Nel 1897 il medico olandese Christiaan Eijkman osservò che i polli nutriti con riso raffinato sviluppavano una paralisi progressiva, mentre quelli nutriti con riso integrale restavano sani. Quell’osservazione, apparentemente marginale, portò alla scoperta della prima vitamina mai identificata: la tiamina, oggi conosciuta come vitamina B1. Più di un secolo dopo, la tiamina resta al centro di una domanda che molte persone si pongono leggendo l’etichetta di un integratore: perché alcuni prodotti riportano “tiamina cloridrato” e altri parlano di “benfotiamina”, e che differenza c’è davvero tra le due?
Cos’è la tiamina e perché serve al corpo
La tiamina è una vitamina idrosolubile del gruppo B che l’organismo non è in grado di sintetizzare autonomamente in quantità sufficiente: va quindi introdotta con l’alimentazione o, quando la dieta non basta, con un integratore. Secondo l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), la tiamina contribuisce al normale metabolismo energetico, alla normale funzione del sistema nervoso, alla normale funzione psicologica e alla normale funzione cardiaca. Si tratta di claim autorizzati ai sensi del Regolamento (UE) 432/2012, cioè delle uniche affermazioni sulla tiamina che la legge europea consente di associare a un alimento o a un integratore.
Le fonti alimentari principali sono i cereali integrali, i legumi, la carne di maiale, il lievito e la frutta secca a guscio: non a caso, la scoperta di Eijkman nasceva proprio dal confronto tra riso brillato (privato della crusca, e quindi della tiamina) e riso integrale.
Tiamina cloridrato: la forma di riferimento
La tiamina cloridrato è la forma più comune e meglio conosciuta di vitamina B1 utilizzata negli integratori alimentari. È una molecola idrosolubile, chimicamente stabile, ben caratterizzata dal punto di vista farmacocinetico: viene assorbita a livello intestinale attraverso un trasportatore attivo specifico (il trasportatore della tiamina, THTR), un meccanismo che ha una capacità limitata e che quindi tende a “saturarsi” a dosaggi molto elevati assunti in un’unica somministrazione.
Insieme alla tiamina mononitrato, la tiamina cloridrato è una delle forme esplicitamente comprese nell’elenco delle sostanze vitaminiche ammesse per la produzione di integratori alimentari nell’Unione Europea (Allegato II della Direttiva 2002/46/CE e successive modifiche). È dunque la forma su cui si basa la quasi totalità degli integratori regolarmente in commercio in Italia e in Europa.
Benfotiamina: cosa cambia (e cosa dice la normativa)
La benfotiamina è un derivato di sintesi della tiamina, liposolubile anziché idrosolubile. Questa caratteristica chimica è il motivo per cui se ne parla spesso in ambito di ricerca: a differenza della tiamina cloridrato, la benfotiamina attraversa le membrane cellulari per diffusione passiva, senza dipendere dal trasportatore intestinale saturabile. Diversi studi di farmacocinetica hanno osservato, in seguito a questo meccanismo diverso, concentrazioni ematiche di tiamina più elevate rispetto alla stessa dose di tiamina cloridrato.
Qui però è importante essere precisi, perché è il punto che genera più confusione: la benfotiamina non compare, ad oggi, tra le forme di vitamina B1 esplicitamente autorizzate nell’Allegato II per la produzione di integratori alimentari nell’Unione Europea. Questo significa che, mentre la tiamina cloridrato e la tiamina mononitrato hanno un fondamento normativo chiaro e condiviso in tutta l’UE, l’impiego della benfotiamina negli integratori si colloca in una zona normativa meno definita, con approcci che possono variare da uno Stato membro all’altro. Per chi legge un’etichetta, questo si traduce in una regola pratica semplice: la presenza di tiamina cloridrato o tiamina mononitrato in un integratore europeo è un indicatore di piena conformità all’elenco armonizzato; la presenza di benfotiamina merita invece un’attenzione in più, verificando sempre la notifica al Ministero della Salute del prodotto specifico.
Assorbimento non è sinonimo di efficacia clinica
Un errore comune è concludere che, se una forma raggiunge concentrazioni ematiche più alte, sia automaticamente “migliore”. La farmacocinetica (quanto una sostanza viene assorbita e per quanto tempo circola) è solo una parte della storia: non equivale a un beneficio funzionale superiore né, tanto meno, autorizza a formulare claim diversi da quelli approvati dall’EFSA per la tiamina in generale. Anche quando si parla di forme con caratteristiche di assorbimento differenti, i claim sulla salute restano gli stessi e restano legati al nutriente “tiamina” nel suo complesso, non alla singola forma chimica.
Come orientarsi leggendo l’etichetta
Per chi sceglie un integratore di vitamina B1, alcuni punti pratici possono aiutare: verificare che il prodotto riporti chiaramente la forma chimica utilizzata (non solo “vitamina B1” generico); ricordare che il fabbisogno di tiamina aumenta in caso di dieta ricca di carboidrati raffinati, di consumo abituale di alcol o di alcune condizioni gastrointestinali che riducono l’assorbimento; e non superare mai le dosi indicate in etichetta senza il parere di un medico o di un farmacista, soprattutto in presenza di terapie farmacologiche in corso.
In sintesi
Tiamina cloridrato e benfotiamina sono entrambe forme di vitamina B1, ma con una storia normativa diversa: la prima è la forma di riferimento, armonizzata a livello europeo; la seconda è una molecola di sintesi con caratteristiche di assorbimento peculiari, ma con un inquadramento regolatorio ancora disomogeneo tra i Paesi UE. Capire questa differenza aiuta a leggere le etichette con più consapevolezza, senza lasciarsi guidare solo dal marketing.
Noebis Pharma: farmacisti al servizio della qualità
Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.



