Nella formulazione di molti integratori pensati per la sera, accanto alla melatonina compaiono spesso nomi come melissa, passiflora ed escolzia. Sono piante con una lunga storia di uso tradizionale legato al relax, ma è importante distinguere tra tradizione popolare e ciò che la scienza, secondo gli standard europei, ha davvero confermato.
Melissa, passiflora ed escolzia: cosa sono
La melissa (Melissa officinalis) è una pianta erbacea della famiglia della menta, tradizionalmente utilizzata in infusi serali per il suo aroma di limone. La passiflora (Passiflora incarnata), o fiore della passione, è una pianta rampicante originaria delle Americhe, da tempo presente nella tradizione erboristica europea. L’escolzia (Eschscholzia californica), nota anche come papavero della California, è una pianta annuale con fiori arancioni, anch’essa storicamente associata al relax serale.
Cosa dice davvero la normativa europea
È corretto essere trasparenti: nessuna di queste tre piante dispone di un claim sulla salute pienamente autorizzato dall’EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare). Come molti estratti vegetali tradizionali, rientrano nell’elenco dei claim “on hold” (in attesa di valutazione definitiva) ai sensi del Regolamento (CE) 1924/2006: gli usi tradizionalmente associati a queste piante possono essere menzionati solo specificando chiaramente che la valutazione scientifica ufficiale non è ancora conclusa, non come effetti dimostrati e garantiti.
Questo è diverso, ad esempio, dal caso della melatonina, che dispone di un claim EFSA realmente autorizzato: la melatonina contribuisce alla riduzione del tempo richiesto per prendere sonno, un effetto ottenuto con un’assunzione di 1 mg poco prima di coricarsi. È importante non confondere i due livelli di evidenza quando si legge un’etichetta o un articolo su questo tema.
Cosa possiamo dire con onestà
La ricerca su melissa, passiflora ed escolzia è attiva, con alcuni studi preliminari che ne esplorano il possibile ruolo nel contesto del rilassamento, ma si tratta di un campo ancora in evoluzione, non di conclusioni scientifiche definitive utilizzabili come claim per il consumatore. Chi le trova in un integratore dovrebbe considerarle come ingredienti di tradizione, non come sostanze con un effetto dimostrato e quantificabile al pari di una vitamina con claim autorizzato.
Una buona routine serale, con basi solide
Per una qualità del sonno migliore, gli elementi con le evidenze scientifiche più solide restano orari di sonno regolari, un ambiente buio e fresco, la riduzione dell’esposizione a schermi luminosi nelle ore serali, ed evitare pasti pesanti o caffeina in tarda giornata. Chi fosse interessato a un integratore che unisce melatonina, vitamina B6 e questi estratti vegetali tradizionali può trovare nel nostro catalogo Somnia Plus.
Gli integratori alimentari non sostituiscono uno stile di vita sano, e in caso di disturbi del sonno persistenti il consiglio più utile resta quello di parlarne con il proprio medico.


