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Quando si parla di minerali essenziali, il rame resta quasi sempre in ombra rispetto a ferro, zinco e magnesio. Eppure il corpo umano non può farne a meno: è coinvolto in processi che vanno dal metabolismo energetico alla protezione delle cellule, dal trasporto del ferro nel sangue fino alla pigmentazione di pelle e capelli. Negli ultimi anni, anche il rame è entrato nel dibattito sulle “forme chimiche a confronto” che riguarda già magnesio, zinco, ferro e selenio: solfato, gluconato o bisglicinato, quale scegliere in un integratore? Vediamo cosa dice davvero la scienza, senza semplificazioni.

A cosa serve il rame nell’organismo

Il rame è un oligoelemento, cioè un minerale di cui l’organismo ha bisogno in quantità molto piccole ma costanti. Secondo le indicazioni autorizzate dall’EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) e riconosciute dal Regolamento (UE) 432/2012, il rame contribuisce a diverse funzioni fisiologiche:

  • al normale metabolismo energetico;
  • al normale funzionamento del sistema immunitario;
  • alla normale formazione del tessuto connettivo;
  • al normale funzionamento del sistema nervoso;
  • al normale trasporto del ferro nell’organismo;
  • alla normale pigmentazione di pelle e capelli;
  • alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo;
  • al normale processo di divisione cellulare.

Questo elenco spiega perché il rame compare spesso in formulazioni multiminerali orientate al supporto del sistema immunitario o dell’energia, ma anche in prodotti pensati per il benessere di pelle e capelli.

Le forme chimiche del rame negli integratori

Come per altri minerali già raccontati in questa rubrica (zinco, ferro, magnesio, selenio), anche il rame può essere veicolato in un integratore attraverso composti chimici diversi, tutti ammessi dall’Allegato II della Direttiva 2002/46/CE sugli integratori alimentari, ma con caratteristiche differenti.

Rame solfato

È la forma inorganica più tradizionale e più economica da produrre. Il rame è legato a un gruppo solfato, in una struttura semplice che ha una lunga storia d’uso sia in ambito alimentare che agricolo (è impiegato, ad esempio, anche come fungicida in agricoltura, seppure in dosaggi e contesti completamente diversi da quelli di un integratore). Nell’integrazione alimentare resta una delle forme più diffuse.

Rame gluconato

Qui il rame è legato all’acido gluconico, un sale organico. È generalmente considerato più solubile in acqua rispetto al solfato e viene percepito come una forma “più delicata”, motivo per cui compare spesso in formulazioni liquide o in gocce.

Rame bisglicinato

È la forma più recente tra quelle diffuse in commercio: il rame viene “chelato”, cioè legato a due molecole dell’amminoacido glicina. Questo tipo di legame chelato è lo stesso principio già visto per altri minerali (ferro bisglicinato, magnesio bisglicinato, zinco bisglicinato): l’idea alla base è che il minerale, “mascherato” dall’amminoacido, segua vie di assorbimento intestinale diverse rispetto al minerale libero.

Assorbimento e biodisponibilità: cosa dice davvero la ricerca

La letteratura scientifica sui minerali chelati agli amminoacidi (compreso il rame bisglicinato) suggerisce, in alcuni studi, un possibile miglioramento della biodisponibilità e una minore interazione con altri componenti della dieta (come i fitati presenti nei cereali integrali e nei legumi, che possono ridurre l’assorbimento delle forme minerali inorganiche). Va detto con chiarezza, però, che la ricerca specifica sul rame chelato è meno estesa rispetto a quella disponibile per ferro o zinco bisglicinato, e le differenze pratiche di assorbimento tra le tre forme restano, nella popolazione generale e in assenza di condizioni particolari, contenute. Nessuna delle tre forme può essere descritta come “capace di curare o prevenire” alcuna condizione: la scelta tra solfato, gluconato o bisglicinato riguarda principalmente la tollerabilità gastrointestinale individuale e le preferenze di formulazione, non un diverso effetto terapeutico.

Quanto rame serve e dove si trova negli alimenti

Il fabbisogno di rame è coperto, nella maggior parte delle diete equilibrate, dall’alimentazione quotidiana. Le fonti alimentari più ricche di rame includono:

  • cacao e cioccolato fondente;
  • frutti di mare, in particolare molluschi come le ostriche;
  • frutta secca a guscio (noci, anacardi, nocciole);
  • legumi (lenticchie, ceci, fagioli);
  • cereali integrali;
  • fegato e frattaglie.

Un’alimentazione varia, che includa regolarmente questi alimenti, è generalmente sufficiente a coprire il fabbisogno di un adulto sano. Un integratore può avere senso in situazioni specifiche di dieta molto limitata o su indicazione di un professionista sanitario, non come sostituto di un’alimentazione equilibrata.

Un equilibrio da rispettare: attenzione anche all’eccesso

Il rame è un esempio perfetto di come, in nutrizione, “di più” non significhi “meglio”. Si tratta di un minerale essenziale ma anche potenzialmente tossico oltre certe soglie di assunzione: l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha stabilito un livello massimo di assunzione tollerabile proprio per questo motivo. Il rispetto delle dosi indicate in etichetta, pensate per rientrare ampiamente entro i livelli di sicurezza, è quindi particolarmente importante per questo minerale più che per altri. In presenza di patologie epatiche o di terapie farmacologiche in corso, è sempre buona norma chiedere prima un parere al proprio medico o farmacista.

Domande frequenti

Il rame bisglicinato è sempre la scelta migliore?
Non necessariamente: è una delle forme disponibili, con caratteristiche di solubilità e tollerabilità proprie, ma non esistono evidenze che lo rendano “superiore” in modo netto per la popolazione generale.

Posso assumere rame e zinco insieme?
Rame e zinco condividono in parte le stesse vie di assorbimento intestinale: un eccesso di zinco nel tempo può interferire con l’assorbimento del rame. Le formulazioni multiminerali bilanciate tengono conto di questo rapporto.

Il rame serve solo per la pelle e i capelli?
No: è coinvolto anche nel metabolismo energetico, nel sistema immunitario, nel sistema nervoso e nel trasporto del ferro, oltre che nella pigmentazione di pelle e capelli.


Scopri anche

Per approfondire il tema delle forme chimiche dei minerali, leggi anche i nostri articoli su zinco gluconato, picolinato o bisglicinato e su selenometionina o selenito di sodio.

Chi siamo

Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.