Probiotici, prebiotici e fermenti lattici sono termini che si incontrano spesso, sia sugli scaffali dei negozi che nei consigli di amici e parenti, e capita di usarli come sinonimi anche se non lo sono. Vediamo cosa significa ciascuno di questi termini, per orientarsi meglio quando si legge un’etichetta.
Cosa sono i probiotici
Il termine “probiotici” indica microrganismi vivi (in genere batteri o lieviti) che, se assunti in quantità adeguata, possono contribuire all’equilibrio della flora intestinale. È importante sapere che, ad oggi, l’EFSA non ha autorizzato claim generici sulla salute per la generica dicitura “probiotici”: ogni claim specifico deve riferirsi a un ceppo preciso, con una quantità minima definita, e solo se effettivamente autorizzato. Per questo motivo un’etichetta seria si limita a indicare il ceppo e la quantità di microrganismi (espressa in UFC, unità formanti colonia), senza generiche promesse di benessere.
Cosa sono i prebiotici
I prebiotici sono invece sostanze non digeribili, tipicamente fibre di origine vegetale come l’inulina o i frutto-oligosaccaridi (FOS), che rappresentano un substrato per i batteri già presenti nell’intestino. Non sono organismi vivi come i probiotici, ma “nutrimento” per la flora batterica esistente. Anche per i prebiotici, i claim sulla salute autorizzati dall’EFSA sono limitati e specifici per singola sostanza e dose.
Cosa sono i fermenti lattici
“Fermenti lattici” è un termine più colloquiale, spesso usato come sinonimo generico di probiotici nel linguaggio comune e commerciale, anche se in senso stretto si riferisce ai batteri lattici (come lattobacilli e bifidobatteri) utilizzati nella fermentazione di alimenti come yogurt e kefir. Anche in questo caso, quando compare su un’etichetta, vale la pena cercare l’indicazione del ceppo specifico e della quantità, piuttosto che fermarsi al nome generico.
Perché conoscere questi termini aiuta a scegliere meglio
Capire la differenza tra questi tre termini aiuta a leggere un’etichetta con più consapevolezza: un prodotto che indica chiaramente il ceppo specifico, la quantità in UFC (per i probiotici) o la dose di fibra prebiotica, offre informazioni più precise e verificabili rispetto a un’etichetta che si limita a un generico “con fermenti lattici” o “con probiotici”, senza ulteriori dettagli.






