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Tra gli enzimi digestivi più citati quando si parla di benessere gastrointestinale c’è la papaina, l’enzima proteolitico estratto dalla papaya. Spesso confusa con la “papaya fermentata” (un prodotto ottenuto con un processo produttivo completamente diverso), la papaina merita un approfondimento a sé: cos’è davvero, come agisce e cosa può dichiarare, oggi, un’etichetta europea.

Cos’è la papaina

La papaina è un enzima appartenente alla famiglia delle proteasi (o proteinasi), cioè degli enzimi capaci di scindere i legami peptidici che tengono unite le proteine. Si trova in concentrazioni particolarmente elevate nel lattice della pianta di papaya (Carica papaya), soprattutto nel frutto ancora acerbo: è proprio da questo lattice che viene estratta e purificata per uso alimentare, cosmetico e industriale.

Dal punto di vista chimico, la papaina è strutturalmente simile ad altri enzimi proteolitici vegetali molto noti, come la bromelina dell’ananas, anche se appartiene a una famiglia enzimatica distinta e ha caratteristiche cinetiche proprie: agisce in un intervallo di pH piuttosto ampio, il che la rende particolarmente interessante per applicazioni sia alimentari sia industriali (dall’ammorbidimento delle carni alla produzione di birra, fino ai prodotti cosmetici esfolianti).

Come agisce nell’organismo

Assunta per via orale, la papaina viene generalmente descritta come un coadiuvante della digestione delle proteine, poiché contribuisce a scomporre le catene proteiche in frammenti più piccoli (peptidi e amminoacidi), un processo che normalmente è affidato agli enzimi proteolitici prodotti dallo stomaco e dal pancreas (pepsina, tripsina, chimotripsina). È bene ricordare che l’attività della papaina, come quella di molti enzimi vegetali, può essere significativamente ridotta dall’ambiente fortemente acido dello stomaco: per questo motivo la sua reale efficacia digestiva una volta ingerita è un tema ancora oggetto di studio, e la ricerca scientifica su formulazioni e dosaggi ottimali per l’uso orale è tuttora in corso.

Cosa dice l’EFSA

Nel Registro europeo dei claims nutrizionali e sulla salute non risulta, ad oggi, alcun claim autorizzato per la papaina in relazione alla digestione o ad altre funzioni dell’organismo. Alcune domande di claim relative a preparati enzimatici proteolitici sono state valutate dall’EFSA nel corso degli anni senza ottenere un parere favorevole, principalmente per l’insufficienza delle prove scientifiche presentate a supporto del nesso causa-effetto richiesto dalla normativa. Questo significa che un’etichetta non può oggi affermare che la papaina “favorisce la digestione”, “riduce il gonfiore” o “migliora l’assorbimento delle proteine”: si tratterebbe di claim non autorizzati.

Come per altri enzimi vegetali, l’assenza di un claim approvato non equivale a una bocciatura scientifica definitiva: significa che, al momento, le evidenze disponibili non hanno ancora raggiunto lo standard richiesto dall’EFSA per una dichiarazione di salute in etichetta.

Papaina e papaya fermentata: non sono la stessa cosa

È importante non confondere la papaina con la papaya fermentata, un prodotto ottenuto sottoponendo la polpa del frutto maturo a un processo di fermentazione controllata: le due sostanze hanno origine, composizione e proprietà chimiche differenti, pur derivando dalla stessa pianta. La papaina è un enzima isolato e purificato; la papaya fermentata è un prodotto fermentato dell’intero frutto, con un profilo nutrizionale e funzionale distinto, già approfondito in un altro articolo di questo blog.

Utilizzi e precauzioni

Oltre che negli integratori alimentari, la papaina trova impiego come ammorbidente naturale per le carni, come ingrediente in prodotti per l’igiene orale e in formulazioni cosmetiche esfolianti, grazie alla sua capacità di agire sulle proteine della pelle. Chi soffre di allergia al lattice deve prestare particolare attenzione, poiché la papaina è stata associata a reazioni di sensibilizzazione crociata in soggetti predisposti (la cosiddetta “sindrome lattice-frutta”). Come per ogni integratore alimentare, in presenza di allergie note, terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento è sempre opportuno un confronto preventivo con il proprio medico o farmacista.

Domande frequenti

La papaina è la stessa cosa della bromelina? No: sono entrambi enzimi proteolitici vegetali, ma appartengono a famiglie enzimatiche distinte, estratte da piante diverse (papaya e ananas) con caratteristiche cinetiche proprie.

Si trova nella papaya matura che si mangia normalmente? Le concentrazioni più elevate si trovano nel lattice del frutto acerbo; nella polpa del frutto maturo la quantità di enzima attivo è molto più contenuta.

È sicura per tutti? Le persone con allergia al lattice o a specifici frutti dovrebbero prestare attenzione ed eventualmente consultare uno specialista prima dell’uso.

Noebis Pharma: qualità e trasparenza, sempre

Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.