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Fluoruro in etichetta: VNR, forme e fabbisogno

Il fluoruro è uno dei minerali con un Valore Nutritivo di Riferimento (VNR) ufficiale, eppure negli integratori alimentari lo si incontra molto di rado. Il motivo non è una dimenticanza: per il fluoruro le fonti principali sono altre (acqua, alimenti, dentifricio) e il margine tra quanto è utile e quanto è troppo è più stretto che per altri minerali. In questo articolo vediamo cosa dice la normativa, quali sono i valori di riferimento EFSA aggiornati e come leggere un’etichetta che lo riporta.

Il VNR del fluoruro: 3,5 mg

L’Allegato XIII del Regolamento (UE) 1169/2011 fissa per il fluoruro un VNR di 3,5 mg al giorno per l’adulto. Come per tutti i nutrienti, la percentuale che trovi in etichetta si calcola su questo valore: 0,525 mg corrispondono al 15% del VNR, cioè la soglia minima perché un prodotto possa essere definito “fonte” di fluoruro e riportare l’indicazione autorizzata. Se vuoi ripassare il meccanismo, trovi la spiegazione completa in cosa significa la percentuale VNR in etichetta.

L’unico claim autorizzato

Il Regolamento (UE) 432/2012 ammette per il fluoruro una sola indicazione: “Il fluoruro contribuisce al mantenimento della mineralizzazione dei denti”, utilizzabile solo se il prodotto apporta almeno il 15% del VNR nella dose giornaliera. Non esistono claim autorizzati su ossa, articolazioni o altre funzioni. Qualunque formula del tipo “previene la carie” o “rinforza le ossa” riferita a un integratore con fluoruro non è consentita.

In quali forme può essere aggiunto

La Direttiva 2002/46/CE (Allegato II) elenca le forme chimiche di fluoruro ammesse negli integratori: fluoruro di calcio, fluoruro di potassio, fluoruro di sodio e monofluorofosfato di sodio. Come per gli altri minerali, in etichetta la quantità dichiarata si riferisce al fluoruro elementare e non al peso del sale: la differenza è spiegata in dose elementare vs peso del sale.

Quanto ne serve: il valore di riferimento EFSA

Il fluoruro non è considerato un nutriente essenziale in senso stretto: l’organismo non ha una funzione fisiologica che si blocchi in sua assenza. Per questo l’EFSA, nel 2013, non ha fissato un fabbisogno medio ma un’Assunzione Adeguata (AI) di 0,05 mg per kg di peso corporeo al giorno, da tutte le fonti (anche non alimentari, come il dentifricio), valida per bambini e adulti, compresa la gravidanza e l’allattamento. Il valore è stato ricavato da studi epidemiologici sul rapporto tra concentrazione di fluoruro nell’acqua e salute dei denti. Per un adulto di 70 kg significa circa 3,5 mg al giorno, un valore coerente con il VNR.

Il limite superiore: i valori aggiornati nel 2025

Nel 2005 l’EFSA aveva fissato i livelli massimi di assunzione tollerabile (UL): 7 mg/die dai 15 anni in su, 5 mg/die tra 9 e 14 anni, valori più bassi nei bambini piccoli. Nel luglio 2025 l’EFSA ha pubblicato una valutazione aggiornata che ha rivisto questi numeri al ribasso:

  • 3,3 mg/die come livello di assunzione sicuro per donne in gravidanza, altri adulti e bambini sopra gli 8 anni;
  • 1 mg/die per i lattanti (sotto 1 anno);
  • 1,6 mg/die tra 1 e 3 anni;
  • 2 mg/die tra 4 e 8 anni.

Tutti questi valori si riferiscono all’apporto totale da ogni fonte. Secondo la stessa valutazione, con le concentrazioni di fluoruro tipiche delle acque potabili europee (oltre l’86% dei campioni sotto 0,3 mg/L) l’esposizione complessiva resta sotto i livelli sicuri, con l’eccezione della fascia 4-8 anni, dove l’ingestione di dentifricio può pesare. È interessante notare che il livello sicuro per l’adulto (3,3 mg) è ormai vicino al VNR (3,5 mg): è uno dei casi in cui leggere bene l’etichetta conta davvero. Sulla differenza tra VNR e UL c’è un approfondimento dedicato: VNR e livello massimo tollerabile.

Da dove arriva il fluoruro nella vita di tutti i giorni

  • Acqua: il limite di legge per l’acqua potabile nell’UE è 1,5 mg/L. Le acque minerali con più di 1,5 mg/L devono riportare in etichetta l’avvertenza che non sono adatte al consumo regolare da parte di lattanti e bambini sotto i 7 anni (Direttiva 2003/40/CE).
  • Alimenti: tè, pesce (soprattutto se consumato con le lische) e alcuni alimenti preparati con acque ricche di fluoro.
  • Prodotti per l’igiene orale: dentifrici e collutori al fluoro. Nell’adulto la quota ingerita è piccola; nei bambini, che tendono a deglutire il dentifricio, può essere rilevante.
  • Sale fluorato, disponibile in alcuni Paesi europei.

Proprio perché le fonti sono molte e difficili da quantificare, un’integrazione di fluoruro “a caso” non ha senso: va valutata considerando acqua, alimentazione e dentifricio.

Come leggere un integratore con fluoruro: 3 passi

  • Guarda la quantità in mg e la % VNR: sotto il 15% del VNR (0,525 mg) il prodotto non può usare il claim sulla mineralizzazione dei denti.
  • Sommala alle altre fonti: acqua (leggi il residuo di fluoro sull’etichetta della minerale), tè, dentifricio. Negli adulti il riferimento di sicurezza aggiornato è 3,3 mg/die totali.
  • Bambini e gravidanza: i margini sono più stretti. In questi casi l’integrazione di fluoruro va decisa con il pediatra, il dentista o il medico, non autonomamente.

Per un metodo generale di lettura dell’etichetta, vedi anche l’etichetta degli integratori in pochi minuti. E se ti interessa l’altro alogeno presente nell’organismo come minerale, il cloruro, ne abbiamo parlato qui: cloruro, il minerale invisibile.

In sintesi

Il fluoruro ha un VNR (3,5 mg) e un solo claim autorizzato, legato alla mineralizzazione dei denti. Le fonti principali restano acqua, alimenti e prodotti per l’igiene orale, e le valutazioni EFSA più recenti invitano a considerare l’apporto totale con attenzione, soprattutto nei bambini. Un integratore con fluoruro ha senso solo dentro questo quadro complessivo, e non in sostituzione dell’igiene orale e dei controlli dal dentista.

Fonti

  • EFSA NDA Panel (2013). Scientific Opinion on Dietary Reference Values for fluoride. EFSA Journal 2013;11(8):3332.
  • EFSA NDA Panel (2005). Opinion on the Tolerable Upper Intake Level of Fluoride. EFSA Journal 2005;192.
  • EFSA CONTAM Panel (2025). Updated consumer risk assessment of fluoride in food and drinking water including the contribution from other sources of oral exposure. EFSA Journal 2025;23:e9478.
  • Regolamento (UE) n. 1169/2011, Allegato XIII (VNR).
  • Regolamento (UE) n. 432/2012 (indicazioni sulla salute consentite).
  • Direttiva 2002/46/CE, Allegato II (forme di minerali ammesse negli integratori).
  • Direttiva 2003/40/CE (acque minerali naturali, fluoro).

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