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Lo xilitolo compare sulle etichette di gomme da masticare, caramelle, dentifrici e alcuni integratori in compresse o in gomme. Di solito lo si incontra con la sigla E 967 e con la dicitura «edulcorante». Chi lo legge in lista ingredienti si chiede spesso che cosa sia davvero, se sia diverso dallo zucchero, perché certe confezioni riportano un’avvertenza sugli effetti lassativi e che cosa dicano gli studi sul suo rapporto con la placca e con i batteri della bocca. In questo articolo proviamo a rispondere con ordine, distinguendo ciò che è autorizzato dalla normativa europea da ciò che appartiene alla ricerca, che è ancora in corso e non sempre uniforme.

Un’avvertenza preliminare: parleremo della sostanza, lo xilitolo, e non di prodotti o marchi. Qualunque effetto citato va letto come riferito alla sostanza, nelle condizioni previste dalla normativa, e non come una promessa legata a un alimento o a un integratore specifico. Se hai già letto i nostri approfondimenti su polioli e sostituti dello zucchero e sulla gomma da masticare senza zucchero, qui troverai il quadro centrato sulla singola sostanza.

Che cos’è lo xilitolo e dove si trova

Lo xilitolo è un poliolo, cioè uno zucchero-alcol: una molecola a cinque atomi di carbonio con un sapore dolce, usata come edulcorante. Nelle schede di consultazione per i consumatori viene descritto come edulcorante di massa della famiglia dei polioli, con funzioni accessorie di umidificante, stabilizzante e addensante. Dal punto di vista normativo, nei prodotti alimentari è identificato come additivo con il numero E 967.

Dal punto di vista pratico, l’aspetto interessante è che si tratta di una sostanza non fermentabile dai batteri della placca nello stesso modo in cui lo sono gli zuccheri comuni. È proprio questa caratteristica, e non una presunta «azione» sulla bocca, a essere alla base del claim europeo sul mantenimento della mineralizzazione dei denti, che vedremo più avanti. Il punto da tenere a mente è che lo xilitolo, nell’etichetta di un prodotto, serve in primo luogo a dolcificare al posto di altri zuccheri.

Lo si trova soprattutto in gomme da masticare e caramelle senza zucchero, in dolcificanti da tavola, in prodotti da forno dedicati e in alcune formulazioni per l’igiene orale. Nelle formulazioni a base di polioli è frequente la presenza di più sostanze insieme, per esempio sorbitolo, maltitolo o eritritolo, che hanno comportamenti e valutazioni diverse: è per questo che conviene leggere il nome di ciascuna sostanza e non fermarsi alla dicitura generica «senza zuccheri».

Inquadramento normativo (additivo, dose giornaliera, rivalutazione in corso)

Lo xilitolo è consentito come additivo con la sigla E 967. Secondo la scheda dell’archivio additivi di Altroconsumo, per questa sostanza non è stata stabilita una dose giornaliera accettabile (DGA, in inglese ADI) numerica: nel linguaggio dei valutatori si parla in questi casi di dose «non specificata», che indica una valutazione di sicurezza favorevole su base generale, senza però un tetto espresso in milligrammi per chilo di peso corporeo. La stessa scheda segnala che, a partire da circa 50 grammi assunti nell’arco della giornata, possono comparire diarrea o flatulenza, motivo per il quale l’uso nelle bevande è vietato, e che gli alimenti con più del 10% di xilitolo devono riportare la frase «un consumo eccessivo può avere effetti lassativi».

Va aggiunto un elemento di aggiornamento. L’EFSA sta rivalutando l’intero gruppo degli edulcoranti. Dalla presentazione sullo stato di avanzamento pubblicata a luglio 2026 risulta che lo xilitolo rientra in questa rivalutazione e che la procedura è ancora in corso: non è indicato alcun parere adottato né alcun valore di riferimento. Il documento riferisce che sono previsti la raccolta di nuovi dati analitici e sui livelli d’uso, con scadenza di invio al 30 giugno 2026 e validazione entro il 31 agosto 2026, e che la valutazione dell’esposizione inizierà all’inizio del 2027. Sono già stati raccolti dati di genotossicità dalle batterie di test in vitro di base, e lo xilitolo rientra in un protocollo tossicologico dedicato a sei polioli, in fase di sviluppo nel 2026. In pratica: lo stato regolatorio attuale è quello di un additivo ammesso, ma il quadro scientifico europeo non è ancora chiuso, e il lettore farà bene a considerare le informazioni di questo articolo come fotografia di oggi.

Che cosa dice la ricerca

La letteratura sullo xilitolo è soprattutto di ambito odontoiatrico. Qui riportiamo i numeri come compaiono negli abstract delle revisioni sistematiche indicizzate su PubMed, con le cautele del caso: molti studi sono piccoli, usano forme e quantità diverse di xilitolo e hanno un rischio di distorsione non trascurabile.

Una meta-analisi pubblicata nel 2024 sul Journal of Dentistry ha incluso 15 studi (11 sperimentazioni randomizzate e 4 controllate non randomizzate) con 6.325 partecipanti di 6-18 anni, che valutavano i sostituti dello zucchero rispetto a nessun trattamento o placebo. Lo xilitolo era la sostanza più studiata (11 studi su 15): nell’analisi aggregata la differenza media standardizzata per lo xilitolo era di -0,50 (intervallo di confidenza al 95% da -0,85 a -0,16) per l’esito di carie nei denti permanenti; per il sorbitolo era di -0,10 (da -0,19 a -0,01). Gli autori stessi segnalano però che l’80% degli studi aveva un rischio di distorsione «moderato» o «alto» (DOI). Si tratta di un’osservazione di ricerca su popolazioni pediatriche e non di un effetto attribuibile a un alimento o a un integratore.

Una seconda revisione, pubblicata su International Dental Journal nel 2024, ha analizzato l’effetto dei sostituti dello zucchero sui batteri cariogeni della placca e della saliva: 32 studi inclusi, di cui 14 (il 44%) con alto rischio di distorsione; quasi tutti (31 su 32) riguardavano lo xilitolo e altri polioli. In 30 studi su 32 il consumo di dolcificanti a bassa intensità si associava a una riduzione significativa di diversi tipi di batteri cariogeni, rispetto al nessun trattamento (DOI).

Sul fronte della gomma senza zucchero, una revisione del 2021 su BMC Oral Health ha incluso 13 studi con esiti microbiologici: la gomma senza zucchero riduceva la carica di Streptococcus mutans con una dimensione dell’effetto di -0,42 (da -0,60 a -0,25) rispetto ai controlli; considerando solo i 12 studi con gomma allo xilitolo, l’effetto era -0,46 (da -0,64 a -0,28). In sette studi su tredici l’intervallo di confidenza comprendeva lo zero, cioè in quei casi non c’era un effetto chiaro, e il livello di eterogeneità era moderato. Non furono registrati effetti avversi (DOI). Una seconda analisi degli stessi autori, pubblicata nel 2022 su Frontiers in Oral Health, ha considerato otto studi con quantità di placca come esito: la gomma senza zucchero la riduceva (effetto -0,778), e per la sola gomma allo xilitolo l’effetto era -0,743 (da -1,148 a -0,338), con un’eterogeneità molto elevata (I² = 86%); gli autori parlano di «alcune evidenze» e invitano a studi più lunghi e più ampi (DOI).

Infine una meta-analisi del 2025 su International Dental Journal si è concentrata su caramelle e gommose allo xilitolo: con 13 bracci di studio, l’indice di placca risultava ridotto (differenza media pesata -0,41; da -0,62 a -0,20) e la quantità di placca diminuiva di 7,46 mg (da 13,38 a 1,53 mg). Un’analisi per sottogruppi suggeriva un effetto maggiore con dosi fino a 20 g rispetto a dosi più alte e per interventi inferiori a quattro settimane rispetto a quelli più lunghi (DOI).

Che cosa possiamo dire in sintesi? Che gli studi considerati mostrano risultati in genere favorevoli su indicatori intermedi (batteri, placca), con differenze notevoli tra studi, qualità metodologica spesso discreta, popolazioni e dosi molto variabili. Non stabiliscono che un prodotto «protegga» i denti e non sostituiscono le abituali pratiche di igiene orale. Per questo motivo il modo corretto di presentare lo xilitolo non è quello di un ingrediente con «poteri» propri, ma quello di un dolcificante non fermentabile che può essere scelto al posto di zuccheri fermentabili.

Claim: cosa è autorizzato e cosa no

Il riferimento è il Regolamento di esecuzione (UE) 2016/854 della Commissione del 30 maggio 2016, che ha modificato l’allegato del Regolamento (UE) n. 432/2012. Il claim autorizzato non riguarda lo xilitolo da solo, ma i carboidrati non fermentabili. La formulazione prevista è: «L’assunzione di alimenti/bevande contenenti [nome di tutti i carboidrati non fermentabili utilizzati] anziché carboidrati fermentabili contribuisce al mantenimento della mineralizzazione dei denti». La condizione d’uso è precisa: il claim può essere usato solo se i carboidrati fermentabili sono sostituiti da carboidrati non fermentabili in quantità tali che il consumo non abbassi il pH della placca sotto 5,7 durante l’assunzione e fino a 30 minuti dopo. Nelle premesse del regolamento i polioli (tra cui lo xilitolo) sono citati come esempi di carboidrati non fermentabili già valutati favorevolmente dall’EFSA; il parere scientifico di riferimento è pubblicato sull’EFSA Journal 2013;11(7):3329.

Che cosa significa, in concreto? Che l’unico beneficio che si può attribuire allo xilitolo in etichetta è legato alla sostituzione di zuccheri fermentabili e al rispetto della condizione sul pH della placca. Non sono autorizzate formule come «protegge i denti», «contrasta la carie», «igiene orale» o «antibatterico»: sono messaggi diversi dal claim approvato e non possono essere presentati come benefici. A questo proposito, la stampa di settore ha riportato nel 2013 una vicenda di contestazione da parte dell’Antitrust italiana sulla pubblicità di una gomma allo xilitolo, con la risposta dell’azienda interessata sulla presentazione del prodotto come supporto in assenza di spazzolino; è un esempio utile di quanto sia sottile il confine tra informazione e promessa.

Precauzioni e interazioni

La precauzione principale riguarda l’apparato digerente. Poiché i polioli vengono assorbiti solo in parte, una quantità elevata può avere un effetto osmotico a livello intestinale e dare gonfiore, meteorismo e feci molli. Per questo l’etichetta riporta l’avvertenza sugli effetti lassativi quando la concentrazione supera il 10%. Le persone con intestino sensibile, o con disturbi digestivi già noti, possono accorgersene anche con quantità inferiori e conviene che introducano questi prodotti con gradualità.

Chi assume più prodotti «senza zucchero» nell’arco della giornata (gomme, caramelle, bevande dolcificate, integratori in compresse) può sommare quantità non trascurabili di polioli senza accorgersene. Il consiglio pratico è di sommare mentalmente le fonti, soprattutto nei bambini piccoli, che hanno un peso corporeo ridotto e quindi una soglia di tolleranza più bassa. In gravidanza e allattamento, nell’età pediatrica e in presenza di patologie, la scelta di prodotti addizionati di polioli va condivisa con il medico o con il farmacista. Le persone con diabete e chi segue un regime alimentare particolare devono ricordare che «senza zuccheri» non significa «senza carboidrati» né «senza calorie»: occorre sempre leggere la tabella nutrizionale.

In questo articolo non abbiamo verificato interazioni specifiche con farmaci: in caso di terapie in corso resta opportuno un confronto con il medico o con il farmacista, soprattutto se l’assunzione abituale di polioli è elevata.

Come leggere l’etichetta

  • Nome e sigla: cerca «xilitolo» oppure «E 967» nella lista ingredienti, ricordando che gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di peso.
  • Altri polioli: controlla se compaiono anche sorbitolo, maltitolo, eritritolo o altri; ciascuno ha una tolleranza diversa e il carico complessivo si somma.
  • Avvertenza lassativa: se è presente la frase sugli effetti di un consumo eccessivo, significa che la concentrazione di polioli supera il 10% del prodotto.
  • Porzione: valuta la quantità di xilitolo per porzione e per dose giornaliera indicata, non solo la percentuale.
  • Claim in etichetta: se è riportata l’indicazione sulla mineralizzazione dei denti, deve essere nella formulazione autorizzata, con il nome dei carboidrati non fermentabili e solo se questi sostituiscono zuccheri fermentabili.
  • Altri ingredienti: verifica la presenza di altri dolcificanti, aromi e sostanze che possono interessare chi ha allergie o intolleranze.

Domande frequenti

Lo xilitolo è un additivo oppure un integratore?

Nelle gomme e nelle caramelle è un additivo (E 967) con funzione di edulcorante. Può comparire anche come ingrediente di altre preparazioni, ma resta una sostanza dolcificante e non un nutriente.

Esiste una dose giornaliera accettabile?

Secondo la scheda di Altroconsumo non è stata stabilita una dose giornaliera accettabile numerica. L’EFSA sta rivalutando gli edulcoranti e per lo xilitolo la procedura risultava in corso a luglio 2026: eventuali novità andranno seguite sulle pagine ufficiali.

Perché alcune confezioni riportano un’avvertenza sul consumo eccessivo?

Perché i polioli, se assunti in quantità elevate, possono avere un effetto lassativo. L’avvertenza è richiesta quando il prodotto ne contiene più del 10%.

Lo xilitolo può sostituire lo spazzolino?

No. Il claim autorizzato riguarda la sostituzione di carboidrati fermentabili con carboidrati non fermentabili e il mantenimento della mineralizzazione dei denti, a determinate condizioni; non riguarda la rimozione meccanica della placca, che resta affidata all’igiene orale quotidiana.

In sintesi

Lo xilitolo è un poliolo usato come edulcorante, identificato con la sigla E 967, per il quale non risulta una dose giornaliera numerica e la cui rivalutazione europea è ancora in corso. La ricerca disponibile, soprattutto odontoiatrica, descrive risultati in genere favorevoli su placca e batteri della bocca, ma con grande variabilità tra studi. Sul piano dei claim, l’unico riferimento autorizzato riguarda i carboidrati non fermentabili al posto di quelli fermentabili e il mantenimento della mineralizzazione dei denti, alle condizioni previste. Se vuoi usare prodotti che lo contengono, leggi composizione, dose, avvertenze e disponibilità, e parlane con il tuo farmacista. Per approfondire altre sostanze della stessa famiglia puoi consultare anche il nostro articolo sui glicosidi steviolici e quello sul claim dell’alfa-ciclodestrina sulla glicemia.

Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

Fonti

  • Luo BW et al., J Dent 2024 – sostituti dello zucchero, revisione sistematica e meta-analisi: DOI
  • Liang NL et al., Int Dent J 2024 – sostituti dello zucchero e batteri cariogeni: DOI
  • Nasseripour M et al., BMC Oral Health 2021 – gomma senza zucchero e Streptococcus mutans: DOI
  • Nasseripour M et al., Front Oral Health 2022 – gomma senza zucchero e quantità di placca: DOI
  • Mostafazadehbakhtiyary M et al., Int Dent J 2025 – dolciumi allo xilitolo e placca dentale: DOI
  • Regolamento di esecuzione (UE) 2016/854, testo riportato da Unione Alimentari: Reg. 2016/854
  • EFSA, aggiornamento sulla rivalutazione degli edulcoranti, luglio 2026: EFSA
  • Altroconsumo, scheda additivo E 967 Xilitolo: Altroconsumo
  • Dica33, «Xilitolo e pubblicità ingannevole: Perfetti replica all’Antitrust», 9 settembre 2013: Dica33

Foto: Kotivalo / Wikimedia Commons, licenza CC0