Se hai mai assaggiato un’oliva appena colta dall’albero, ricorderai quel retrogusto amaro e pungente che nessuna oliva da tavola conservata riesce a replicare. Quel sapore ha un nome preciso: oleuropeina, il polifenolo più abbondante nel frutto dell’olivo (Olea europaea) e nelle sue foglie. È lei la responsabile dell’amarezza delle olive crude, ed è anche una delle molecole più studiate della dieta mediterranea.
Che cos’è chimicamente l’oleuropeina
L’oleuropeina appartiene alla famiglia dei secoiridoidi, un gruppo di composti fenolici tipico delle piante della famiglia delle Oleaceae. Si trova in concentrazioni particolarmente elevate nelle olive ancora verdi e acerbe, nelle foglie di olivo e, in misura minore, nell’olio extravergine appena estratto. Con la maturazione del frutto e durante i processi di conservazione, l’oleuropeina si degrada progressivamente in altri composti, tra cui il più noto è l’idrossitirosolo — di cui abbiamo già parlato in un articolo dedicato — che rappresenta infatti il principale prodotto di trasformazione metabolica e tecnologica dell’oleuropeina stessa.
È utile non confondere l’oleuropeina con altri due polifenoli dell’olio EVO di cui il nostro blog si è già occupato: l’oleocantale, responsabile del caratteristico “pizzicore” in gola dell’olio di qualità, e l’idrossitirosolo appunto. Sono molecole imparentate ma chimicamente distinte, ciascuna con una propria storia di ricerca.
Dove si trova: dalle foglie all’olio
La fonte più concentrata di oleuropeina non è l’olio, ma la foglia di olivo, tradizionalmente usata in infusione nella cultura popolare mediterranea. Tra i frutti, le olive verdi non trattate ne contengono le quantità maggiori: è proprio questa la ragione per cui le olive vanno sempre sottoposte a processi di deamarizzazione (in salamoia, al forno o con soda) prima di poter essere consumate come olive da tavola. Nell’olio extravergine di oliva, il contenuto di oleuropeina e dei suoi derivati varia molto in base alla cultivar, al grado di maturazione delle olive alla raccolta e al metodo di estrazione: oli ottenuti da olive raccolte precocemente e lavorate a freddo tendono a conservarne di più.
Il claim EFSA autorizzato (che riguarda la famiglia, non solo lei)
È importante essere precisi su questo punto, perché è la parte più rilevante dal punto di vista regolatorio. L’EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha autorizzato un claim salutistico specifico per i polifenoli dell’olio d’oliva: “i polifenoli dell’olio d’oliva contribuiscono alla protezione dei lipidi ematici dallo stress ossidativo”. Questo claim, però, non è attribuito all’oleuropeina isolata: può comparire in etichetta solo per oli che contengono almeno 250 mg/kg di idrossitirosolo e dei suoi derivati (tra cui rientra anche l’oleuropeina), e l’effetto è associato a un consumo giornaliero di circa 20 g di olio d’oliva, nel contesto di una dieta equilibrata.
In pratica: il claim europeo riguarda la famiglia dei polifenoli idrossitirosolo-correlati nel loro insieme, non l’oleuropeina isolata come singolo ingrediente di un integratore. Nessun estratto di foglia di olivo o integratore a base di oleuropeina può, allo stato attuale della normativa, rivendicare da solo questo claim se non rispetta i parametri quantitativi e la matrice (olio d’oliva) per cui è stato specificamente autorizzato.
Cosa suggerisce la ricerca preliminare
Al di là del claim ufficiale, l’oleuropeina è oggetto di un ampio filone di ricerca preclinica e di piccoli studi sull’uomo, che ne hanno indagato le proprietà antiossidanti intrinseche e il comportamento in modelli sperimentali legati al metabolismo lipidico e alla funzione cardiovascolare. Si tratta però in larga parte di studi in vitro, su modelli animali o su piccole coorti umane: risultati che aprono piste di ricerca interessanti, ma che non equivalgono a una prova di efficacia clinica né autorizzano a formulare promesse terapeutiche. Come per molti polifenoli vegetali, la strada tra “risultato di laboratorio” e “claim autorizzato sull’uomo” è lunga e passa attraverso l’esame rigoroso dell’EFSA.
Uso tradizionale della foglia di olivo
Nella cultura popolare del bacino del Mediterraneo, la tisana di foglie di olivo essiccate è un rimedio casalingo con una storia che attraversa i secoli, spesso associata a momenti di convivialità più che a un vero e proprio uso medicinale codificato. Questa tradizione ha contribuito a rendere l’estratto di foglia di olivo standardizzato in oleuropeina uno degli ingredienti botanici più richiesti nel mercato degli integratori alimentari, proprio per il suo legame diretto con la dieta mediterranea e con un ingrediente — l’oliva — familiare e riconoscibile.
Domande frequenti
L’oleuropeina è la stessa cosa dell’idrossitirosolo?
No. Sono due molecole diverse ma collegate: l’oleuropeina è il composto di partenza, più abbondante nelle olive verdi e nelle foglie; l’idrossitirosolo è in gran parte il suo prodotto di degradazione, ed è quello che tende ad aumentare proporzionalmente con la maturazione del frutto e con alcuni processi di lavorazione.
Mangiare olive dà gli stessi benefici del claim EFSA sull’olio?
Il claim europeo è specifico per l’olio d’oliva con un contenuto minimo garantito di polifenoli e per una quantità di consumo indicata (20 g/giorno); non è stato formulato per le olive da tavola, che tra l’altro perdono gran parte del loro contenuto di oleuropeina proprio durante il processo di deamarizzazione necessario a renderle commestibili.
Un integratore di foglia di olivo può sostituire l’olio EVO nella dieta?
No: si tratta di categorie di prodotto diverse, con funzioni diverse. Un integratore alimentare non sostituisce una dieta varia ed equilibrata né uno stile di vita sano, che restano la base per qualunque obiettivo di benessere.
Nota per il lettore: le informazioni di questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere di un medico o di un farmacista. Noebis Pharma è un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, è sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.



