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Fosforo in etichetta: VNR, forme e fabbisogno

Del fosforo si parla poco perché, nella dieta di tutti i giorni, è raro che manchi. Ma quando compare nella tabella nutrizionale di un integratore multiminerale o di un prodotto a base di sali di calcio e magnesio, i numeri vanno letti con lo stesso metodo che si usa per gli altri minerali. In questo articolo vediamo quanto fosforo serve secondo l’EFSA, che cosa significa il VNR in etichetta, in quali forme può essere presente e quali sono le sole indicazioni ammesse. Per il ruolo del fosforo nel corpo trovi una panoramica nel nostro articolo sul fosforo e le sue funzioni.

Quanto fosforo serve: il riferimento EFSA

Nel 2015 il gruppo di esperti EFSA su nutrizione e allergie ha fissato per il fosforo un Apporto Adeguato (AI) di 550 mg al giorno per gli adulti, valido anche in gravidanza e allattamento perché in queste fasi il metabolismo del fosforo si adatta. Per i bambini l’AI va da 250 a 640 mg al giorno a seconda dell’età, per i lattanti di 7-11 mesi è di 160 mg al giorno.

Il valore non nasce da uno studio di carenza, ma è stato calcolato a partire dai valori di riferimento del calcio, mantenendo un rapporto molare calcio/fosforo di circa 1,4:1. Lo stesso parere EFSA osserva che l’assunzione reale di fosforo nei Paesi occidentali è di norma nettamente superiore a questi valori.

Dove si trova nella dieta

Il fosforo è presente in quasi tutti gli alimenti che contengono proteine: latte e formaggi, carne, pesce, uova, legumi, cereali integrali, frutta secca e semi. A questo si aggiungono i fosfati usati come additivi (sigle da E 338 a E 341, E 343 e da E 450 a E 452) in bevande, carni lavorate e prodotti trasformati.

Nei vegetali una parte del fosforo è legata all’acido fitico, una forma che l’intestino umano sfrutta solo in parte: ne parliamo nell’articolo sull’acido fitico.

Il VNR del fosforo: 700 mg

Il Regolamento (UE) 1169/2011 fissa per il fosforo un Valore Nutritivo di Riferimento (VNR) di 700 mg. È il numero su cui si calcola la percentuale che trovi in tabella (come si legge la percentuale del VNR). Qualche esempio:

  • 35 mg di fosforo per dose = 5% del VNR
  • 105 mg per dose = 15% del VNR
  • 140 mg per dose = 20% del VNR
  • 350 mg per dose = 50% del VNR

Il VNR è un valore unico di riferimento per l’etichetta e non coincide con l’AI dell’EFSA: sono due numeri costruiti per scopi diversi.

Esiste un limite massimo?

Nel 2005 l’EFSA ha concluso che i dati disponibili non permettevano di fissare un Livello Massimo di Assunzione Tollerabile (UL) per il fosforo. Ha però indicato che un’assunzione totale fino a circa 3.000 mg al giorno, da tutte le fonti, non risultava associata a effetti avversi nelle persone sane, e che quantità supplementari elevate possono dare in alcune persone lievi disturbi gastrointestinali. Nel 2019, rivalutando i fosfati come additivi, l’EFSA ha stabilito una dose giornaliera accettabile di gruppo di 40 mg di fosforo per kg di peso corporeo, precisando che non si applica a chi ha una funzionalità renale moderatamente o gravemente ridotta.

In pratica: chi ha problemi ai reni o segue una dieta con indicazioni specifiche sul fosforo deve chiedere al proprio medico prima di assumere integratori che lo contengono. Per la differenza tra VNR e limite massimo trovi un approfondimento in questo articolo.

In quali forme può trovarsi in un integratore

La normativa europea sugli integratori (Direttiva 2002/46/CE, allegato II, aggiornato dal Regolamento (CE) 1170/2009) elenca le forme ammesse. Per il fosforo si tratta di sali, di solito combinati con un altro minerale:

  • fosfati di calcio (ad esempio fosfato bicalcico o tricalcico)
  • fosfati di magnesio
  • fosfati di sodio e di potassio
  • glicerofosfati di calcio, magnesio, sodio o potassio

Per questo il fosforo compare spesso “insieme” al calcio o al magnesio: il fosfato di calcio, per esempio, apporta entrambi i minerali. Come per gli altri sali, in tabella deve essere indicata la quantità di fosforo elementare, non il peso del sale intero (dose elementare e peso del sale). Attenzione anche a un equivoco frequente: un ingrediente che contiene “fosfo” nel nome non è per forza dichiarato come fonte di fosforo in tabella. Fa fede solo la riga “fosforo” con la sua quantità e la percentuale del VNR.

Cosa si può dire del fosforo: i claim autorizzati

Il Regolamento (UE) 432/2012 autorizza per il fosforo queste indicazioni, utilizzabili solo se il prodotto ne apporta almeno il 15% del VNR (105 mg) per dose giornaliera:

  • il fosforo contribuisce al normale metabolismo energetico
  • il fosforo contribuisce alla normale funzione delle membrane cellulari
  • il fosforo contribuisce al mantenimento di ossa normali
  • il fosforo contribuisce al mantenimento di denti normali

Sono indicazioni che descrivono il ruolo fisiologico del nutriente. Non dicono che un integratore prevenga o curi disturbi di ossa o denti, e non vanno lette così.

Leggere il fosforo in etichetta in tre passi

  • Cerca la riga “fosforo” nella tabella nutrizionale e guarda la quantità per dose giornaliera, in mg.
  • Confrontala con il VNR di 700 mg: sotto il 15% (105 mg) il prodotto non può riportare claim sul fosforo.
  • Considera la dieta: nella maggior parte dei casi il fosforo alimentare è già abbondante. Se hai indicazioni mediche sul fosforo, chiedi sempre al medico.

Per un metodo completo su dose, VNR e claim trovi la guida su come leggere l’etichetta in pochi minuti; per il rapporto con calcio e vitamina D, l’articolo sulle sinergie tra nutrienti.

Fonti

  • EFSA NDA Panel. Scientific Opinion on Dietary Reference Values for phosphorus. EFSA Journal 2015;13(7):4185.
  • EFSA. Opinion of the Scientific Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies related to the Tolerable Upper Intake Level of Phosphorus. EFSA Journal 2005;233:1-19.
  • EFSA ANS Panel. Re-evaluation of phosphoric acid–phosphates – di-, tri- and polyphosphates (E 338–341, E 343, E 450–452) as food additives. EFSA Journal 2019;17(6):5674.
  • Regolamento (UE) n. 1169/2011, allegato XIII (VNR).
  • Direttiva 2002/46/CE, allegato II, e Regolamento (CE) n. 1170/2009.
  • Regolamento (UE) n. 432/2012 (indicazioni sulla salute autorizzate).

Contenuto informativo, non sostituisce il parere del medico. Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano.