Tra i funghi meno conosciuti al grande pubblico, ma con una storia lunghissima nella tradizione erboristica dell’Asia orientale, c’è la Grifola umbellata, conosciuta anche con il nome scientifico più diffuso in letteratura, Polyporus umbellatus. A differenza dei suoi “cugini” più celebri come il Reishi o lo Shiitake, questo fungo non forma una singola mensola su un tronco, ma un curioso ciuffo di decine, a volte centinaia, di piccoli cappelli tondeggianti, ciascuno sorretto da un proprio gambetto, tutti diramati da un’unica base sotterranea: un aspetto che gli è valso in italiano anche il nome popolare di “fungo ad ombrello” o “grifola ombrellifera”.
Un fungo che nasce da una grande massa sotterranea
La caratteristica botanica più distintiva della Grifola umbellata non è visibile a un primo sguardo: sotto il ciuffo di cappelli che spunta dal terreno, alla base di alberi come faggi, querce e altre latifoglie, si trova infatti uno sclerozio, una massa scura e compatta di micelio indurito che può restare inattiva nel terreno per anni prima di produrre i corpi fruttiferi visibili in superficie, tipicamente tra l’estate e l’inizio dell’autunno. Questa modalità di crescita, associata alle radici degli alberi in un rapporto ecologico complesso, rende il fungo relativamente raro da osservare rispetto ad altri poliporo più comuni.
I singoli cappelli sono di colore da beige a marrone chiaro, con superficie liscia o leggermente squamosa, e sul lato inferiore presentano piccoli pori bianchi, coerenti con la sua appartenenza al gruppo dei funghi poliporo.
Zhu Ling: un nome con secoli di storia nella tradizione erboristica cinese
Nella medicina tradizionale cinese la Grifola umbellata è conosciuta da secoli come zhū líng (猪苓), un nome che fa riferimento allo sclerozio scuro nel terreno, descritto nei testi antichi come simile per aspetto a escrementi di maiale essiccati. Lo sclerozio, non il corpo fruttifero visibile, è la parte tradizionalmente raccolta ed essiccata per la preparazione di decotti. Nella tradizione erboristica cinese, zhu ling compare tipicamente in formulazioni complesse a base di più erbe, spesso associato ad altre piante con un ruolo tradizionale legato all’equilibrio dei liquidi corporei: un impiego che ha attirato negli ultimi decenni l’attenzione dei ricercatori occidentali, interessati a capire se dietro questa tradizione ci sia un meccanismo biologico misurabile.
Cosa contiene e cosa indaga davvero la ricerca preliminare
Dal punto di vista della composizione, lo sclerozio di Grifola umbellata contiene polisaccaridi (principalmente beta-glucani, come molti altri funghi medicinali), ergosterolo e alcuni composti steroidei minori tipici del genere. La ricerca scientifica su questo fungo, condotta finora quasi esclusivamente su modelli animali e colture cellulari, si è concentrata soprattutto su due filoni: da un lato lo studio dei polisaccaridi come possibili modulatori dell’attività di alcune cellule del sistema immunitario in vitro; dall’altro l’osservazione, in modelli animali, di un effetto sulla diuresi e sul bilancio idrico, coerente con l’uso tradizionale del fungo nella medicina cinese classica.
Si tratta, va sottolineato con chiarezza, di dati preliminari di laboratorio: non esistono al momento studi clinici randomizzati e controllati su esseri umani sufficienti a trarre conclusioni, e non esiste alcuna indicazione sulla salute (claim) autorizzata da EFSA per la Grifola umbellata, né per l’equilibrio dei liquidi corporei né per il sistema immunitario. Chi ha necessità legate alla funzionalità renale o all’equilibrio idrico dell’organismo deve sempre rivolgersi al proprio medico: nessun fungo, tradizionale o meno, sostituisce una valutazione clinica.
Un fungo raro, non adatto alla raccolta amatoriale
Proprio per la sua modalità di crescita legata allo sclerozio sotterraneo, la Grifola umbellata è un fungo poco comune e localizzato, ben lontano dall’abbondanza di specie come la Trametes versicolor. Anche a scopo puramente naturalistico, la raccolta di funghi selvatici richiede sempre una identificazione certa da parte di un esperto micologo: la confusione con altre specie di poliporo, alcune delle quali non commestibili o comunque non adatte al consumo, è un rischio reale che va evitato con la semplice prudenza di non raccogliere e consumare funghi selvatici senza identificazione professionale.
Domande frequenti
Grifola umbellata e Grifola frondosa (Maitake) sono lo stesso fungo?
No, pur condividendo il genere Grifola e un aspetto generale “a ciuffo”, sono due specie diverse: la Grifola frondosa (Maitake) forma cappelli più ampi e lobati, mentre la Grifola umbellata produce numerosi piccoli cappelli rotondi ciascuno su un proprio gambetto sottile.
Si può mangiare la Grifola umbellata?
Non è considerata un fungo di interesse gastronomico paragonabile ad altri poliporo eduli: il suo utilizzo tradizionale in Asia riguarda quasi esclusivamente lo sclerozio essiccato, preparato in decotto, non il consumo alimentare del corpo fruttifero.
Esistono claim EFSA autorizzati per questo fungo?
No, ad oggi non esiste alcuna indicazione sulla salute (claim) autorizzata da EFSA specifica per Polyporus umbellatus / Grifola umbellata.
Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.



