Chi ha già letto qualche etichetta di integratori multivitaminici avrà notato che la niacina compare a volte come “acido nicotinico” e altre come “nicotinammide” (o niacinamide). Non è un dettaglio da poco: sono due molecole chimicamente diverse, che condividono l’attività vitaminica ma si comportano in modo differente nell’organismo. Vale la pena capire perché.
Niacina: un nome, due molecole
La niacina, conosciuta anche come vitamina B3 o vitamina PP, è in realtà un termine ombrello che comprende due composti biologicamente attivi: l’acido nicotinico e la nicotinammide. Entrambi vengono convertiti dall’organismo nella stessa forma coenzimatica attiva, il NAD (nicotinammide adenin dinucleotide), fondamentale per centinaia di reazioni metaboliche legate alla produzione di energia.
È anche l’unica vitamina che il corpo umano è in grado di sintetizzare, seppur in parte e in piccola quantità, a partire da un amminoacido essenziale, il triptofano: circa 60 mg di triptofano alimentare producono all’incirca 1 mg di niacina. Una via metabolica interessante, ma che da sola non basta a coprire il fabbisogno giornaliero: l’apporto alimentare diretto resta necessario.
Acido nicotinico: la forma “storica”
L’acido nicotinico è stata la prima forma di niacina isolata e studiata. È tuttora usata, in ambito alimentare e negli integratori, ma ha una caratteristica che la contraddistingue nettamente dall’altra forma: a dosaggi relativamente elevati provoca un fenomeno noto come “flushing”, un arrossamento cutaneo transitorio, spesso accompagnato da una sensazione di calore o lieve prurito, dovuto a una vasodilatazione periferica mediata da prostaglandine. Non è un effetto pericoloso, ma può risultare fastidioso, ed è il motivo per cui in molti integratori a uso quotidiano si preferisce l’altra forma chimica.
Nicotinammide: la forma senza flushing
La nicotinammide (o niacinamide) è chimicamente un’ammide dell’acido nicotinico. Ha la stessa attività vitaminica, ma segue nell’organismo una via metabolica che non comporta il rilascio di prostaglandine responsabile del flushing. Per questo motivo è la forma più diffusa negli integratori multivitaminici e in molti prodotti cosmetici, dove viene apprezzata anche per la sua stabilità e maneggevolezza.
Cosa dice l’EFSA sulla niacina
Indipendentemente dalla forma chimica utilizzata, il Regolamento (UE) 432/2012 riconosce alla niacina i seguenti claim autorizzati:
- contribuisce al normale metabolismo energetico;
- contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso;
- contribuisce alla normale funzione psicologica;
- contribuisce al mantenimento di mucose normali;
- contribuisce al mantenimento della pelle normale;
- contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.
Sono claim validi per la niacina in generale: la normativa non distingue tra le due forme chimiche ai fini dell’indicazione sulla salute, che riguarda la vitamina nel suo complesso.
Le fonti alimentari
La niacina, in una o nell’altra forma, è ampiamente presente negli alimenti di origine sia animale sia vegetale:
- carne, in particolare quella magra e le frattaglie;
- pesce, tra cui tonno e salmone;
- funghi;
- cereali integrali e legumi;
- arachidi e semi;
- caffè, che contribuisce con quantità non trascurabili nella dieta di chi lo consuma regolarmente.
Quanto ne serve
Il fabbisogno di niacina viene generalmente espresso in equivalenti di niacina (NE), un’unità che tiene conto anche del contributo della sintesi endogena dal triptofano. I Livelli di Assunzione di Riferimento (LARN) indicano per gli adulti valori nell’ordine di 14-18 mg NE al giorno, con variazioni legate a sesso, età e fabbisogno energetico complessivo. Una dieta varia normalmente copre questo fabbisogno senza difficoltà.
Domande frequenti
Il flushing da acido nicotinico è pericoloso?
No, è un effetto transitorio e non dannoso legato alla vasodilatazione cutanea, ma può risultare sgradevole: per questo la nicotinammide è spesso preferita negli integratori a uso quotidiano.
Le due forme hanno la stessa efficacia come vitamina?
Sì, entrambe vengono convertite in NAD e supportano le stesse funzioni fisiologiche riconosciute dall’EFSA per la niacina.
Assumere molto caffè copre il fabbisogno di niacina?
Il caffè contribuisce all’apporto complessivo, ma non va considerato una fonte sostitutiva di un’alimentazione varia ed equilibrata.
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