Tra i flavonoidi che negli ultimi anni hanno attirato l’attenzione della ricerca nutrizionale c’e’ la miricetina, un composto della famiglia dei flavonoli presente in molti alimenti vegetali di uso quotidiano: cipolle rosse, mirtilli, uva rossa, noci e alcune varieta’ di te’. Meno nota al grande pubblico rispetto a “cugini” come quercetina e rutina, la miricetina condivide con loro la struttura di base ma se ne distingue per alcune caratteristiche chimiche precise, che vale la pena conoscere per non fare confusione.
Cos’e’ la miricetina e da dove viene il nome
La miricetina e’ un flavonolo, la stessa classe chimica a cui appartengono quercetina, kaempferolo e rutina. Il nome deriva dal genere botanico Myrica (il mirto delle paludi, o bayberry), la pianta in cui questo composto fu identificato per la prima volta nella corteccia. Da un punto di vista strutturale, la miricetina si distingue dalla quercetina per la presenza di un gruppo idrossilico aggiuntivo sull’anello B della molecola: una differenza che puo’ sembrare un dettaglio da laboratorio, ma che in chimica dei polifenoli incide sulla reattivita’ e sul comportamento antiossidante in vitro del composto.
Dove si trova naturalmente
La miricetina non e’ un composto raro: si trova in una lista piuttosto ampia di alimenti vegetali, anche se con concentrazioni molto variabili a seconda della specie, della varieta’ e delle condizioni di coltivazione. Le fonti piu’ studiate in letteratura includono:
- Cipolle rosse, tra le fonti alimentari piu’ ricche insieme ad altri ortaggi della famiglia Allium;
- Mirtilli e altri frutti di bosco (more, ribes nero), dove la miricetina si affianca ad antociani e altri flavonoidi;
- Uva rossa e nera, in particolare nella buccia, e di conseguenza anche nel vino rosso;
- Noci e alcune varieta’ di frutta secca a guscio;
- Te’ verde e te’ nero, dove compare accanto a catechine e altri polifenoli;
- Alcune erbe aromatiche e spezie, in quantita’ minori.
Come per gli altri flavonoidi, la quantita’ effettivamente presente in un alimento dipende da molti fattori agronomici (esposizione solare, terreno, grado di maturazione) e la biodisponibilita’ orale nell’uomo resta un tema su cui la ricerca sta ancora lavorando: assumere un alimento ricco di miricetina non equivale automaticamente ad avere concentrazioni elevate e stabili del composto nel sangue.
Cosa dice davvero la ricerca scientifica
La letteratura scientifica sulla miricetina e’ oggi composta prevalentemente da studi preclinici: ricerche in vitro (su colture cellulari) e su modelli animali, che hanno esplorato il comportamento antiossidante del composto e la sua capacita’ di interagire con diversi processi cellulari. Si tratta di un campo di ricerca attivo e in evoluzione, ma e’ importante essere precisi: al momento non esistono claim sulla salute autorizzati dall’EFSA (l’Autorita’ europea per la sicurezza alimentare) specificamente riferiti alla miricetina assunta come integratore, e gli studi disponibili non sono sufficienti per trarre conclusioni definitive applicabili all’assunzione umana attraverso la dieta o la sola integrazione.
Questo non significa che la ricerca sia priva di valore: significa semplicemente che, in questa fase, la miricetina va considerata un composto vegetale interessante e oggetto di studio, non un rimedio con effetti dimostrati e quantificabili sull’uomo. Chi desidera includerla nella propria dieta puo’ farlo semplicemente variando il consumo di frutta e verdura fresca, che resta il modo piu’ naturale ed equilibrato per assumere l’intero spettro di polifenoli presenti negli alimenti, e non solo un singolo composto isolato.
Miricetina, quercetina e rutina: come distinguerle
Chi segue con attenzione il mondo dei flavonoidi puo’ facilmente fare confusione tra i vari “flavonoli”. Ecco una distinzione semplice: la quercetina e’ probabilmente il flavonolo piu’ studiato e diffuso, presente in mele, cipolle gialle e capperi; la rutina e’ il glicoside della quercetina, cioe’ la quercetina legata a uno zucchero (il rutinosio), e si trova in concentrazioni particolarmente elevate nel grano saraceno; la miricetina, come visto, ha una struttura chimica leggermente diversa ed e’ associata soprattutto a cipolle rosse, uva e frutti di bosco. Sono tre molecole imparentate ma distinte, ciascuna con un proprio profilo di presenza negli alimenti e un proprio stato della ricerca scientifica.
Domande frequenti
La miricetina e’ un antiossidante?
In vitro, la miricetina mostra un comportamento chimico coerente con quello di un antiossidante, cioe’ e’ in grado di neutralizzare determinate specie reattive in laboratorio. Questo tipo di attivita’ e’ comune a molti polifenoli vegetali ed e’ uno dei motivi per cui una dieta ricca di frutta e verdura e’ generalmente associata a un buon apporto di sostanze protettive. Va pero’ ribadito che un comportamento osservato in laboratorio non equivale automaticamente a un effetto clinico dimostrato nell’uomo.
Si trova negli integratori?
La miricetina isolata come singolo principio attivo non e’ un ingrediente standard e diffuso quanto quercetina o rutina nel mercato degli integratori alimentari. E’ piu’ comune trovarla come componente naturale all’interno di estratti vegetali complessi (ad esempio estratti di uva o di frutti di bosco), dove agisce insieme ad altri polifenoli.
Ci sono controindicazioni note?
Come per qualsiasi composto vegetale assunto in forma concentrata, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento e’ sempre opportuno un confronto preventivo con il proprio medico o farmacista di fiducia, anche quando si tratta di un semplice estratto vegetale.
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Noebis Pharma e’ un’azienda italiana, gestita da farmacisti, che produce i propri integratori in stabilimento proprio e offre anche un servizio di produzione conto terzi per altri marchi del settore. Prima di iniziare l’assunzione di un nuovo integratore, in presenza di terapie farmacologiche in corso, gravidanza o allattamento, e’ sempre consigliabile un confronto con il proprio medico o farmacista di fiducia.
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