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Silicio negli integratori: perché non ha VNR né claim

Chi legge con attenzione le etichette degli integratori trova spesso la parola “silicio”: a volte come biossido di silicio tra gli eccipienti, a volte come ingrediente in evidenza. Sono due cose molto diverse, e il silicio ha anche una particolarità normativa rara: non ha un Valore Nutritivo di Riferimento (VNR) e non ha alcuna indicazione sulla salute autorizzata. In questo articolo vediamo cosa significa, in pratica, per chi legge un’etichetta. Per la parte “biologica” (dove si trova, cosa sappiamo del suo ruolo) rimandiamo al nostro approfondimento sul silicio come elemento in traccia.

Biossido di silicio tra gli eccipienti: non è “silicio per te”

Il biossido di silicio (additivo E551) è uno degli antiagglomeranti più usati: serve a far scorrere le polveri durante la produzione di compresse e capsule e a evitare che si impacchino. Compare nell’elenco ingredienti con la dicitura “antiagglomerante: biossido di silicio”. È presente in quantità tecnologiche, non ha una funzione nutrizionale e non va considerato una fonte di silicio. L’EFSA lo ha rivalutato come additivo alimentare nel 2018. Ne abbiamo parlato più in generale nell’articolo su cosa sono gli eccipienti e perché servono.

Il silicio come nutriente: le forme ammesse negli integratori

Nell’Unione Europea le sostanze che possono essere usate come fonte di un minerale negli integratori sono elencate nell’Allegato II della Direttiva 2002/46/CE (e successive modifiche). Per il silicio, secondo il quadro riepilogato dall’EFSA nel 2018, le fonti ammesse sono:

  • acido ortosilicico stabilizzato con colina (ChOSA);
  • biossido di silicio (qui usato come fonte, non come eccipiente);
  • acido silicico in forma di gel;
  • silicio organico (monometilsilanetriolo, MMST), valutato sicuro dall’EFSA nel 2016 per un apporto indicativo di circa 7-10 mg di silicio al giorno alle condizioni d’uso proposte.

L’EFSA ha valutato anche altre fonti proposte, come il complesso acido ortosilicico-vanillina (2018). Le forme differiscono soprattutto per solubilità e quantità di acido ortosilicico che rilasciano, cioè la forma che l’organismo assorbe in parte.

Perché il silicio non ha un VNR

Il VNR (in precedenza RDA) esiste solo per le vitamine e i minerali elencati nell’Allegato XIII del Regolamento (UE) 1169/2011. Il silicio non è in quell’elenco, perché non esiste un fabbisogno giornaliero stabilito. Conseguenza pratica: in un’etichetta il silicio può comparire con la quantità in mg, ma accanto non troverai una percentuale del VNR, e le regole della percentuale di VNR non si applicano.

Anche per la sicurezza il quadro è incompleto: nel 2004 l’EFSA ha concluso che i dati disponibili non erano sufficienti per fissare un livello massimo tollerabile di assunzione (UL). Non avere un UL non significa “senza limiti”: significa che non c’è un numero ufficiale di riferimento, e quindi conviene rispettare la dose indicata dal produttore. Sulla differenza tra VNR e UL trovi un approfondimento qui.

Nessun claim autorizzato: cosa si può (e non si può) scrivere

Nel 2011 l’EFSA ha esaminato numerose indicazioni proposte per il silicio (tra cui formazione di collagene e tessuto connettivo, ossa, articolazioni, capelli e unghie) e non ha ritenuto dimostrato un rapporto di causa-effetto. Nessuna di queste è entrata nel Regolamento (UE) 432/2012. Di conseguenza, per il silicio in quanto tale non si possono usare indicazioni sulla salute.

Se un prodotto contenente silicio riporta un claim, controlla a quale ingrediente si riferisce: spesso si tratta di una vitamina o di un minerale presente nella formula (per esempio zinco, rame o vitamina C) presente almeno al 15% del VNR. È quell’ingrediente a “reggere” il claim, non il silicio.

Tre passi per leggere il silicio in etichetta

  • Dove compare? Se è tra gli eccipienti come “antiagglomerante: biossido di silicio”, è un ausilio tecnologico, non un nutriente.
  • Quanto e in che forma? Se è un ingrediente caratterizzante, cerca la quantità di silicio elementare (in mg) e la forma usata. Ricorda che il peso della fonte non coincide con il silicio elementare: vale lo stesso ragionamento della dose elementare vs sale.
  • A cosa si riferisce il claim? Se c’è un’indicazione sulla salute, verifica che sia collegata a un nutriente con claim autorizzato presente in quantità significativa.

Per un metodo completo di lettura dell’etichetta, vedi anche come leggere l’etichetta di un integratore in pochi minuti.

Fonti

  • Direttiva 2002/46/CE, Allegato II, e successive modifiche.
  • Regolamento (UE) 1169/2011, Allegato XIII.
  • Regolamento (UE) 432/2012.
  • EFSA, Scientific Opinion on the substantiation of health claims related to silicon, EFSA Journal 2011;9(6):2259.
  • EFSA ANS Panel, Safety of organic silicon (monomethylsilanetriol, MMST) as a novel food ingredient, EFSA Journal 2016;14(4):4436.
  • EFSA ANS Panel, Safety of orthosilicic acid-vanillin complex (OSA-VC) as a novel food ingredient, EFSA Journal 2018;16(1):5086.
  • EFSA, Opinion on the Tolerable Upper Intake Level of silicon, EFSA Journal 2004.
  • EFSA ANS Panel, Re-evaluation of silicon dioxide (E 551) as a food additive, EFSA Journal 2018.

Contenuto a scopo informativo. Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano.