Chi frequenta un negozio di integratori sportivi prima o poi si imbatte in una sigla poco conosciuta fuori da quell’ambiente: HMB. Non è un aminoacido nuovo né una moda passeggera, ma un metabolita naturale della leucina che il corpo produce già da solo, in piccole quantità. La domanda che si pongono in tanti è semplice: vale la pena integrarlo, o è solo l’ennesima sigla di marketing?
Cos’è l’HMB e da dove viene
L’HMB, o beta-idrossi-beta-metilbutirrato, si forma nell’organismo a partire dalla leucina, uno dei tre aminoacidi a catena ramificata (insieme a isoleucina e valina) che il corpo non è in grado di sintetizzare da solo e che deve quindi ottenere dall’alimentazione. Solo una piccola percentuale della leucina assunta con la dieta viene convertita in HMB, il che spiega perché, fin dagli anni Novanta, i ricercatori abbiano iniziato a chiedersi se assumerlo direttamente, in forma di integratore, potesse avere effetti più marcati rispetto alla sola leucina. Si trova in tracce in alimenti come pompelmo, erba medica e pesce gatto, ma in quantità troppo piccole per avere un impatto misurabile: per questo, quando si parla di HMB come integratore, si fa riferimento quasi sempre a una forma di sintesi, di solito calcio HMB (HMB-Ca) o la forma libera HMB-FA.
Perché interessa così tanto a chi si allena
L’interesse per l’HMB nasce da un’ipotesi precisa: se la leucina è coinvolta nella sintesi proteica muscolare, il suo metabolita potrebbe contribuire a limitare la degradazione delle proteine muscolari durante l’allenamento intenso o in periodi di scarso apporto calorico. È un meccanismo diverso da quello della creatina, che agisce sul sistema energetico immediato, o della proteina whey, che fornisce il materiale grezzo per la sintesi proteica: l’HMB, secondo l’ipotesi degli studiosi, lavorerebbe più sul fronte del contenimento del catabolismo muscolare.
Cosa dice davvero la ricerca scientifica
La letteratura scientifica sull’HMB è più ampia di quanto si pensi, ma anche piuttosto eterogenea nei risultati. Alcuni studi randomizzati controllati, condotti soprattutto su atleti alle prime armi con un programma di allenamento contro resistenza, hanno osservato una minore perdita di forza e massa magra in condizioni di stress catabolico rispetto al gruppo placebo. Altri lavori, condotti su atleti già allenati, non hanno trovato differenze significative rispetto al placebo, suggerendo che l’effetto, se esiste, sia più evidente in chi parte da una condizione di allenamento non ottimale o da una fase di restrizione calorica marcata. Alcune revisioni sistematiche hanno inoltre indagato l’HMB in ambito geriatrico, come possibile supporto nel mantenimento della massa magra in età avanzata, con risultati promettenti ma non ancora sufficienti per trarre conclusioni definitive. È importante essere chiari su un punto: al momento l’HMB non rientra tra le sostanze per cui il Regolamento (CE) 1924/2006 e il relativo Registro europeo dei claim nutrizionali e sulla salute autorizzano un’indicazione specifica su aumento di forza, di massa muscolare o di prestazione fisica. Chi legge in etichetta o online affermazioni di questo tipo riferite all’HMB come integratore commerciale si trova quindi di fronte a un claim non autorizzato, che nessuna azienda seria dovrebbe utilizzare.
Dosaggi utilizzati negli studi e forme disponibili
Negli studi clinici le dosi più utilizzate si aggirano intorno ai 3 grammi al giorno, spesso suddivisi in più assunzioni nell’arco della giornata, in genere in corrispondenza dei pasti principali o attorno all’allenamento. La forma calcio (HMB-Ca) è la più diffusa e la più economica da produrre; la forma libera (HMB-FA) viene proposta da alcuni produttori come a più rapido assorbimento, anche se le prove a supporto di una superiorità pratica restano limitate. Come per qualsiasi integratore, la quantità e la qualità della materia prima, così come la sua provenienza, incidono sul prodotto finale.
Chi dovrebbe usarlo con attenzione
L’HMB non sostituisce un allenamento strutturato né un apporto proteico adeguato nella dieta: nella pratica sportiva resta un supporto, non una scorciatoia. In gravidanza, allattamento, età pediatrica o in presenza di patologie renali è sempre opportuno un confronto preventivo con il proprio medico o farmacista di fiducia, dal momento che i dati di sicurezza a lungo termine in queste popolazioni sono ancora limitati.
Chi produce l’HMB che finisce nei prodotti in commercio
Come per molti integratori sportivi, la qualità dell’HMB in commercio dipende molto dal produttore: dalla purezza della materia prima ai controlli in fase di lavorazione. Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.





