Negli ultimi anni il nome «nicotinamide riboside», spesso abbreviato in NR, è comparso con frequenza crescente su etichette, siti di divulgazione e articoli di stampa. Si tratta di una forma di vitamina B3 che l’organismo può utilizzare per costruire il NAD, una molecola coinvolta in numerosi processi del metabolismo cellulare. Intorno a questo ingrediente circolano però molte aspettative che vanno ben oltre ciò che la normativa europea consente di dire e ciò che le prove scientifiche, oggi, permettono di affermare. In questo articolo proviamo a mettere ordine con il taglio del farmacista: che cos’è il nicotinamide riboside, quale stato regolatorio ha in Europa, che cosa hanno osservato gli studi sull’uomo, quali claim sono autorizzati (e quali no) e come leggere con attenzione un’etichetta che lo contiene.
Che cos’è il nicotinamide riboside e dove si trova
Il nicotinamide riboside è un composto formato da nicotinamide (una delle due forme chimiche della niacina, o vitamina B3) legata a uno zucchero, il ribosio. Nell’organismo può essere convertito in nicotinamide adenina dinucleotide, indicato con la sigla NAD, un cofattore che partecipa a reazioni di ossidoriduzione e a molti altri processi cellulari. Per questo motivo il nicotinamide riboside viene descritto come «precursore del NAD», insieme ad altre molecole imparentate come il nicotinamide mononucleotide (NMN), l’acido nicotinico e la stessa nicotinamide.
Negli integratori l’ingrediente è presente come nicotinamide riboside cloruro, una polvere che viene inserita in capsule o compresse. Se vuoi approfondire il quadro generale della vitamina da cui questa molecola deriva, trovi un confronto tra le due forme chimiche in questo articolo: niacina, acido nicotinico o nicotinammide; per capire invece perché la niacina è una vitamina particolare, che l’organismo produce in parte da solo, puoi leggere la niacina e la sua sintesi parziale nell’organismo.
Inquadramento normativo (novel food, uso ammesso, limiti)
Il nicotinamide riboside cloruro è autorizzato nell’Unione europea come «nuovo alimento» (novel food), nell’ambito del Regolamento (UE) 2015/2283. Per poterlo commercializzare è stata necessaria una valutazione di sicurezza da parte dell’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, seguita da un’autorizzazione della Commissione. Se ti interessa capire in generale come funziona questo percorso, trovi un approfondimento dedicato in novel food negli integratori, cosa verificare prima di formulare.
Sul piano della sicurezza, il parere dell’EFSA ha concluso che il nicotinamide riboside cloruro è sicuro nelle condizioni d’uso proposte per la popolazione adulta sana, con un livello fino a 300 mg al giorno, escludendo però donne in gravidanza e in allattamento. Per queste due categorie il Panel ha considerato sicuro un apporto fino a 230 mg al giorno, perché il margine di esposizione ricavato da uno studio di sviluppo sul ratto è stato giudicato insufficiente per un livello più alto.
L’autorizzazione è stata concessa con il Regolamento di esecuzione (UE) 2020/16 della Commissione, del 10 gennaio 2020. Nell’allegato il nicotinamide riboside cloruro è ammesso come ingrediente degli integratori alimentari ai sensi della Direttiva 2002/46/CE, con livelli massimi giornalieri pari a 300 mg per la popolazione adulta generale (donne in gravidanza e allattamento escluse) e a 230 mg per le donne in gravidanza e in allattamento. La denominazione da riportare in etichetta per l’ingrediente è «nicotinamide riboside cloruro». Il punto da ricordare è questo: l’ingrediente è lecito, ma solo nelle forme e nelle dosi previste dal regolamento. Un prodotto che superi i livelli indicati non rispetta le condizioni di autorizzazione.
Un aspetto che genera spesso confusione riguarda le molecole «cugine». Il nicotinamide mononucleotide (NMN), molto citato nella comunicazione online, è un composto diverso, con un percorso regolatorio distinto: non va dato per scontato che quanto vale per il nicotinamide riboside cloruro valga anche per esso. Prima di acquistare o formulare un prodotto, la verifica dello stato regolatorio dello specifico ingrediente nel Catalogo dei novel food dell’Unione europea è sempre il primo passo.
Che cosa dice la ricerca
La letteratura scientifica sul nicotinamide riboside è cresciuta rapidamente, ma è fatta soprattutto di studi piccoli, di breve durata e spesso condotti con dosi molto superiori a quelle ammesse negli integratori europei. È utile leggere i risultati con questa lente, senza trasformare dati preliminari in promesse.
Il dato più solido e ripetuto è di tipo biochimico: assunto per bocca, il nicotinamide riboside aumenta i livelli di NAD nel sangue. In uno studio randomizzato, in doppio cieco, con controllo placebo e disegno crossover (due periodi di sei settimane), condotto su adulti sani di mezza età e anziani, la supplementazione cronica è risultata ben tollerata e ha stimolato il metabolismo del NAD; gli autori hanno indicato solo come ipotesi da verificare in futuro un possibile effetto su pressione arteriosa e rigidità arteriosa. Anche per altri composti molto discussi, come il resveratrolo, la variazione di un marcatore non equivale a un beneficio dimostrato. Lo studio è riportato in questo DOI.
In una piccola sperimentazione su 20 anziani con lieve compromissione cognitiva, trattati con dosi fino a 1 g al giorno per 10 settimane, il nicotinamide riboside ha fatto aumentare il NAD ematico di circa 2,6 volte ed è stato ben tollerato, ma i punteggi cognitivi sono rimasti stabili; gli autori sottolineano che serve uno studio più ampio e più lungo (DOI). In una fase I su persone con una malattia neurologica, 1.000 mg al giorno per 30 giorni sono stati ben tollerati e hanno aumentato i livelli cerebrali di NAD, ma lo studio era concepito per valutare sicurezza e meccanismo e i ricercatori ne chiedono la verifica in trial più grandi (DOI). Questi lavori vanno intesi come ricerca clinica esplorativa su popolazioni specifiche e sotto controllo medico: non descrivono un uso come integratore alimentare e non autorizzano alcuna conclusione per chi è in buona salute.
Un altro studio, su 90 persone con arteriopatia periferica seguite per sei mesi, ha rilevato una differenza modesta nella distanza percorsa in sei minuti rispetto al placebo (+7,0 contro −10,6 metri), differenza che gli stessi autori giudicano da confermare con uno studio più ampio (DOI). In 40 persone con una patologia polmonare cronica, sei settimane di trattamento hanno ridotto un marcatore infiammatorio nell’espettorato rispetto al placebo, mentre un secondo marcatore nel plasma è rimasto invariato; le analisi aggiuntive sono definite esplorative dagli autori (DOI). In 25 pazienti con insufficienza renale cronica, in uno studio crossover con 1.000 mg al giorno per sei settimane, non sono emerse differenze rispetto al placebo sul consumo massimo di ossigeno né sull’efficienza del lavoro, pur con alcune modifiche di marcatori metabolici (DOI).
Le revisioni sistematiche aiutano a ridimensionare l’entusiasmo. Una revisione con meta-analisi sugli effetti di NMN e nicotinamide riboside su massa e funzione muscolare, in adulti con età media oltre i 60 anni, ha concluso che le evidenze attuali non sostengono la supplementazione per preservare massa e funzione muscolare; nelle persone con lieve compromissione cognitiva sono stati osservati anche punteggi peggiori in alcuni test di performance fisica (DOI). Una meta-analisi più ampia sui precursori del NAD e sul metabolismo di glucosio e lipidi ha trovato effetti favorevoli sui lipidi soprattutto per l’acido nicotinico, mentre per nicotinamide riboside e nicotinamide non è emerso un effetto significativo sul profilo lipidico, con la cautela che gli studi disponibili erano pochi; la stessa analisi segnala inoltre un aumento della glicemia con i precursori nel loro insieme (DOI).
Mettendo insieme il quadro, si possono fissare alcuni punti fermi. Primo: il nicotinamide riboside aumenta il NAD ematico, ma questo è un marcatore biochimico, non un beneficio per la salute. Secondo: molti studi usano 1.000 mg al giorno, più del triplo del livello massimo di 300 mg ammesso per gli integratori in Europa, quindi i risultati non sono trasferibili ai prodotti in commercio. Terzo: le popolazioni studiate sono spesso persone con specifiche condizioni cliniche, non adulti sani. Quarto: le dimensioni dei campioni sono piccole, le durate brevi e le conclusioni degli autori sono quasi sempre prudenti.
Claim: cosa è autorizzato e cosa no
In Europa gli integratori possono vantare solo gli effetti sulla salute presenti nell’elenco dei claim autorizzati, che si basa sul Regolamento (CE) 1924/2006 e sul Regolamento (UE) 432/2012 ed è consultabile nel Registro UE dei claim nutrizionali e sulla salute. Ogni claim è legato a una specifica sostanza e a precise condizioni d’uso, come una quantità minima per porzione. Per il nicotinamide riboside non risulta, in questo elenco, alcun claim autorizzato: questo significa che non è consentito attribuirgli effetti su energia, invecchiamento, memoria, longevità, forma fisica o altre funzioni dell’organismo.
Esistono invece claim autorizzati per la niacina intesa come vitamina, elencati nel Registro UE e applicabili solo alle condizioni d’uso previste, tra cui un contenuto minimo di vitamina per porzione. Questi claim appartengono alla vitamina come nutriente e non si possono trasferire automaticamente a un’altra molecola solo perché ne è una forma o un precursore: l’attribuzione deve rispettare la sostanza per cui il claim è stato valutato. Per capire come si ragiona sui claim in generale e che cosa possa scrivere un’azienda, può essere utile claim sugli integratori, cosa può scrivere un brand. Per un esempio di come funzionano i claim sul gruppo di vitamine a cui appartiene la niacina, si veda le vitamine del gruppo B e i claim EFSA.
Nella pratica, quando in una pagina o in un’etichetta il nicotinamide riboside è accompagnato da espressioni che promettono di «ringiovanire», «riattivare» le cellule o «rallentare» processi legati all’età, ci si trova di fronte a messaggi non conformi. Lo stesso vale per qualsiasi riferimento a malattie o a effetti terapeutici, che nel settore degli integratori sono vietati.
Precauzioni e interazioni
Poiché il nicotinamide riboside è un ingrediente relativamente recente nel mercato europeo, la prudenza è d’obbligo. L’autorizzazione riguarda la popolazione adulta: per i minori non sono previste condizioni d’uso e gli integratori che lo contengono non vanno somministrati a bambini e adolescenti. In gravidanza e allattamento il livello massimo autorizzato è più basso (230 mg al giorno) proprio per la minore robustezza dei dati; è comunque una scelta da discutere con il medico o il farmacista, non da decidere da soli.
Chi segue terapie farmacologiche o ha patologie, in particolare a carico del fegato, dei reni, del sistema metabolico o del sistema nervoso, dovrebbe chiedere un parere professionale prima di assumere un integratore con precursori del NAD. Gli studi mostrano che la tollerabilità è in genere buona nelle condizioni sperimentali, ma i dati non coprono tutte le situazioni individuali e tutte le combinazioni con altri farmaci. Un punto di attenzione è la glicemia: la meta-analisi citata ha segnalato un aumento dei livelli di glucosio con i precursori del NAD considerati insieme, quindi chi ha problemi di controllo glicemico deve parlarne con il medico.
È inoltre sensato evitare duplicazioni involontarie di niacina: chi assume già un multivitaminico, un complesso del gruppo B o altri integratori con vitamina B3 dovrebbe verificare sulle etichette l’apporto complessivo. Dosi elevate di niacina in forma di acido nicotinico possono causare il tipico arrossamento della pelle, come spiegato in niacina ad alte dosi e arrossamento della pelle.
Come leggere l’etichetta
Davanti a un prodotto che dichiara di contenere nicotinamide riboside, conviene controllare alcuni elementi in modo sistematico:
- Denominazione dell’ingrediente: deve comparire «nicotinamide riboside cloruro», come previsto dal regolamento di autorizzazione; diffida di diciture vaghe o di sigle usate senza spiegazione.
- Quantità per dose giornaliera: verifica che la dose consigliata non superi i 300 mg al giorno indicati per gli adulti e controlla se il prodotto è dichiarato adatto a gravidanza e allattamento, per i quali il limite è 230 mg.
- Forma dichiarata: controlla se il valore in etichetta si riferisce al cloruro o a una quota di nicotinamide riboside, perché i due numeri non coincidono.
- Altre fonti di niacina: guarda se nella formula sono presenti anche vitamina B3 o complessi vitaminici, per non sommare apporti senza accorgertene.
- Avvertenze obbligatorie: non superare la dose giornaliera indicata, non usare gli integratori come sostituto di una dieta varia, tenere fuori dalla portata dei bambini.
- Claim e messaggi in etichetta: diffida di promesse su longevità, ringiovanimento o energia attribuite al nicotinamide riboside, perché non risulta per esso alcun claim autorizzato.
- Eccipienti e allergeni: leggi l’elenco completo degli ingredienti, compresi addensanti e materiali della capsula.
Domande frequenti
Il nicotinamide riboside è la stessa cosa della vitamina B3?
È una delle molecole collegate alla vitamina B3: contiene nicotinamide, una forma della niacina, legata a ribosio. L’organismo può utilizzarla per produrre NAD. Dal punto di vista regolatorio, però, è un ingrediente a sé, con una propria autorizzazione come novel food e senza claim propri.
Quanto nicotinamide riboside si può assumere in Europa?
Il regolamento di autorizzazione indica un livello massimo di 300 mg al giorno per gli adulti, escluse gravidanza e allattamento, e di 230 mg al giorno per queste ultime due condizioni. Non si tratta di una dose «consigliata» individualmente, ma di un tetto per gli integratori: la quantità da assumere è quella indicata sull’etichetta del prodotto, da non superare.
Gli studi con 1.000 mg valgono anche per gli integratori in commercio?
No, almeno non direttamente. Molti studi usano 1.000 mg al giorno, quantità superiore al livello massimo ammesso negli integratori europei. Inoltre spesso riguardano persone con condizioni specifiche e vengono condotti sotto controllo clinico.
Il nicotinamide riboside è sicuro per tutti?
Il parere dell’EFSA lo considera sicuro per gli adulti sani alle condizioni indicate, con limiti più bassi per gravidanza e allattamento. Non vale come garanzia per ogni persona o ogni situazione: chi assume farmaci o ha patologie dovrebbe parlarne con il medico o il farmacista.
In sintesi
Il nicotinamide riboside è un ingrediente lecito per gli integratori in Europa, entro precisi limiti di dose e per specifiche categorie, ma non risulta alcun claim autorizzato sulla salute per questa sostanza. Gli studi sull’uomo mostrano in modo coerente che aumenta il NAD ematico e che, alle dosi sperimentali, è in genere ben tollerato; gli effetti su funzioni fisiche e cognitive restano però incerti, i campioni sono piccoli e le meta-analisi disponibili invitano alla cautela. Se un prodotto ti incuriosisce, leggi composizione, dose, avvertenze e disponibilità, e parlane con il tuo farmacista.
Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.
Fonti
- EFSA Journal, parere scientifico sulla sicurezza del nicotinamide riboside cloruro come nuovo alimento: pagina EFSA
- Regolamento di esecuzione (UE) 2020/16 della Commissione del 10 gennaio 2020 (autorizzazione del nicotinamide riboside cloruro come novel food), testo adottato: testo del regolamento
- Martens et al., Nature Communications, 2018: DOI
- Orr et al., GeroScience, 2023: DOI
- Brakedal et al., Cell Metabolism, 2022: DOI
- McDermott et al., Nature Communications, 2024: DOI
- Norheim et al., Nature Aging, 2024: DOI
- Ahmadi et al., JCI Insight, 2023: DOI
- Prokopidis et al., Journal of Cachexia, Sarcopenia and Muscle, 2025: DOI
- Zhong et al., Nutrition & Metabolism, 2022: DOI
- Informazioni tratte da PubMed (National Library of Medicine).
Foto: Aidar Turlanov / Wikimedia Commons, licenza CC BY 4.0






