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Sullo scaffale degli integratori il calcio si presenta sotto forme chimiche diverse: carbonato, citrato, bisglicinato (chelato), gluconato, lattato. Il minerale alla base è sempre lo stesso, ma la forma in cui è legato cambia quanto calcio elementare fornisce, come va assunto e chi può trovarla più adatta.

Cosa fa davvero il calcio, secondo l’EFSA

Prima di confrontare le forme, vale la pena ricordare cosa l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) riconosce ufficialmente al calcio, nel quadro del Regolamento (CE) 1924/2006: il calcio contribuisce al normale mantenimento di ossa e denti, alla normale funzione muscolare, alla normale trasmissione dell’impulso nervoso, alla normale coagulazione del sangue, al normale metabolismo energetico e ha un ruolo nel processo di divisione e differenziazione cellulare. Questi sono claim autorizzati e verificabili; qualunque altra proprietà attribuita al calcio va guardata con maggiore cautela.

Calcio carbonato: la forma più diffusa

Il carbonato di calcio è la forma più comune ed economica: contiene la percentuale più alta di calcio elementare tra i sali comunemente usati, intorno al 40% del peso totale. Il suo limite è che per essere assorbito ha bisogno di un ambiente acido nello stomaco, motivo per cui viene generalmente consigliato di assumerlo insieme ai pasti, quando la secrezione acida gastrica è più attiva. Chi assume farmaci che riducono l’acidità gastrica (come gli inibitori di pompa protonica) potrebbe assorbirlo in modo meno efficiente.

Calcio citrato: più indipendente dall’acidità gastrica

Il citrato di calcio contiene meno calcio elementare per grammo (circa il 21%), ma non richiede la stessa acidità gastrica per essere assorbito: può quindi essere assunto anche lontano dai pasti ed è spesso la forma indicata per le persone anziane o per chi ha una ridotta secrezione acida dello stomaco (condizione più comune con l’avanzare dell’età). Diversi studi di biodisponibilità suggeriscono un assorbimento relativo leggermente superiore rispetto al carbonato, a parità di condizioni di assunzione.

Calcio bisglicinato: la forma chelata

Nel bisglicinato di calcio, il minerale è legato a due molecole dell’amminoacido glicina (da cui il nome “chelato”). Questa forma contiene una percentuale di calcio elementare più bassa rispetto al carbonato, ma viene generalmente descritta come più delicata per lo stomaco e associata a una minore incidenza di gonfiore o stitichezza, un effetto collaterale che alcune persone riferiscono con le forme più concentrate come il carbonato. È una delle forme scelte più spesso da chi ha uno stomaco sensibile.

Come scegliere in pratica

Non esiste una forma “migliore in assoluto”: la scelta dipende dal contesto individuale. Chi assume il calcio a pasto e non ha problemi di acidità gastrica può trovare nel carbonato un’opzione efficace e conveniente, perché richiede meno compresse a parità di calcio elementare fornito. Chi ha uno stomaco più sensibile, assume farmaci che riducono l’acidità gastrica o preferisce non legare l’assunzione ai pasti può orientarsi su citrato o bisglicinato. In ogni caso, la quantità di calcio elementare effettivamente fornita per dose va sempre letta sull’etichetta del prodotto, e non dedotta dal peso totale del sale.

Un avvertimento sulle dosi

Il calcio va assunto rispettando la dose giornaliera indicata in etichetta: dosi elevate e prolungate nel tempo, soprattutto se sommate a un’alimentazione già ricca di questo minerale, possono interferire con l’assorbimento di altri minerali come ferro e zinco, e in soggetti predisposti sono state associate a un aumentato rischio di calcoli renali. Chi ha patologie renali, ipercalcemia o assume farmaci che interagiscono con il calcio (come alcuni antibiotici o la levotiroxina, che va assunta a distanza di ore) dovrebbe sempre confrontarsi con il proprio medico o farmacista prima di integrarlo.

In sintesi

Carbonato, citrato e bisglicinato sono tre modi diversi di fornire lo stesso minerale, ciascuno con un profilo di assorbimento e tollerabilità differente. Conoscere queste differenze aiuta a scegliere la forma più adatta alla propria situazione, senza affidarsi solo al prezzo o alla percentuale di calcio elementare indicata in etichetta.

Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.