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Se negli ultimi anni avete comprato una crema viso, è quasi impossibile non esservi imbattuti nel suo nome: Centella asiatica, spesso abbreviata in “cica” sulle etichette coreane e non solo. Ma questa pianta ha una storia molto più lunga e più ricca di un trend cosmetico: cresce da millenni nelle zone umide dell’Asia, ha attraversato la medicina ayurvedica, quella tradizionale cinese e le foreste del Madagascar, prima di arrivare sugli scaffali dei negozi occidentali. Vale la pena conoscerla meglio, con onestà su cosa sappiamo davvero e cosa resta, a oggi, tradizione.

Una pianta delle zone umide, non un “superfood” da laboratorio

La Centella asiatica (famiglia delle Apiaceae, la stessa di carota e prezzemolo) è una piccola pianta erbacea perenne che si sviluppa a raso, con foglie tondeggianti e leggermente reniformi, di colore verde brillante, e fusti striscianti che le permettono di colonizzare rapidamente terreni umidi, argini e risaie. È diffusa in gran parte dell’Asia tropicale e subtropicale — India, Sri Lanka, Cina meridionale, Indonesia — ma anche in alcune zone dell’Africa e del Madagascar, da cui provengono alcune delle varietà più studiate. Non è una pianta rara o esotica in senso stretto: cresce spontanea, spesso considerata infestante nei campi di riso, il che ha reso il suo utilizzo estremamente accessibile alle popolazioni locali fin dall’antichità.

La leggenda della “pianta della tigre” e la tradizione asiatica

In molte lingue asiatiche la Centella è conosciuta con nomi che richiamano le tigri: in Indonesia si chiama “pegagan”, ma la leggenda più diffusa in Occidente racconta che le tigri ferite in combattimento si rotolassero tra i cespi di Centella per favorire la guarigione delle ferite, da cui il soprannome popolare di “erba della tigre”. È una storia affascinante, tramandata oralmente, ma resta appunto una leggenda popolare e non un dato scientifico: la citiamo come curiosità culturale, non come prova di efficacia.

Nella medicina ayurvedica indiana la Centella (chiamata localmente “mandukaparni”, che significa “foglia a forma di rana”) compare tra le piante associate al concetto di “rasayana”, ovvero i rimedi tradizionalmente legati al ringiovanimento e alla longevità. Nella medicina tradizionale cinese è nota come “Gotu Kola” ed è citata in testi che risalgono a diversi secoli fa. In entrambe le tradizioni veniva utilizzata principalmente per uso topico su pelle e ferite, ma anche in infusi. È importante sottolineare che si tratta di sistemi di medicina tradizionale con una logica e una storia proprie, distinti dalla medicina scientifica moderna basata su evidenze cliniche controllate.

Cosa contiene davvero la Centella asiatica

Dal punto di vista chimico, l’interesse per questa pianta nasce soprattutto da un gruppo di molecole chiamate saponine triterpeniche, tra cui asiaticoside, madecassoside, acido asiatico e acido madecassico. Sono questi composti, insieme a flavonoidi e piccole quantità di oli essenziali, ad aver attirato l’attenzione della ricerca cosmetica e farmaceutica internazionale, soprattutto per applicazioni sulla pelle. Non a caso, estratti titolati in triterpeni sono ingredienti comuni in creme, sieri e prodotti per pelli sensibili o post-trattamento estetico, un settore diverso e con una normativa diversa rispetto a quella degli integratori alimentari per via orale.

Cosa dice davvero la normativa europea sugli integratori

Qui serve la massima chiarezza. Quando la Centella asiatica viene inserita in un integratore alimentare da assumere per bocca, in Europa si applica il Regolamento (CE) 1924/2006 sui claims nutrizionali e salutistici. La Centella rientra tra gli estratti botanici per i quali la valutazione scientifica dell’EFSA sui possibili effetti specifici sulla salute è tuttora “on hold”, cioè sospesa in attesa di conclusioni definitive. In pratica, oggi non esiste un claim salutistico europeo approvato che autorizzi a dichiarare un effetto specifico di un integratore a base di Centella assunto per via orale. Chi vende o descrive un prodotto di questo tipo deve limitarsi a parlare di impiego tradizionale, senza attribuire effetti terapeutici o promesse di risultato: è una distinzione tecnica ma importante, che tutela chi acquista.

Uso cosmetico e topico: il campo dove la ricerca è più consolidata

Il capitolo più solido, dal punto di vista degli studi disponibili, riguarda l’applicazione topica sulla pelle piuttosto che l’assunzione per bocca. Estratti di Centella titolati sono utilizzati in formulazioni cosmetiche pensate per pelli sensibili, arrossate o sottoposte a trattamenti estetici, ed è proprio in questo ambito — la cosmesi, non l’integrazione alimentare — che l’ingrediente ha guadagnato la popolarità degli ultimi anni, complice anche la skincare coreana. Anche in questo caso, la normativa cosmetica europea (diversa da quella sugli integratori) richiede che le aziende non attribuibuiscano proprietà non dimostrate ai prodotti, e ogni formulazione va valutata caso per caso in base agli studi disponibili sull’estratto specifico utilizzato.

Sicurezza, precauzioni e chi dovrebbe evitarla

Come per ogni pianta ad uso tradizionale, anche la Centella asiatica non è priva di attenzioni da considerare. In letteratura sono stati segnalati, seppur raramente, casi di alterazione della funzionalità epatica associati a un uso prolungato e a dosaggi elevati di estratti concentrati, motivo per cui chi soffre di patologie epatiche dovrebbe evitarne l’assunzione o parlarne prima con il proprio medico. È inoltre sconsigliata in gravidanza e allattamento per mancanza di dati sufficienti sulla sicurezza in queste condizioni. Come sempre, la durata di assunzione dovrebbe essere limitata nel tempo e non protratta senza un confronto con un professionista sanitario, soprattutto in presenza di altre terapie farmacologiche in corso.

In sintesi

  • La Centella asiatica è una pianta erbacea delle zone umide asiatiche, con una lunga storia nella medicina ayurvedica e in quella tradizionale cinese.
  • Contiene triterpeni (asiaticoside, acido asiatico, acido madecassico) di interesse soprattutto per uso cosmetico topico.
  • Per gli integratori alimentari orali, la valutazione EFSA sui claim salutistici specifici è ancora “on hold”: nessun effetto sulla salute può oggi essere dichiarato con certezza normativa.
  • Un uso prolungato ad alti dosaggi è stato associato, in rari casi, ad alterazioni della funzionalità epatica: meglio non protrarre l’assunzione senza consiglio medico.

Chi siamo

Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.