Con la sua corteccia bianca inconfondibile e le foglie leggere che tremano al minimo vento, la betulla è uno degli alberi simbolo dei boschi e delle brughiere del Nord Europa, ma cresce spontanea anche sulle Alpi e su parte dell’Appennino. Attorno a questo albero si sono costruite, nei secoli, tradizioni molto diverse tra loro: dalla linfa raccolta in primavera alle foglie usate in erboristeria popolare. Vediamo cosa c’è di vero, tra tradizione e scienza.
Cos’è la betulla
Con il nome comune di betulla si indicano soprattutto due specie molto simili tra loro, Betula pendula (betulla bianca o verrucosa) e Betula pubescens (betulla pubescente), entrambe appartenenti alla famiglia delle Betulaceae. Sono alberi pionieri, tra i primi a colonizzare terreni spogli o disboscati, capaci di crescere rapidamente anche in climi freddi: per questo sono così diffusi in Scandinavia, nell’Europa dell’Est e in Russia, oltre che sulle nostre montagne. La corteccia bianca, che si sfalda in sottili lamine cartacee, è dovuta a un pigmento chiamato betulina.
Una tradizione popolare fatta di linfa e foglie
Nei paesi del Nord ed Est Europa esiste da secoli l’abitudine di raccogliere la linfa di betulla (birch sap) a fine inverno, praticando una piccola incisione nel tronco: il liquido raccolto, leggermente dolce, veniva ed è tuttora bevuto fresco o fermentato come bevanda tradizionale di stagione, un po’ come si fa con la linfa d’acero in Nord America. Le foglie, raccolte in primavera ed essiccate, sono invece da lungo tempo protagoniste dell’erboristeria popolare europea, spesso associate insieme all’ortica e ad altre piante alle cosiddette “tisane drenanti di primavera” della tradizione contadina. Dalla corteccia, infine, si ricavava per distillazione il catrame di betulla, utilizzato storicamente per scopi molto diversi da quelli alimentari e non oggetto di questo articolo.
Cosa dice davvero la scienza: uso tradizionale, non un farmaco
Anche per la betulla, come per molte piante della tradizione erboristica europea, è fondamentale distinguere l’uso popolare da ciò che è realmente riconosciuto a livello regolatorio. Le foglie di betulla (Betulae folium) sono oggetto di una monografia dell’HMPC, il comitato per i medicinali di origine vegetale dell’EMA, che le classifica come “traditional herbal medicinal product” sulla base di un uso tradizionale documentato da almeno 30 anni. L’uso tradizionale riconosciuto riguarda l’aumento della quantità di urina prodotta, come coadiuvante nell’eliminazione dei liquidi in caso di lievi disturbi delle vie urinarie: si tratta, è bene ripeterlo, di un riconoscimento basato sulla lunga tradizione d’uso e non su prove cliniche moderne di efficacia.
A oggi l’EFSA non ha autorizzato alcun claim salutistico specifico per la betulla, né per la diuresi né per altre funzioni dell’organismo. Anche lo xilitolo, il dolcificante spesso chiamato colloquialmente “zucchero di betulla” perché un tempo estratto industrialmente dalla corteccia di questa pianta, è un prodotto e un argomento del tutto separato dalle foglie o dalla linfa di cui parliamo qui, e non va confuso con esse.
Un’attenzione importante: l’allergia al polline di betulla
La betulla è una delle piante con il polline allergizzante più diffuso in Europa centrale e settentrionale, responsabile di una parte consistente delle allergie respiratorie di fine inverno-primavera. Chi soffre di allergia al polline di betulla presenta spesso anche la cosiddetta sindrome orale allergica, una reazione crociata a livello di bocca e gola dopo aver mangiato alcuni alimenti come mele, nocciole, sedano, carota o kiwi, dovuta alla somiglianza tra alcune proteine del polline e quelle di questi alimenti. Le persone allergiche al polline di betulla dovrebbero quindi prestare particolare attenzione anche verso prodotti a base di foglie o gemme di questa pianta, e chiedere consiglio al proprio medico o allergologo in caso di dubbio.
Altre attenzioni e controindicazioni
Data la tradizionale associazione delle foglie di betulla con un aumento della diuresi, i preparati a base di questa pianta richiedono cautela in presenza di insufficienza renale o cardiaca, condizioni in cui qualsiasi rimedio “drenante” andrebbe usato solo sotto controllo medico. È opportuna prudenza anche in chi assume farmaci diuretici, litio o è in terapia anticoagulante, per possibili interazioni o potenziamenti d’effetto. L’uso in gravidanza e allattamento non è raccomandato per mancanza di dati di sicurezza sufficienti. Come sempre, in presenza di terapie farmacologiche in corso il confronto preventivo con il proprio medico o farmacista resta il passaggio più sicuro.
Noebis Pharma e la qualità degli integratori a base di erbe
Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.
Domande frequenti
La linfa di betulla è la stessa cosa delle foglie usate in erboristeria? No, sono due parti diverse della pianta con usi e tradizioni distinte, anche se entrambe derivano dallo stesso albero.
Lo xilitolo è un ingrediente vegetale a base di betulla come le foglie? Si tratta di un prodotto diverso, uno zucchero alcolico ottenuto industrialmente, il cui utilizzo non ha nulla a che vedere con le foglie di betulla di cui parla questo articolo.
Chi è allergico al polline di betulla può assumere prodotti a base di questa pianta? È una situazione da valutare sempre con il proprio medico o allergologo, per il rischio di reazioni crociate.



