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Chi insegna fitness, che sia in sala pesi, in un corso collettivo o come personal trainer, mette in campo ogni giorno due strumenti di lavoro che raramente vengono considerati come tali: il proprio corpo e la propria voce. A differenza di molti altri lavori fisicamente impegnativi, qui non basta eseguire un movimento una volta: bisogna dimostrarlo, ripeterlo, correggerlo, spesso per ore consecutive, lezione dopo lezione, cliente dopo cliente.

La voce è probabilmente l’aspetto più sottovalutato di questo mestiere. Chi conduce corsi di gruppo, specialmente in sale senza un impianto audio adeguato o con musica ad alto volume, si trova spesso a dover alzare il tono per farsi sentire, per l’intera durata della lezione, più volte al giorno. Con il tempo, questo tipo di sforzo vocale ripetuto può portare ad affaticamento, raucedine di fine giornata, e nei casi più intensi a fastidi che si protraggono anche nei giorni di riposo. Bere a sufficienza durante le lezioni, anche quando l’attenzione è tutta rivolta ai partecipanti, resta uno degli accorgimenti più semplici per non arrivare a fine giornata con la gola secca e affaticata.

Sul piano fisico, chi insegna fitness professionalmente accumula un carico di lavoro che va ben oltre quello dei propri clienti: mentre un iscritto in palestra fa una lezione al giorno, l’istruttore può insegnarne diverse, a volte con contenuti diversi tra loro, dimostrando ripetutamente gli esercizi con la stessa cura ed energia dalla prima all’ultima lezione della giornata. Questo tipo di ripetizione, se non gestita con attenzione, può portare a un logorio articolare diverso da quello di chi si allena per hobby: non tanto per l’intensità del singolo sforzo, quanto per l’accumulo nel tempo.

Una delle abitudini più utili per chi fa questo mestiere è dedicare del tempo, separato dalle lezioni che si insegnano, al proprio recupero personale: stretching mirato, mobilità articolare, momenti di riposo attivo che non siano semplicemente un’altra sessione di allenamento. È facile, per chi vive di fitness, dimenticare che anche il proprio corpo ha bisogno di essere trattato con la stessa cura che si raccomanda ai clienti, invece di considerarlo uno strumento sempre disponibile e sempre pronto.

Anche la varietà nella programmazione del proprio lavoro settimanale aiuta a prevenire il sovraccarico: alternare tipologie di lezioni diverse, quando l’organizzazione del centro lo consente, riduce la ripetizione degli stessi gesti articolari giorno dopo giorno. Chi riesce a costruirsi questo tipo di equilibrio nel tempo racconta di arrivare a fine carriera con molta meno usura fisica rispetto a chi ha insegnato sempre la stessa tipologia di lezione, con la stessa intensità, per anni consecutivi.

Essere un punto di riferimento per la salute e il movimento degli altri, mestiere che richiede energia, presenza e voce ogni singolo giorno, merita la stessa attenzione che si insegna a dare al proprio corpo quando si è dall’altra parte, come partecipanti a una lezione. Prendersene cura non è un lusso per chi lavora nel fitness, ma una condizione necessaria per continuare a farlo con passione, negli anni.

Un corpo sempre in movimento, lezione dopo lezione

Dimostrare esercizi, ripetere gesti tecnici e restare in movimento per ore, spesso più volte al giorno, comporta un dispendio muscolare ben superiore a quello di chi si allena una volta sola. Magnesio e potassio contribuiscono alla normale funzione muscolare, un supporto rilevante per chi allena il proprio corpo come strumento di lavoro quotidiano.

Per chi è fisicamente attivo per lavoro tutti i giorni, nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata, la linea Noebis Pharma propone Magnesio e Potassio.