Capita sempre più spesso di trovare, accanto al nome di un minerale in etichetta, una parola in più: “bisglicinato”. Magnesio bisglicinato, zinco bisglicinato, ferro bisglicinato. Non è un dettaglio tecnico da ignorare, e nemmeno una parola magica capace di per sé di cambiare gli effetti di un integratore. È semplicemente la descrizione di una forma chimica precisa, ed è giusto capire cosa significa davvero prima di scegliere.
Cos’è, in pratica, un minerale “bisglicinato”
Il bisglicinato è un chelato: il minerale (magnesio, zinco o ferro, a seconda del prodotto) è legato a due molecole di glicina, un amminoacido. Questa forma è diffusa negli integratori proprio perché è tra le più tollerate dall’organismo, un aspetto che conta parecchio per chi assume un minerale con continuità, magari per mesi. Sui prodotti Noebis Pharma questo è esattamente il modo in cui viene descritta: una forma ben tollerata, indicata per chi cerca continuità nell’uso quotidiano, con quantità e dose giornaliera sempre dichiarate in etichetta.
Tollerabilità sì, ma occhio alle promesse eccessive
Online si trovano spesso affermazioni entusiastiche sulla presunta superiorità assoluta delle forme chelate rispetto a tutte le altre. La realtà, letta con onestà, è più misurata: la letteratura scientifica su biodisponibilità e assorbimento dei diversi sali minerali è un campo complesso e in evoluzione, e non tutte le differenze percepite tra le forme sono ugualmente consolidate per ogni minerale. Per questo, quando si parla di bisglicinato, è corretto parlare soprattutto di tollerabilità digestiva — un aspetto molto concreto per chi in passato ha avuto fastidi con altre forme di magnesio o ferro — più che di promesse generiche di “assorbimento superiore” non supportate da un claim specifico.
C’è però un caso in cui l’assorbimento è davvero un claim autorizzato e documentato: quello della vitamina C abbinata al ferro. La vitamina C accresce l’assorbimento del ferro, ed è un’indicazione riconosciuta dall’EFSA. Non riguarda la forma chimica del minerale, ma la combinazione con questa vitamina — un esempio utile per capire la differenza tra un’affermazione di marketing generica e un claim che invece ha basi normative precise.
Dove si trova, in pratica
Nel catalogo Noebis Pharma la forma bisglicinata è usata in diversi prodotti: Magnesio Bisglicinato, pensato per chi cerca continuità nell’uso quotidiano; Zinco Bisglicinato, con 15 mg di zinco per compressa pari al 150% del valore nutritivo di riferimento; e Ferro Bisglicinato con Lattoferrina, che abbina il ferro bisglicinato proprio alla vitamina C per sfruttare il claim autorizzato sull’assorbimento. In tutti e tre i casi le quantità e le percentuali di VNR sono dichiarate con trasparenza in etichetta, così da poter scegliere con consapevolezza la dose più adatta.
Come orientarsi quando si legge un’etichetta
Un buon punto di partenza è sempre lo stesso: verificare la quantità del minerale per dose giornaliera, la percentuale di VNR che rappresenta, e se la forma chimica scelta risponde a un’esigenza reale (ad esempio una maggiore tollerabilità digestiva). Le affermazioni generiche senza numeri, invece, meritano sempre un secondo sguardo critico.
Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Non sono medicinali e non sono destinati a diagnosticare, trattare, curare o prevenire malattie. In caso di gravidanza, allattamento, patologie in corso, terapie farmacologiche, allergie o dubbi sull’utilizzo, è sempre bene consultare il medico o il farmacista.


