Sito ufficiale Noebis Pharma · Spedizione gratuita da €49,90 · Tracking incluso

Nelle etichette di barrette proteiche, bevande «zero» e integratori in polvere compare sempre più spesso un nome che fino a pochi anni fa era noto soprattutto ai tecnologi alimentari: l’eritritolo, indicato anche come E 968. È un poliolo, cioè uno zucchero-alcol, usato per dare sapore dolce con un apporto energetico molto basso. Dal 2023 se ne parla anche fuori dai laboratori, per due motivi: un nuovo parere dell’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, e alcuni studi che hanno acceso un dibattito sul suo rapporto con il sistema cardiovascolare. In questo articolo mettiamo ordine, con un approccio da farmacista: che cos’è, che cosa dice la normativa, che cosa mostrano davvero gli studi e come leggere l’etichetta di un prodotto che lo contiene.

Che cos’è l’eritritolo e dove si trova

L’eritritolo è un poliolo a quattro atomi di carbonio. Si trova in piccole quantità in alcuni frutti e alimenti fermentati, ma quello impiegato nell’industria si ottiene per fermentazione, partendo da zuccheri, con lieviti selezionati. Rispetto al saccarosio ha un potere dolcificante inferiore: una rassegna pubblicata su Nutrients lo descrive come circa il 30% meno dolce dello zucchero comune, con un contenuto energetico trascurabile. A differenza di altri polioli, come sorbitolo o maltitolo, viene assorbito in larga parte nell’intestino tenue ed escreto con le urine; per questo, secondo la stessa rassegna, è in genere meglio tollerato dal punto di vista digestivo.

Lo si incontra in molte categorie di prodotti: gomme da masticare, caramelle senza zucchero, bevande, prodotti da forno ipocalorici, edulcoranti da tavola e, naturalmente, integratori in polvere, compresse masticabili e preparati effervescenti, dove serve a correggere il gusto di ingredienti amari o astringenti. In etichetta può comparire come «eritritolo» oppure come «E 968», spesso nell’elenco degli ingredienti dopo i principi attivi e prima degli aromi. Se vuoi capire come si inseriscono gli edulcoranti nella formulazione di un integratore, trovi un approfondimento tecnico in questo articolo sugli edulcoranti per integratori in polvere.

Una precisazione utile per evitare confusione: cercando l’eritritolo nelle banche dati scientifiche si trovano molti studi che riguardano le «polveri per air-polishing» usate dagli igienisti dentali per la pulizia professionale delle tasche parodontali. Si tratta di un impiego completamente diverso, che non ha nulla a che vedere con l’assunzione per bocca come ingrediente alimentare. Le revisioni su questo uso, come la meta-analisi pubblicata su International Journal of Dental Hygiene, non vanno quindi interpretate come prove sugli effetti dell’eritritolo mangiato o bevuto.

Inquadramento normativo

L’eritritolo è un additivo alimentare autorizzato nell’Unione Europea come edulcorante, con il numero E 968, e rientra quindi nel Regolamento (CE) n. 1333/2008 sugli additivi. Nel 2023 l’EFSA ne ha completato la rivalutazione come additivo alimentare, con un parere pubblicato nel dicembre 2023. Le conclusioni, riportate nel riassunto in linguaggio semplice dell’Autorità, possono essere riassunte così.

Primo: il processo produttivo con ceppi non geneticamente modificati del lievito Moniliella è considerato sicuro. Secondo: l’unica impurezza individuata nel prodotto ottenuto con il processo valutato è il piombo, e l’EFSA raccomanda di abbassare l’attuale limite massimo di 0,5 mg/kg previsto dalle specifiche. Terzo: l’eritritolo non è genotossico ed è stabile alle normali temperature e acidità degli alimenti. Quarto: le evidenze umane, limitate ma coerenti, indicano che non modifica la glicemia, anche se mancano studi a lungo termine.

Il punto più rilevante per il consumatore è la dose giornaliera accettabile. L’EFSA ha fissato per la prima volta un valore numerico: 0,5 grammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno. Il valore deriva dal livello più alto senza effetti avversi osservato negli studi sull’uomo che non provocavano diarrea (anch’esso 0,5 g/kg), ed è pensato per proteggere sia dall’effetto lassativo immediato sia dagli effetti più a lungo termine, come lo squilibrio di liquidi ed elettroliti che potrebbe seguire a una diarrea ripetuta. Per fare un esempio puramente aritmetico, per una persona di 70 kg questo valore corrisponde a 35 grammi al giorno, una quantità che si raggiunge più facilmente di quanto si pensi se si consumano più prodotti «zero» nella stessa giornata.

L’Autorità segnala inoltre che, nelle stime di esposizione, i consumi acuti e cronici di tutti i gruppi di popolazione superano il nuovo valore, e che chi ha consumi elevati potrebbe avere effetti indesiderati dopo un’assunzione singola o ripetuta. Le stime, aggiunge l’EFSA, hanno incertezze che probabilmente portano a sovrastimare l’assunzione reale, e per questo raccomanda di raccogliere dati più dettagliati sul contenuto negli alimenti. L’avvertenza oggi prevista in etichetta, «un consumo eccessivo può avere effetti lassativi», rimane valida.

Per approfondire il quadro generale degli additivi e di come entrano nelle formulazioni, puoi leggere anche la guida agli additivi negli integratori e al Regolamento 1333/2008.

Che cosa dice la ricerca

La discussione scientifica sull’eritritolo si concentra su due temi: il suo comportamento metabolico, in particolare su glicemia e insulina, e il possibile legame con eventi cardiovascolari. Conviene tenere distinti i due piani, perché le prove hanno natura molto diversa.

Sul primo fronte, la già citata rassegna di Mazi e Stanhope pubblicata su Nutrients nel 2023 riassume le evidenze dicendo che l’eritritolo non ha effetti su glucosio e insulina e che stimola la secrezione di ormoni intestinali coinvolti nella sazietà. Gli autori riconoscono però che gli studi osservazionali mostrano un’associazione positiva tra eritritolo plasmatico, obesità e malattie cardiometaboliche, e propongono come spiegazione più probabile che il polialcol non sia la causa, ma rifletta una maggiore attività della via dei pentoso-fosfati in presenza di glicemia alterata o di una dieta ricca di glucosio. Precisano infine che servono studi clinici a lungo termine. È una lettura, non una verità acquisita, ed è bene presentarla come tale.

Il secondo fronte è quello che ha generato più attenzione. Nel 2023 un gruppo della Cleveland Clinic ha pubblicato su Nature Medicine uno studio sul rapporto tra eritritolo ed eventi cardiovascolari. Gli autori hanno analizzato, in tre coorti di pazienti sottoposti a valutazione cardiologica (1.157 nello studio di scoperta, 2.149 nella coorte statunitense di validazione e 833 in quella europea), i livelli circolanti di polioli e l’incidenza, a tre anni, di eventi cardiovascolari maggiori, cioè morte, infarto non fatale o ictus. Nelle due coorti di validazione, confrontando il quarto più alto con il più basso dei livelli di eritritolo, il rapporto di rischio aggiustato è risultato pari a 1,80 (intervallo di confidenza 1,18-2,77) e 2,21 (1,20-4,07). Gli stessi autori hanno poi osservato che, a concentrazioni fisiologiche, l’eritritolo aumentava la reattività piastrinica in vitro e la formazione di trombi in modello animale, e che in uno studio pilota su otto volontari sani l’assunzione di eritritolo portava i livelli plasmatici a valori molto superiori alle soglie associate a questi effetti. Nelle conclusioni, i ricercatori parlano di associazione e di necessità di studi sulla sicurezza a lungo termine.

Un secondo lavoro dello stesso gruppo, pubblicato nel 2024 su Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology, ha confrontato in volontari sani (10 per gruppo) l’assunzione di 30 grammi di eritritolo con quella di 30 grammi di glucosio. Dopo l’eritritolo la sua concentrazione plasmatica è aumentata di oltre mille volte rispetto al basale e le risposte di aggregazione piastrinica a diversi stimoli sono risultate accentuate, mentre con il glucosio non si sono registrati aumenti significativi di alcuni marcatori del rilascio piastrinico. Gli autori scrivono che i risultati sollevano preoccupazioni sul possibile aumento del potenziale trombotico e che è giustificato discutere una rivalutazione dello stato di «generalmente riconosciuto come sicuro» negli Stati Uniti. Va detto con chiarezza che si tratta di uno studio breve, su un numero ridotto di persone sane, che misura marcatori di laboratorio e non eventi clinici.

Nel 2025 è comparso anche uno studio di laboratorio su cellule endoteliali microvascolari cerebrali umane, esposte a una concentrazione di eritritolo (6 mM) paragonabile a quella che si avrebbe dopo una bevanda con circa 30 grammi. Gli autori riportano maggiore produzione di specie reattive dell’ossigeno e minore produzione di ossido nitrico. Anche qui si tratta di un esperimento in vitro, dal quale non si possono trarre conclusioni sulle persone.

Di segno più cauto verso le conclusioni allarmistiche è la revisione pubblicata su Cardiovascular Research nel 2025. Gli autori ricordano che eritritolo e xilitolo sono usati da oltre cinquant’anni, hanno effetti minimi su glicemia e insulina e favoriscono il rilascio di ormoni gastrointestinali come il GLP-1. Riconoscono che piccoli studi pilota suggeriscono un’alterazione temporanea dell’aggregazione piastrinica, ma sottolineano che gli studi su pazienti critici trattati con grandi dosi per via endovenosa e le analisi di randomizzazione mendeliana non collegano i polialcoli a rischi cardiovascolari significativi. Aggiungono che i polialcoli sono anche prodotti dall’organismo, e che le condizioni in cui questa produzione aumenta non sono del tutto comprese.

Come si leggono, insieme, queste prove? Il quadro è quello di una questione aperta. Esistono associazioni osservazionali, esperimenti di breve durata con marcatori di laboratorio e dati sperimentali che richiedono conferme; non esistono, ad oggi, studi clinici a lungo termine in grado di dimostrare che l’eritritolo assunto con la dieta provochi eventi cardiovascolari. È la stessa posizione espressa dall’EFSA nel suo parere: alcuni studi epidemiologici collegano l’eritritolo circolante a malattie cardiovascolari e ai relativi fattori di rischio, ma non è certo che quei livelli riflettano l’assunzione dall’uso come additivo, e le evidenze attuali non mostrano un rapporto di causa-effetto tra alimenti contenenti eritritolo e aumento del rischio cardiovascolare. Ulteriori ricerche potranno chiarire le associazioni osservate. Per chi ha già una malattia cardiovascolare, assume anticoagulanti o antiaggreganti, o è in attesa di un intervento, la scelta sull’uso regolare di prodotti con eritritolo è una domanda da portare al proprio medico.

Claim: che cosa è autorizzato e che cosa no

Per l’eritritolo, come per altri polioli, esiste nel registro europeo un claim sulla salute autorizzato che riguarda i denti. Si basa sulla sostituzione degli zuccheri fermentabili con carboidrati non fermentabili e interessa un elenco di sostanze, tra cui xilitolo, sorbitolo, mannitolo, maltitolo, lattitolo, isomalto, eritritolo, D-tagatosio, isomaltulosio, sucralosio e polidestrosio. Il claim è stato inserito nel diritto europeo con il Regolamento (UE) 2016/854 e, in sintesi, afferma che il consumo di alimenti o bevande contenenti queste sostanze al posto degli zuccheri può contribuire al mantenimento della mineralizzazione dei denti, diminuendone la demineralizzazione.

Le condizioni d’uso sono parte integrante del claim: l’effetto è riferito a un consumo frequente (quattro o più volte al giorno) e solo se gli alimenti o le bevande non determinano erosione dentale, condizione che l’EFSA traduce nel mancato abbassamento del pH della placca sotto 5,7 durante e fino a 30 minuti dopo il consumo. Il beneficio è dunque attribuito alla sostanza che sostituisce lo zucchero, non a un prodotto o a un marchio, e non autorizza alcuna affermazione sulla prevenzione di patologie del cavo orale. Per i dettagli sugli altri claim dei polioli e delle gomme senza zucchero rimandiamo agli articoli su polioli e sostituti dello zucchero e su gomma da masticare senza zucchero.

Tutto il resto non è un claim autorizzato per l’eritritolo: affermazioni su cuore e circolazione, sul controllo del peso, sulla glicemia in persone con diabete o su presunti effetti «depurativi» non trovano riscontro nel registro e non vanno attribuite a questo ingrediente. Anche la dicitura «senza zuccheri» è un claim nutrizionale con requisiti propri, che riguarda il contenuto del prodotto e non la salute.

Precauzioni e interazioni

La precauzione più concreta riguarda la tolleranza digestiva. Anche se l’eritritolo è assorbito meglio di altri polioli, l’EFSA ha stabilito che il suo valore di riferimento coincide con la dose al di sotto della quale non si osserva diarrea, e ha confermato la validità dell’avvertenza sugli effetti lassativi in caso di consumo eccessivo. Chi ha un intestino sensibile farà bene a considerare che le quantità si sommano tra più prodotti: una bevanda, una barretta e un integratore in polvere possono contenerne ciascuno una quota, e il totale giornaliero è ciò che conta.

Per quanto riguarda i farmaci, il dibattito sull’aggregazione piastrinica descritto sopra suggerisce prudenza a chi assume anticoagulanti o antiaggreganti, e a chi ha una storia di eventi trombotici: in questi casi il consiglio è di parlarne con il medico o con il farmacista, senza modificare da soli la terapia. Nelle persone con diabete l’eritritolo non è una «cura» né sostituisce le indicazioni del diabetologo; la sua presenza in un prodotto non dice nulla sul contenuto di altri carboidrati, che vanno sempre controllati nella tabella nutrizionale.

In gravidanza, durante l’allattamento e in età pediatrica vale il criterio generale di moderazione e di confronto con il medico o il farmacista. Poiché il valore di riferimento è espresso per chilogrammo di peso corporeo, a parità di quantità consumata un bambino si avvicina prima di un adulto alla soglia di tolleranza digestiva: per questo i prodotti molto dolcificati con polioli non dovrebbero diventare un’abitudine quotidiana nei più piccoli.

Come leggere l’etichetta

Quando in un prodotto o in un integratore compare l’eritritolo, è utile controllare alcuni elementi prima di decidere se e come inserirlo nelle proprie abitudini:

  • Elenco degli ingredienti: cerca «eritritolo» o «E 968». Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di peso, quindi una posizione alta indica una quota rilevante del prodotto.
  • Avvertenza sul consumo eccessivo: la dicitura «un consumo eccessivo può avere effetti lassativi» è quella confermata dall’EFSA nel suo parere; se la vedi, considera la dose complessiva giornaliera.
  • Grammi per porzione: la tabella nutrizionale non sempre riporta in modo esplicito il peso dell’edulcorante; se la quantità non è indicata, chiedi chiarimenti al farmacista o al produttore.
  • Altri edulcoranti associati: l’eritritolo è spesso combinato con glicosidi steviolici o altri dolcificanti ad alta intensità. Leggili tutti: ognuno ha una sua dose giornaliera accettabile.
  • Numero di porzioni al giorno: se l’etichetta suggerisce più assunzioni quotidiane, moltiplica la quantità per porzione per il numero di dosi.
  • Claim sul prodotto: diffida di frasi che attribuiscono all’eritritolo effetti non previsti dal registro europeo. L’unico claim autorizzato riguarda la mineralizzazione dei denti, alle condizioni descritte sopra.

Domande frequenti

L’eritritolo è sicuro?

Per l’EFSA, nel parere del dicembre 2023, il processo di produzione è sicuro e l’eritritolo non è genotossico. L’Autorità ha fissato una dose giornaliera accettabile di 0,5 g per kg di peso corporeo e ha confermato l’avvertenza sugli effetti lassativi. Sul fronte cardiovascolare, l’EFSA riconosce l’esistenza di associazioni epidemiologiche ma osserva che le evidenze attuali non dimostrano un nesso di causa-effetto con gli alimenti che lo contengono.

Perché si parla di rischio per il cuore?

Perché alcuni studi pubblicati dal 2023 hanno collegato livelli elevati di eritritolo nel sangue a eventi cardiovascolari e hanno mostrato, in esperimenti brevi, un’accentuata reattività piastrinica. Sono segnali che meritano ulteriori ricerche, non conclusioni definitive: le revisioni più recenti sottolineano che servono studi clinici a lungo termine e che l’organismo produce anche da sé eritritolo.

L’eritritolo fa salire la glicemia?

Secondo il parere dell’EFSA le evidenze umane, limitate ma coerenti, indicano che non modifica la glicemia. Questo non significa che un prodotto contenente eritritolo non influisca sulla glicemia: dipende dagli altri ingredienti, che vanno letti in etichetta.

Eritritolo e xilitolo sono la stessa cosa?

No. Sono due polioli diversi, con proprietà e livelli di tolleranza differenti. Condividono l’appartenenza all’elenco delle sostanze del claim sulla mineralizzazione dei denti, ma sono additivi distinti, con valutazioni di sicurezza e profili di tolleranza propri.

In sintesi

L’eritritolo è un edulcorante autorizzato (E 968) che l’EFSA ha rivalutato nel 2023, fissando una dose giornaliera accettabile di 0,5 g/kg di peso corporeo e ribadendo l’avvertenza sugli effetti lassativi. Il dibattito sul suo rapporto con il rischio cardiovascolare è aperto: esistono associazioni osservazionali e studi di laboratorio, ma non prove cliniche a lungo termine di un rapporto di causa ed effetto. L’unico claim autorizzato riguarda il mantenimento della mineralizzazione dei denti, quando il poliolo sostituisce gli zuccheri e alle condizioni previste dal regolamento. Quando incontri un prodotto che lo contiene, leggi composizione, dose, avvertenze e disponibilità, e parlane con il tuo farmacista, soprattutto se assumi farmaci che agiscono sulla coagulazione o hai disturbi intestinali.

Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

Fonti

  • EFSA, Re-evaluation of erythritol (E 968) as a food additive, EFSA Journal 2023.
  • EFSA, Riassunto in linguaggio semplice della rivalutazione dell’eritritolo (E 968), dicembre 2023.
  • Regolamento (UE) 2016/854 della Commissione, claim sulla sostituzione degli zuccheri e mineralizzazione dei denti.
  • Mazi TA, Stanhope KL. Erythritol: an in-depth discussion of its potential to be a beneficial dietary component. Nutrients 2023. DOI
  • Witkowski M et al. The artificial sweetener erythritol and cardiovascular event risk. Nature Medicine 2023. DOI
  • Witkowski M et al. Ingestion of the non-nutritive sweetener erythritol, but not glucose, enhances platelet reactivity and thrombosis potential in healthy volunteers. Arterioscler Thromb Vasc Biol 2024. DOI
  • Berry AR et al. The non-nutritive sweetener erythritol adversely affects brain microvascular endothelial cell function. J Appl Physiol 2025. DOI
  • Wölnerhanssen BK et al. Sweeteners: erythritol, xylitol and cardiovascular risk, friend or foe? Cardiovasc Res 2025. DOI
  • Abdulbaqi HR et al. Efficacy of erythritol powder air-polishing in active and supportive periodontal therapy. Int J Dent Hyg 2021. DOI

Foto: Jynto (talk) / Wikimedia Commons, licenza CC0