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Quando si parla di minerali essenziali, il rame resta quasi sempre in secondo piano rispetto a ferro, zinco o magnesio. Eppure il nostro corpo ne contiene solo pochi decimi di grammo, distribuiti soprattutto in fegato, cervello, cuore e reni, e senza di esso intere famiglie di enzimi smetterebbero di funzionare correttamente. È un oligoelemento, cioè serve in quantità minime, ma la sua assenza avrebbe conseguenze tutt’altro che minime.

Un minerale conosciuto fin dall’antichità, ma non per la salute

Il rame è stato tra i primi metalli lavorati dall’uomo: già seimila anni fa veniva fuso per produrre utensili e ornamenti, e il suo nome latino, cuprum, deriva proprio da Cipro, isola ricchissima di giacimenti e crocevia dei commerci mediterranei del metallo. Per millenni il rame è stato sinonimo di tecnologia, non di nutrizione: solo nel corso del Novecento la ricerca biochimica ha chiarito che questo stesso elemento, in tracce infinitesimali, è indispensabile anche dentro le nostre cellule.

Il paradosso è interessante: lo stesso metallo che ossida e verdeggia le statue esposte all’aria (il caratteristico “verderame”) svolge, all’interno del corpo umano, un ruolo delicatissimo di equilibrio, ben regolato da meccanismi di assorbimento e eliminazione che ne evitano sia la carenza sia l’accumulo eccessivo.

Ciotola di anacardi, alimento fonte naturale di rame
Gli anacardi e la frutta secca in generale sono tra le fonti alimentari più ricche di rame. Foto: Pexels (uso libero).

A cosa serve il rame nel nostro organismo

Il rame è un cofattore, cioè una componente indispensabile, per numerosi enzimi coinvolti in processi biologici molto diversi tra loro. Secondo il Regolamento (UE) 432/2012, che disciplina i claim sulla salute autorizzati da EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), al rame sono riconosciuti diversi contributi fisiologici documentati:

  • contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario;
  • contribuisce al normale trasporto del ferro nell’organismo;
  • contribuisce al normale metabolismo energetico;
  • contribuisce al mantenimento dei tessuti connettivi nella loro normale condizione;
  • contribuisce alla normale funzione del sistema nervoso;
  • contribuisce alla normale pigmentazione di capelli e pelle;
  • contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo;
  • interviene nel normale processo di divisione cellulare.

Dietro questo elenco, apparentemente arido, ci sono meccanismi molto concreti. Il rame è ad esempio componente della ceruloplasmina, una proteina plasmatica che permette al ferro immagazzinato nei depositi corporei di essere reso disponibile e trasportato dove serve: senza un adeguato apporto di rame, anche il metabolismo del ferro può risentirne. È inoltre parte della lisil ossidasi, un enzima che “cuce” insieme le fibre di collagene ed elastina, dando resistenza a tendini, vasi sanguigni e pelle. E interviene nella superossido dismutasi, uno degli enzimi antiossidanti più importanti per neutralizzare i radicali liberi prodotti dal metabolismo cellulare.

Dove si trova: le fonti alimentari principali

Una dieta varia ed equilibrata è generalmente in grado di coprire il fabbisogno di rame di un adulto sano. Le fonti alimentari più ricche comprendono:

  • frutta secca a guscio, in particolare anacardi, nocciole e mandorle;
  • semi oleosi come quelli di girasole e di sesamo;
  • legumi, soprattutto ceci e lenticchie;
  • frutti di mare e molluschi, tra gli alimenti più concentrati in assoluto;
  • cacao e cioccolato fondente;
  • cereali integrali;
  • fegato e frattaglie in genere;
  • funghi.

Curiosamente, molti di questi alimenti sono anche fonti di magnesio, zinco e ferro: chi segue un’alimentazione ricca di legumi, frutta secca e cereali integrali tende quindi a coprire più fabbisogni minerali contemporaneamente, un buon esempio di come la varietà alimentare renda spesso superflua l’integrazione isolata di un singolo minerale, salvo condizioni specifiche valutate dal medico.

Carenza ed eccesso: un equilibrio sorvegliato dal corpo

Nei paesi con un’alimentazione varia, una carenza conclamata di rame è un evento raro nella popolazione generale. Può presentarsi in situazioni particolari, come sindromi da malassorbimento intestinale, diete fortemente sbilanciate protratte nel tempo, o in seguito a un’eccessiva e prolungata integrazione di zinco, che compete con il rame per l’assorbimento intestinale. È un dettaglio interessante e poco noto: alte dosi di zinco assunte per periodi prolungati, senza supervisione, possono indirettamente favorire una carenza di rame.

Il corpo umano, va detto, regola l’assorbimento e l’escrezione del rame con notevole precisione proprio perché anche un accumulo eccessivo non è privo di conseguenze: per questo motivo il rame, come tutti i minerali in forma di integratore, non dovrebbe mai essere assunto in dosi elevate “fai da te”, ma nel rispetto delle dosi giornaliere raccomandate e, in caso di dubbi o condizioni cliniche particolari, dopo un confronto con il proprio medico o farmacista.

Una curiosità: il rame e la tradizione popolare

Ancora oggi si trovano in commercio braccialetti di rame venduti con la promessa di alleviare dolori articolari: si tratta di una convinzione popolare diffusa, ma priva di validazione scientifica solida, dato che il rame metallico applicato sulla pelle non viene assorbito in quantità significative attraverso questa via. Il contributo reale del rame alla salute passa dall’alimentazione e, quando indicato, dall’integrazione per via orale, non dal contatto cutaneo con il metallo.

In sintesi

Il rame è un oligoelemento essenziale che il corpo richiede in quantità minime ma costanti, coinvolto nella funzione immunitaria, nel metabolismo del ferro e dell’energia, nella salute dei tessuti connettivi e nella difesa antiossidante. Una dieta varia, ricca di legumi, frutta secca, cereali integrali e, per chi li consuma, frutti di mare, è generalmente sufficiente a garantirne un apporto adeguato.

Noebis Pharma: chi siamo

Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.