Chi ha fatto anche solo una passeggiata in campagna probabilmente la conosce per motivi non proprio piacevoli: basta sfiorare una foglia di ortica per sentire quel bruciore pungente che può durare minuti, a volte ore. Eppure questa pianta, tanto temuta al tatto, è da secoli una delle protagoniste più versatili dell’erboristeria, della cucina popolare e persino della tessitura tradizionale. Vediamo cosa c’è di vero, tra tradizione e scienza, dietro l’ortica.
Cos’è l’ortica e perché pizzica
L’Urtica dioica, o ortica comune, è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Urticaceae, diffusa spontaneamente in Europa, Asia e Nord America ai margini di boschi, siepi, terreni incolti e ruderi. Le foglie e i fusti sono ricoperti da minuscoli peli cavi e rigidi (tricomi urticanti) che, al minimo contatto, si spezzano e iniettano nella pelle un mix di sostanze irritanti tra cui acido formico, istamina e serotonina: da qui la classica sensazione di bruciore, prurito e i piccoli pomfi che compaiono sulla pelle. Curiosamente, il calore o l’essiccazione disattivano questo meccanismo, motivo per cui l’ortica cotta o essiccata perde completamente il suo effetto urticante e diventa del tutto sicura da mangiare o da lavorare.
Una pianta con una storia lunghissima
L’uso dell’ortica accompagna l’uomo europeo da millenni, su più fronti contemporaneamente. In cucina è da sempre un ingrediente povero ma prezioso: le cime giovani, raccolte in primavera e cotte, sono state per secoli protagoniste di minestre, risotti, ripieni e frittate nelle tradizioni contadine di tutta Italia, dal Piemonte alla Toscana. Come pianta tessile, la fibra ricavata dai fusti di ortica è stata utilizzata fin dall’età del bronzo e, soprattutto durante le due guerre mondiali, come sostituto del cotone quando questo scarseggiava: il tessuto ottenuto, resistente e simile al lino, è oggi oggetto di un rinnovato interesse nella moda sostenibile. In erboristeria popolare, infine, l’ortica è da sempre associata alle “cure di primavera” e ai rimedi drenanti della tradizione contadina.
Cosa dice davvero la scienza: uso tradizionale, non un farmaco
È importante distinguere con chiarezza tra tradizione popolare e ciò che è realmente riconosciuto a livello regolatorio europeo. Le foglie di ortica (Urticae folium) sono oggetto di una monografia dell’HMPC, il comitato per i medicinali di origine vegetale dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), che le classifica come “traditional herbal medicinal product”: si tratta di un riconoscimento basato su un uso tradizionale di lunga data (almeno 30 anni, di cui 15 nell’Unione Europea), non su prove cliniche moderne di efficacia. Per le foglie di ortica, l’uso tradizionale riconosciuto riguarda l’aumento della quantità di urina prodotta, come coadiuvante in caso di lievi disturbi delle vie urinarie, e come coadiuvante nel sollievo di lievi dolori articolari, sempre nell’ambito dell’uso tradizionale e non come trattamento dimostrato.
Sul fronte dei claim nutrizionali e salutistici europei, va detto con altrettanta chiarezza: a oggi l’EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) non ha autorizzato alcun claim salutistico specifico per l’ortica, né per la diuresi, né per le articolazioni, né tantomeno per capelli, pelle o “depurazione” dell’organismo, espressione peraltro priva di significato fisiologico preciso. Qualsiasi affermazione in questo senso, se non accompagnata da questa precisazione, sarebbe fuorviante.
Il valore nutrizionale: un’erba spontanea davvero ricca
Dal punto di vista nutrizionale, l’ortica cotta è un alimento a tutti gli effetti interessante: contiene quantità significative di ferro, calcio, potassio, vitamina A e vitamina C, oltre a proteine vegetali in proporzione elevata rispetto ad altre verdure a foglia. Questo la rende, ancora oggi, un’ottima materia prima per chi pratica una cucina di recupero o vuole valorizzare le erbe spontanee di stagione, sempre raccogliendola in zone non trattate con pesticidi e lontane da strade trafficate.
Attenzioni e controindicazioni
Il contatto con la pianta fresca può causare dermatiti da contatto anche fastidiose: chi la raccoglie dovrebbe sempre usare guanti. L’assunzione di preparati a base di ortica non è consigliata in gravidanza e allattamento per mancanza di dati di sicurezza sufficienti, così come nei bambini senza consiglio medico. Data la sua tradizionale associazione con un aumento della diuresi, è opportuna cautela in chi assume farmaci diuretici, anticoagulanti, antipertensivi o litio, per un possibile potenziamento degli effetti o interazioni: in questi casi il confronto con il proprio medico o farmacista è sempre raccomandato prima di iniziare l’assunzione. È inoltre utile sapere che la radice di ortica ha un profilo d’uso tradizionale diverso da quello delle foglie, legato in letteratura popolare al benessere della prostata: un argomento che merita un approfondimento a parte e non va confuso con l’uso della parte aerea.
Noebis Pharma e la qualità degli integratori a base di erbe
Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.
Domande frequenti
L’ortica cotta pizzica ancora? No: la cottura (così come l’essiccazione) disattiva completamente il meccanismo urticante, rendendola sicura da mangiare.
L’ortica fa dimagrire o depura il fegato? Non esiste alcun claim EFSA autorizzato in questo senso: si tratta di affermazioni non supportate da evidenze scientifiche riconosciute a livello europeo.
Radice e foglie di ortica hanno lo stesso uso? No, hanno tradizioni d’uso diverse e non vanno confuse tra loro.



