Sito ufficiale Noebis Pharma · Spedizione gratuita da €49,90 · Tracking incluso

Sono le undici di sera, la mente corre ancora sulla lista di cose da fare domani, e il sonno sembra un ospite che tarda ad arrivare. È in momenti come questo che il nome “valeriana” torna quasi automaticamente alla mente di molte persone, tramandato da generazioni come uno dei rimedi vegetali più conosciuti per accompagnare il rilassamento serale. Ma cosa sappiamo davvero di questa pianta, al di là del sentito dire?

Cos’è la valeriana officinalis

La Valeriana officinalis è una pianta erbacea perenne originaria dell’Europa e di parte dell’Asia, oggi diffusa anche in Nord America. Cresce spontanea nei prati umidi e lungo i corsi d’acqua, riconoscibile per i suoi piccoli fiori bianco-rosati riuniti a ombrello e per il caratteristico profumo, non sempre gradevole, che si sprigiona soprattutto dalla radice essiccata. È proprio la radice, insieme al rizoma, la parte della pianta tradizionalmente utilizzata.

Una tradizione che attraversa i secoli

L’uso della valeriana non è una moda recente. Già nell’antica Grecia, medici come Ippocrate e successivamente Galeno ne descrivevano le proprietà, mentre nel Medioevo la pianta compariva negli erbari monastici europei come rimedio per favorire il riposo. Il nome stesso “valeriana” deriverebbe dal latino valere, “stare bene”, a testimonianza di come questa pianta fosse associata al benessere generale già molti secoli fa. Tra Ottocento e Novecento è entrata stabilmente nelle farmacopee europee, e ancora oggi resta una delle piante più studiate nell’ambito del relax e della gestione dello stress quotidiano.

Cosa contiene la radice di valeriana

Dal punto di vista chimico, la radice di valeriana è una miscela complessa di sostanze: oli essenziali, acido valerenico e i cosiddetti valepotriati. È proprio questa complessità a rendere difficile individuare un singolo “principio attivo” responsabile degli effetti osservati negli studi, a differenza di quanto accade con molecole isolate. Gli estratti disponibili in commercio possono inoltre variare sensibilmente per titolazione e metodo di lavorazione, un aspetto che i ricercatori considerano quando confrontano tra loro i vari studi clinici.

Cosa dice davvero la scienza

È importante essere chiari su un punto: al momento non esiste alcun claim di salute autorizzato dall’EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) per la valeriana ai sensi del Regolamento (CE) 1924/2006. La valeriana rientra infatti tra le sostanze botaniche i cui claim sono attualmente “on hold”, cioè in attesa di una valutazione conclusiva da parte della Commissione Europea. Questo significa che, per legge, nessun integratore a base di valeriana può dichiarare di favorire il sonno, ridurre lo stress o avere effetti calmanti come proprietà nutrizionale o sulla salute certificata.

Questo non equivale a dire che la pianta non sia stata studiata: la letteratura scientifica su valeriana e qualità percepita del sonno è piuttosto ampia, ma i risultati sono eterogenei, spesso condizionati dalla qualità metodologica degli studi, dal tipo di estratto usato e dai dosaggi. Per questo la comunità scientifica resta cauta nel trarre conclusioni definitive, ed è anche per questo che l’EFSA non ha ancora autorizzato claim specifici. Vale la pena ricordare anche che l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), attraverso il proprio comitato per i medicinali di origine vegetale, riconosce alla valeriana uno status di “uso tradizionale” nell’ambito dei medicinali vegetali tradizionali: una categoria normativa diversa e separata da quella degli integratori alimentari, che si basa sulla plausibilità dell’effetto e su una lunga storia d’uso, non su prove di efficacia cliniche moderne.

La radice nella routine serale: un approccio d’insieme

Chi si avvicina alla valeriana lo fa spesso non come soluzione isolata, ma come parte di una routine più ampia dedicata al relax: ridurre la caffeina nel pomeriggio, moderare l’uso di schermi prima di coricarsi, mantenere orari regolari. La radice di valeriana viene talvolta abbinata, nella tradizione erboristica, ad altre piante come melissa, passiflora o escolzia, ciascuna con la propria storia d’uso, in preparazioni pensate per accompagnare il momento della sera.

Sicurezza e attenzioni da conoscere

La valeriana è generalmente considerata ben tollerata alle dosi tradizionalmente impiegate, ma non è priva di attenzioni. È prudente evitarne l’associazione con alcolici, sedativi, ansiolitici o altri farmaci ad azione sul sistema nervoso centrale, poiché l’effetto combinato non è sempre prevedibile. Chi deve guidare o utilizzare macchinari dovrebbe valutare con attenzione il momento di assunzione. In gravidanza e allattamento, così come in caso di terapie farmacologiche in corso, il consiglio è sempre di parlarne prima con il proprio medico o farmacista, che potrà valutare la situazione individuale. Anche i bambini richiedono un’attenzione specifica e non dovrebbero assumere questi prodotti senza indicazione professionale.

Domande frequenti

La valeriana crea dipendenza?
Non ci sono evidenze solide di un rischio di dipendenza paragonabile a quello di alcuni farmaci ipnoinducenti, ma come per qualsiasi prodotto ad azione sul sistema nervoso è bene non protrarne l’uso a lungo termine senza il parere di un professionista sanitario.

Meglio la radice essiccata, la tintura o l’estratto secco?
Le diverse forme si differenziano per concentrazione e velocità d’azione percepita. La scelta dipende dalle preferenze personali e va discussa con il farmacista, che conosce la storia e le esigenze di chi acquista.

Si può assumere tutte le sere?
Non esiste un’indicazione unica valida per tutti: è un aspetto da valutare insieme a un professionista sanitario, soprattutto se il disturbo del sonno persiste da tempo, perché in questi casi è importante escludere altre cause.

Il punto di vista di Noebis Pharma

Noebis Pharma è un’azienda italiana gestita da farmacisti, con produzione diretta nel proprio stabilimento e un servizio di produzione conto terzi per altri marchi di integratori alimentari. Conoscere a fondo le materie prime botaniche, la loro storia e i limiti regolatori che le riguardano fa parte del nostro lavoro quotidiano, sia quando sviluppiamo le nostre formulazioni sia quando affianchiamo altre aziende nella produzione dei loro prodotti.