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Lo iodio è un oligoelemento essenziale che il corpo umano non è in grado di sintetizzare: deve arrivare interamente dall’alimentazione. La sua importanza è legata a un solo compito, ma fondamentale: è il mattone con cui la tiroide costruisce gli ormoni tiroidei, la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3), che a loro volta regolano il metabolismo di praticamente ogni cellula del corpo.

A cosa serve davvero lo iodio

Senza iodio a sufficienza, la tiroide non riesce a produrre quantità adeguate di T3 e T4. Il Regolamento (UE) 432/2012, che disciplina i claim su alimenti e integratori, riconosce allo iodio i seguenti claim autorizzati, tutti legati a funzioni fisiologiche “normali”, non a effetti terapeutici:

  • contribuisce alla normale produzione di ormoni tiroidei e alla normale funzione della tiroide;
  • contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso;
  • contribuisce alla normale funzione cognitiva;
  • contribuisce al normale metabolismo energetico;
  • contribuisce al mantenimento della pelle normale.

È importante leggere questi claim per quello che sono: descrivono il contributo di un apporto adeguato al funzionamento fisiologico, non una proprietà curativa. Nessun integratore di iodio può legittimamente promettere di “curare” la tiroide o sostituire una terapia medica in caso di patologie tiroidee accertate.

Dove si trova lo iodio negli alimenti

Le fonti alimentari principali sono:

  • Pesce di mare e frutti di mare (merluzzo, salmone, gamberi, cozze): tra le fonti più concentrate e affidabili;
  • Alghe marine (kombu, wakame, nori): possono contenere quantità di iodio estremamente variabili e in alcuni casi molto elevate, motivo per cui il loro consumo regolare va valutato con attenzione, soprattutto in gravidanza;
  • Latte e latticini: il contenuto dipende anche dalle pratiche di disinfezione delle mungitrici e dai mangimi animali;
  • Uova, in particolare il tuorlo;
  • Sale iodato: in Italia la Legge 55/2005 promuove la iodoprofilassi tramite il sale arricchito di iodio, oggi il metodo più semplice ed economico per raggiungere l’apporto raccomandato nella popolazione generale.

Quanto iodio serve davvero

Il fabbisogno medio raccomandato per la popolazione adulta europea (EFSA) è di circa 150 microgrammi al giorno. Il fabbisogno aumenta in gravidanza e allattamento, periodi in cui la richiesta di ormoni tiroidei cresce per sostenere lo sviluppo neurologico del feto e del neonato: per questo le linee guida internazionali raccomandano particolare attenzione all’apporto di iodio in queste fasi, sempre sotto controllo del proprio ginecologo o medico di riferimento.

Carenza ed eccesso: due facce della stessa medaglia

La carenza cronica di iodio è stata per decenni un problema di salute pubblica in molte aree europee, Italia inclusa, associata storicamente al gozzo (ingrossamento della tiroide che cerca di compensare la scarsità di iodio disponibile). La iodoprofilassi con il sale iodato ha ridotto drasticamente questo fenomeno.

Meno nota, ma altrettanto reale, è la possibilità di un eccesso di iodio, che può derivare da un consumo regolare e non controllato di alghe ad alto contenuto (come la kombu) o da un uso scorretto di integratori a dosaggio elevato. Anche l’eccesso può interferire con il normale funzionamento della tiroide, motivo per cui l’integrazione di iodio, se non necessaria per carenze accertate, non va assunta “per abitudine” ma solo quando l’apporto alimentare risulti effettivamente insufficiente.

Le forme di iodio negli integratori

Negli integratori alimentari lo iodio si trova più comunemente come ioduro di potassio o ioduro di sodio, forme ben caratterizzate e a biodisponibilità nota. Gli estratti di alghe (kelp) sono un’alternativa più “naturale” nella percezione del consumatore, ma proprio per la loro variabilità di contenuto sono generalmente meno prevedibili in termini di dosaggio rispetto ai sali di ioduro puri.

Chi dovrebbe prestare particolare attenzione

Le persone con patologie tiroidee diagnosticate (sia ipo- che ipertiroidismo, noduli tiroidei, tiroidite autoimmune) non dovrebbero mai integrare iodio senza il parere del proprio medico: in questi casi anche variazioni apparentemente piccole nell’apporto di iodio possono interferire con la terapia in corso o con l’equilibrio ormonale.

In sintesi

Lo iodio è un minerale che, a differenza di molti altri nutrienti “di moda”, ha un ruolo fisiologico chiarissimo e claim EFSA solidi alle spalle. Per la maggior parte delle persone in buona salute, un’alimentazione varia che include pesce, latticini e sale iodato è sufficiente a coprire il fabbisogno, senza bisogno di integrazione. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di patologie tiroidee, terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.

Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore.