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Al supermercato capita sempre più spesso di trovare alimenti “arricchiti” o “fortificati”: latte con vitamina D aggiunta, cereali con ferro e acido folico, succhi con vitamina C potenziata. È naturale chiedersi se questi prodotti abbiano lo stesso ruolo di un integratore alimentare, o se scegliere l’uno escluda l’altro. La risposta sta, ancora una volta, nella normativa e in come viene calcolata la quantità di nutriente presente.

Cos’è un alimento fortificato

Un alimento fortificato (o arricchito) è un normale alimento a cui, durante la produzione, viene aggiunta una quantità di una o più vitamine o minerali, superiore a quella naturalmente presente. La fortificazione è regolata dal Regolamento (CE) 1925/2006, che stabilisce quali sostanze possono essere aggiunte e con quali limiti massimi. Il prodotto resta però, in etichetta e per definizione legale, un alimento (latte, cereali, succo), non un integratore: la vitamina o il minerale aggiunto è un ingrediente in più nella ricetta, non lo scopo principale del prodotto.

Cos’è invece un integratore alimentare

Un integratore alimentare, come previsto dal D.Lgs. 169/2004, è per definizione una fonte concentrata di nutrienti: il suo scopo dichiarato è proprio quello di fornire una quantità significativa di una o più sostanze nutritive, in una forma dosata con precisione (compressa, capsula, gocce, bustina). A differenza dell’alimento fortificato, qui la vitamina o il minerale non è un’aggiunta a un prodotto pensato per altro, ma è l’oggetto stesso del prodotto.

Perché la distinzione è utile in pratica

Capire questa differenza aiuta a leggere meglio le etichette e a fare un calcolo più realistico del proprio apporto complessivo di nutrienti nella giornata. Chi consuma regolarmente alimenti fortificati (ad esempio latte con vitamina D o cereali con ferro aggiunto) porta già un contributo di quei nutrienti attraverso la dieta, ed è un’informazione utile da tenere presente insieme a quanto riportato sull’etichetta di un eventuale integratore, per farsi un’idea complessiva dell’apporto giornaliero.

Vale inoltre lo stesso principio generale già valido per gli integratori: anche per gli alimenti fortificati, un claim di salute (ad esempio “la vitamina D contribuisce al normale assorbimento del calcio”) può essere riportato solo se quel nutriente è presente, in quel prodotto, nella quantità minima che l’EFSA ha stabilito essere necessaria per giustificare l’indicazione.

In sintesi

  • Alimento fortificato: un alimento normale con una vitamina/minerale aggiunta, regolato dal Reg. CE 1925/2006.
  • Integratore alimentare: un prodotto la cui funzione dichiarata è proprio fornire una dose concentrata di nutrienti, regolato dal D.Lgs. 169/2004.
  • In entrambi i casi, il claim di salute in etichetta deve rispettare la dose minima autorizzata dall’EFSA per quel nutriente specifico.

Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano.