Il termine “adattogeno” si sente sempre più spesso, spesso associato a piante come rodiola, ashwagandha o ginseng, e viene usato per descrivere sostanze che aiuterebbero il corpo ad “adattarsi” allo stress. È un termine affascinante, ma vale la pena capire cosa significa davvero e, soprattutto, cosa dice la normativa europea a riguardo.
Da dove nasce il termine
Il concetto di “adattogeno” nasce dalla farmacologia sovietica degli anni ’40-’50, per descrivere sostanze capaci, secondo l’ipotesi originaria, di aumentare la resistenza aspecifica dell’organismo a diversi tipi di stress. È un concetto storicamente interessante e ancora oggi molto diffuso nel linguaggio comune e commerciale legato agli integratori.
Cosa dice davvero l’EFSA
Ad oggi, l’EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) non ha autorizzato alcun claim sulla salute per la categoria generica “adattogeno”: non esiste, nella normativa europea sui claim salutistici, un’indicazione che permetta di scrivere che una pianta o un prodotto “è un adattogeno” o “aiuta il corpo ad adattarsi allo stress” come beneficio per la salute. Questo vale anche per le piante più note come rodiola e ashwagandha, per le quali, ad oggi, non risultano claim sulla salute autorizzati dall’EFSA.
Cosa si può dire, invece, in modo corretto
Un’etichetta corretta si limita a descrivere gli ingredienti (ad esempio “estratto di rodiola” o “estratto di ashwagandha”) come estratti vegetali di uso tradizionale, senza attribuire loro claim sulla salute non autorizzati. Se un prodotto contiene anche nutrienti con claim EFSA effettivamente autorizzati — come le vitamine del gruppo B, che contribuiscono alla normale funzione psicologica e alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento — questi claim restano validi, ma vanno riferiti esplicitamente al nutriente specifico e alla sua dose, non genericamente al prodotto nel suo insieme o alla categoria “adattogeni”.
Come leggere un’etichetta con questi ingredienti
Chi è incuriosito da piante come rodiola o ashwagandha può comunque trovarle in etichetta come ingredienti, descritte per quello che sono realmente: estratti vegetali di uso tradizionale. La cosa più utile da fare è verificare la presenza di eventuali nutrienti con claim EFSA autorizzati nella stessa formula, e valutare il prodotto su basi concrete: ingredienti dichiarati, dose per assunzione giornaliera e claim realmente autorizzati, piuttosto che su etichette generiche come “adattogeno”.






