Le prugne secche sono un rimedio “della nonna” per l’intestino. In questo caso la tradizione ha anche un riscontro regolatorio: in Europa esiste un claim autorizzato. Ma con una condizione che vale la pena conoscere, perché la dose è piuttosto alta.
Il claim autorizzato
Il Regolamento (UE) n. 432/2012 (testo consolidato) riporta per le prugne secche (frutti di Prunus domestica L.) questa indicazione:
“Le prugne secche contribuiscono al mantenimento delle normali funzioni intestinali.”
Condizioni d’uso:
- il claim può essere usato solo per un alimento che fornisce un apporto giornaliero di 100 g di prugne secche;
- va accompagnato dall’informazione che l’effetto benefico si ottiene con l’assunzione giornaliera di 100 g di prugne secche.
Il parere scientifico di riferimento è dell’EFSA (EFSA Journal 2012;10(6):2712).
Quanto sono 100 grammi
A seconda della pezzatura, 100 g di prugne secche denocciolate corrispondono indicativamente a una decina di frutti. È una quantità significativa, da considerare anche per l’apporto energetico e di zuccheri, che non è trascurabile. Le prugne secche contengono inoltre fibre e sorbitolo, un poliolo che in quantità elevate può avere effetto lassativo: meglio introdurle gradualmente.
Come si inserisce tra i claim sulle fibre
Le prugne secche non sono l’unico alimento con un claim sull’intestino. Altri riguardano fibre specifiche, ciascuna con le proprie condizioni:
- la fibra di crusca di frumento (transito intestinale, almeno 10 g al giorno);
- l’inulina da cicoria (frequenza di evacuazione, 12 g al giorno);
- le fibre di avena, orzo, segale e barbabietola, legate al requisito “ricco di fibre”, di cui parliamo nella guida a “fonte di fibre” e “ricco di fibre”.
Cosa questo claim non dice
- Non parla di “depurazione”, “detox” o “pancia piatta”.
- Non è un trattamento della stitichezza: se il problema è persistente, cambia improvvisamente o si accompagna ad altri sintomi, va valutato con il medico.
- Non si applica automaticamente a succhi o estratti: la condizione è riferita a 100 g di prugne secche.
Consigli pratici
- Aumentate gradualmente fibre e frutta secca, per ridurre gonfiore e fastidi.
- Bevete a sufficienza durante la giornata: ne abbiamo parlato nell’articolo sui claim EFSA dell’acqua.
In sintesi
Le prugne secche contribuiscono al mantenimento delle normali funzioni intestinali, con un apporto di 100 g al giorno. Una dose concreta, da inserire con buon senso in un’alimentazione varia.
Fonti
- Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione, testo consolidato, allegato: voce “Prugne secche (frutti di Prunus domestica L.)”.
- EFSA NDA Panel, EFSA Journal 2012;10(6):2712 (dried plums and maintenance of normal bowel function).
Contenuto divulgativo: non sostituisce il parere del medico.



