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Sull’etichetta di un integratore capita di leggere sia “estratto” sia “concentrato” riferiti allo stesso tipo di ingrediente vegetale, quasi fossero sinonimi intercambiabili. In realtà indicano due processi produttivi diversi, con implicazioni diverse su cosa contiene davvero il prodotto finito.

Cosa si intende per «estratto»

Un estratto vegetale si ottiene sottoponendo la pianta (o una sua parte: radice, foglia, seme, frutto) a un processo di estrazione con un solvente — che può essere acqua, alcool, anidride carbonica supercritica o altri solventi ammessi dalla normativa alimentare. Il solvente scioglie selettivamente alcune sostanze presenti nella matrice vegetale, che vengono poi separate dal materiale grezzo e, nella maggior parte dei casi, private del solvente stesso per ottenere una polvere o un liquido concentrato. Un estratto può essere “titolato”, cioè standardizzato su una percentuale minima garantita di un particolare gruppo di sostanze, oppure semplicemente proporzionato al materiale di partenza (ad esempio “estratto 4:1”, che indica quante parti di pianta grezza sono state impiegate per ottenere una parte di estratto).

Cosa si intende per «concentrato»

Il termine “concentrato” si usa più comunemente per succhi, puree o derivati di frutta e verdura ai quali viene rimossa parte dell’acqua naturalmente presente, tipicamente per evaporazione, senza l’impiego di un solvente estraente diverso dall’acqua stessa già contenuta nel prodotto. Il risultato è una matrice più densa dello stesso alimento di partenza, non una frazione selezionata di specifiche sostanze come avviene con l’estrazione. Un succo di frutta concentrato, ad esempio, contiene sostanzialmente lo stesso profilo di componenti del succo fresco, solo in proporzione più alta per via della minore quantità d’acqua.

Perché la differenza conta

La distinzione non è solo terminologica: un estratto titolato garantisce una quantità nota e costante di specifici componenti, il che è importante quando un claim nutrizionale o funzionale dipende da un dosaggio minimo di quel componente. Un concentrato, invece, mantiene il profilo naturale dell’alimento di partenza ma in forma più densa, senza la stessa garanzia di standardizzazione su una sostanza specifica. Per questo, quando un ingrediente serve a raggiungere un dosaggio giornaliero minimo necessario per un claim autorizzato, la scheda tecnica del prodotto specifica sempre se si tratta di un estratto titolato (e su cosa) oppure di un concentrato, e la quantità realmente presente per dose giornaliera.

Come verificarlo su un prodotto specifico

L’etichetta e la scheda ingredienti riportano sempre la dicitura esatta usata per ciascun componente vegetale, insieme alla quantità per dose giornaliera consigliata. In caso di dubbi su un ingrediente specifico, la fonte più affidabile resta sempre la scheda tecnica del prodotto o il contatto diretto con il produttore, non la sola dicitura sul fronte della confezione.