Sull’etichetta di molti integratori a base di piante si legge spesso una sigla accanto al nome dell’ingrediente: “estratto titolato al 95% in curcumina”, “estratto secco titolato al 40% in silimarina”, e simili. Chi non ha familiarità con questo linguaggio può chiedersi cosa significhi davvero, e soprattutto perché sia un’informazione importante da guardare prima di scegliere un prodotto.
Cosa vuol dire “estratto titolato”
Un estratto vegetale si ottiene concentrando i componenti di una pianta (foglie, radici, semi, a seconda del caso) rimuovendo gran parte dell’acqua e delle sostanze meno rilevanti. “Titolato” significa che nell’estratto è stata misurata e standardizzata la percentuale di una specifica sostanza considerata caratterizzante per quella pianta: ad esempio la curcumina nella curcuma, la silimarina nel cardo mariano, l’acido boswellico nella boswellia. Un estratto titolato al 95% in un determinato composto garantisce quindi che ogni lotto di produzione contenga sempre la stessa percentuale di quel componente, indipendentemente dalle variazioni naturali della materia prima da un raccolto all’altro.
Perché la titolazione conta più del semplice nome della pianta
Due prodotti che riportano lo stesso nome di pianta in etichetta possono avere una quantità molto diversa del componente caratterizzante, proprio perché la pianta grezza (in polvere semplice, non estratta e titolata) ha una concentrazione naturale variabile e generalmente più bassa. La titolazione è quindi il dato che permette di confrontare davvero due prodotti tra loro, più del nome della pianta da solo. Va però ricordato un punto importante dal punto di vista normativo: la presenza di un ingrediente titolato non equivale automaticamente a un claim di salute autorizzato dall’EFSA. Al momento gli unici claim di salute che un’etichetta può riportare sono quelli specificamente autorizzati per vitamine, minerali e poche altre sostanze, con una dose giornaliera minima definita — non per le piante in generale, anche quando titolate.
Come leggere in pratica un’etichetta con estratti vegetali
- Percentuale di titolazione. Indica quanto è concentrato il componente caratterizzante, permette di confrontare prodotti diversi.
- Quantità di estratto per dose. Va letta insieme alla percentuale: un estratto molto titolato ma presente in quantità minima può contenere comunque poco principio attivo in valore assoluto.
- Presenza o assenza di un claim EFSA specifico. Solo se dichiarato esplicitamente in etichetta, e comunque sempre riferito all’ingrediente e non genericamente al prodotto.
In sintesi
La titolazione è un’informazione tecnica utile per capire la qualità e la concentrazione di un estratto vegetale, e permette di confrontare in modo più preciso prodotti simili. Resta comunque un dato di composizione, da distinguere sempre dai claim di salute autorizzati, che seguono regole proprie e non dipendono dal grado di titolazione dell’ingrediente.
Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano.






