011: serve a calcolare la percentuale dichiarata sugli alimenti, ma non coincide con una dose individuale prescritta. L’assunzione adeguata (AI) EFSA per gli adulti è 70 µg al giorno, secondo il parere del 2014. Il livello massimo tollerabile (UL) aggiornato da EFSA nel 2023 è 255 µg al giorno per gli adulti, comprese le donne in gravidanza o allattamento, considerando l’apporto totale da alimenti e integratori: parere scientifico EFSA 2023. Il valore di 300 µg riportato in alcune fonti meno recenti è stato superato da questa rivalutazione. L’UL non è un obiettivo da raggiungere: un eccesso cronico può provocare selenosi, con alterazioni di capelli e unghie, disturbi gastrointestinali e, nei casi più gravi, manifestazioni neurologiche.
Checklist: controllare l’apporto totale di selenio
- Leggi i microgrammi (µg) di selenio per dose giornaliera su ogni integratore, non soltanto la percentuale VNR.
- Se abbini un multivitaminico a un prodotto specifico, somma le quantità dichiarate di selenio dei diversi prodotti.
- Ricorda che la dieta apporta già selenio e che alcune fonti, soprattutto le noci del Brasile, possono contenerne quantità molto variabili.
- Non interpretare il limite massimo EFSA di 255 µg al giorno per gli adulti come una dose consigliata: è un riferimento di sicurezza sull’apporto complessivo. Per bambini e adolescenti i limiti sono differenti.
- Se sei in terapia, in gravidanza o hai patologie della tiroide, valuta con medico o farmacista la necessità effettiva di integrare.
Sicurezza e avvertenze
- Non superare la dose giornaliera consigliata riportata in etichetta sugli integratori a base di selenio.
- Chi soffre di patologie tiroidee dovrebbe sempre parlarne con il proprio medico prima di assumere integratori di selenio, anche se il claim europeo ne riconosce il contributo alla normale funzione tiroidea.
- In gravidanza e allattamento, la supplementazione va sempre valutata con il proprio medico o farmacista.
- Il selenio contenuto negli alimenti, incluse le noci del Brasile, può variare molto da un lotto all’altro in base al suolo di provenienza: un consumo occasionale abbondante non è generalmente un problema, ma un’assunzione quotidiana e prolungata di grandi quantità andrebbe evitata.
Noebis Pharma: chi c’è dietro i contenuti di questo blog
Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.






