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Quando si parla di fibra alimentare, la maggior parte delle persone pensa a crusca, psillio o inulina. C’è però una fibra meno conosciuta ma sempre più utilizzata in ambito nutrizionale, apprezzata soprattutto per la sua tollerabilità digestiva: la fibra PHGG, sigla che sta per Partially Hydrolyzed Guar Gum, ovvero gomma di guar parzialmente idrolizzata.

Da dove viene la fibra PHGG

Il punto di partenza è la gomma di guar nativa, un polisaccaride estratto dai semi di Cyamopsis tetragonoloba, una leguminosa coltivata soprattutto in India e Pakistan e nota anche come “fagiolo guar” o, in inglese, cluster bean. La gomma di guar nativa è un ingrediente molto diffuso nell’industria alimentare come addensante (si trova per esempio in gelati, salse e prodotti da forno) proprio per la sua elevata viscosità: a contatto con l’acqua forma un gel denso.

La fibra PHGG nasce da un processo di idrolisi enzimatica controllata che scompone parzialmente le lunghe catene della gomma di guar nativa. Il risultato è una fibra con un peso molecolare molto più basso e, soprattutto, una viscosità drasticamente ridotta, pur mantenendo intatta la componente di fibra solubile.

La differenza che conta: viscosità e tollerabilità

Questa differenza non è un dettaglio tecnico da poco. È proprio la bassa viscosità a rendere la fibra PHGG particolarmente facile da assumere: si scioglie in acqua, tè, succhi o alimenti liquidi senza alterarne in modo percepibile consistenza, colore o sapore, e senza dare quella sensazione di “gel” che altre fibre viscose possono provocare in bocca o nello stomaco.

È importante essere precisi anche su un altro aspetto. Per la gomma di guar nativa esiste un claim sulla salute autorizzato dalla Commissione Europea, relativo al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue, a fronte di un’assunzione di 10 g al giorno di gomma di guar. Questo claim, però, è specificamente riferito alla gomma di guar nativa, con le sue caratteristiche di viscosità originarie: non può essere automaticamente esteso alla fibra PHGG, che per definizione ha una struttura molecolare e una viscosità diverse. È uno dei motivi per cui, quando si legge di un ingrediente sotto due nomi simili, vale sempre la pena capire di quale forma specifica si sta parlando.

Una fibra a fermentazione lenta e graduale

Dal punto di vista della fisiologia intestinale, la fibra PHGG appartiene alla categoria delle fibre solubili fermentabili: una volta arrivata nel colon, viene utilizzata come substrato dal microbiota intestinale, che la fermenta producendo acidi grassi a catena corta (SCFA) come acetato, propionato e butirrato. La letteratura scientifica descrive questo processo come relativamente lento e graduale rispetto ad altre fibre più rapidamente fermentescibili, il che è uno dei motivi per cui la fibra PHGG viene spesso studiata anche in ambito di comfort digestivo, senza però che questo equivalga a un effetto terapeutico dichiarato: si tratta di un meccanismo fisiologico di fermentazione, non di un claim sulla salute autorizzato.

Dove si trova e come si usa

La fibra PHGG è disponibile principalmente come integratore in polvere, pensata per essere sciolta in un bicchiere d’acqua o aggiunta a bevande e pietanze. Proprio per l’assenza di sapore e la scarsa alterazione della texture degli alimenti, è una delle fibre più utilizzate quando l’obiettivo è integrare la quota di fibra giornaliera in modo pratico, per esempio in chi fatica a raggiungere gli apporti raccomandati solo con l’alimentazione.

Le linee guida nutrizionali europee indicano un apporto di fibra alimentare complessiva di circa 25 g al giorno per un adulto; molte diete occidentali si fermano ben al di sotto di questa soglia. In questo contesto, una fibra ben tollerata come il PHGG può essere uno strumento pratico, sempre nell’ambito di un’alimentazione varia ed equilibrata.

Alcune curiosità

Il guar è una pianta resistente alla siccità, storicamente coltivata anche come foraggio per il bestiame prima di diventare una materia prima industriale strategica: oggi la farina di guar (da cui si estrae anche la gomma) è impiegata perfino nell’industria estrattiva, come componente di alcuni fluidi utilizzati nei processi di perforazione, a testimonianza della versatilità di questo polisaccaride naturale ben oltre l’uso alimentare.

Domande frequenti

La fibra PHGG è la stessa cosa della gomma di guar che si trova negli alimenti industriali?
No. Condividono la stessa origine botanica, ma la gomma di guar nativa usata come addensante ha una viscosità molto più alta rispetto alla fibra PHGG, che è stata specificamente modificata per ridurla.

La fibra PHGG contiene glutine?
No, il guar è una leguminosa e la fibra PHGG è naturalmente priva di glutine.

Va assunta con molta acqua?
Come per qualunque integratore di fibra, è sempre buona norma accompagnarla a un adeguato apporto di liquidi durante la giornata.


Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.