Il licopene è il pigmento che dà il rosso al pomodoro, ed è uno dei carotenoidi più studiati in ambito nutrizionale. Proprio per questa fama è anche uno degli ingredienti su cui si leggono più promesse approssimative: sulle etichette, sul web, a volte perfino nelle conversazioni al banco. In questo articolo proviamo a separare i fatti dalle suggestioni. Vediamo che cos’è il licopene e dove si trova, in che modo è regolato in Europa come ingrediente di integratori e come additivo colorante, che cosa mostrano gli studi controllati con i loro numeri e i loro limiti, e come si legge un’etichetta senza farsi guidare dal solo nome dell’ingrediente.
Il licopene appartiene alla grande famiglia dei carotenoidi, di cui abbiamo già parlato in altri approfondimenti: se ti interessa il confronto con altre molecole della stessa famiglia puoi leggere astaxantina, il carotenoide dell’alga che promette tanto oppure zeaxantina, il carotenoide gemello della luteina.
Che cos’è il licopene e dove si trova
Il licopene è un carotenoide: un pigmento liposolubile di origine vegetale. Nel parere sull’esposizione al licopene pubblicato dall’EFSA nel 2026, la presenza naturale della sostanza nella dieta di fondo è documentata in materie prime vegetali come pomodori, peperoni e anguria. Per la maggior parte delle persone, dunque, il licopene arriva dall’alimentazione, e la stessa valutazione dell’EFSA conclude che, nello scenario più realistico considerato, il licopene naturale resta la fonte principale di esposizione per la popolazione generale.
La stessa valutazione distingue tre fonti: il licopene presente naturalmente negli alimenti, il licopene usato come additivo colorante (codice E 160d) e il licopene autorizzato come nuovo alimento, che comprende gli impieghi negli integratori. È una distinzione importante: quando si parla di «licopene» in un integratore si parla di un ingrediente aggiunto, con una dose precisa e un quadro normativo preciso, che non coincide con ciò che si assume mangiando un piatto di pasta al pomodoro.
Inquadramento normativo (novel food, uso ammesso, limiti)
Secondo il parere EFSA pubblicato nell’aprile 2026 (EFSA Journal 2026;24(4):e9994), il licopene è oggi presente nell’Unione europea con due impieghi regolati. Come additivo alimentare E 160d è autorizzato in 30 categorie di alimenti (33 usi), con livelli massimi che variano da 5 a 500 mg/kg o mg/L. Come nuovo alimento, ai sensi del Regolamento (UE) 2015/2283, è autorizzato in 9 categorie, tra cui gli integratori alimentari, per i quali il livello d’uso indicato dal parere è di 15 mg per dose giornaliera, e gli alimenti a fini medici speciali. L’elenco unionale dei nuovi alimenti è quello istituito dal Regolamento di esecuzione (UE) 2017/2470, in cui compaiono più fonti di licopene: tra le schede consultate figurano, per esempio, il licopene da Blakeslea trispora e l’oleoresina di licopene da pomodoro. Poiché l’elenco viene aggiornato, prima di decisioni di formulazione o di acquisto conviene verificare la versione consolidata vigente su EUR-Lex.
Il riferimento di sicurezza è la dose giornaliera accettabile (ADI) di 0,5 mg per kg di peso corporeo al giorno, stabilita nel 2008 dal gruppo di esperti dell’EFSA per il licopene da tutte le fonti. L’ADI non è una dose raccomandata: è una soglia di sicurezza usata per valutare l’esposizione complessiva della popolazione.
Che cosa dicono le stime di esposizione? Nello scenario «raffinato» del parere 2026, per gli adulti (18-64 anni) l’esposizione combinata media è risultata compresa tra 0,04 e 0,15 mg/kg di peso corporeo al giorno, con valori al 95° percentile tra 0,16 e 0,34 mg/kg al giorno, cioè sotto l’ADI. Nello scenario con i livelli massimi, più cautelativo, la media degli adulti va da 0,14 a 0,38 mg/kg al giorno e il 95° percentile da 0,33 a 0,77 mg/kg al giorno. I valori più alti si osservano nelle fasce di età più giovani: nello scenario con i livelli massimi, per i bambini piccoli (12-35 mesi) la media combinata arriva a 1,2 mg/kg al giorno, sopra l’ADI, e anche nello scenario raffinato alcuni valori al 95° percentile superano la soglia (lattanti 0,97, bambini piccoli 0,94 mg/kg al giorno). L’EFSA precisa però che l’ipotesi alla base del calcolo (che tutti gli alimenti di una categoria contengano licopene) è la principale fonte di incertezza e probabilmente porta a sovrastimare l’esposizione. Per i consumatori di integratori, infine, secondo la valutazione l’uso come nuovo alimento circa raddoppia l’esposizione di fondo.
Che cosa dice la ricerca
Gli studi sul licopene sono numerosi, ma i risultati vanno letti con molta prudenza: spesso sono eterogenei, di durata e dosi diverse, e in molti casi mescolano il licopene isolato con alimenti ricchi di licopene. Ecco alcuni dati dalle revisioni sistematiche e dalle meta-analisi più recenti.
Infiammazione. Una meta-analisi di studi randomizzati sui carotenoidi (26 studi, 35 stime di effetto) ha osservato, complessivamente, una riduzione della proteina C-reattiva (differenza media ponderata -0,54 mg/L) e dell’interleuchina-6 (-0,54 pg/mL), senza effetto significativo sul TNF-alfa. Tra i singoli carotenoidi, solo per il licopene è risultata significativa la riduzione dell’interleuchina-6 (-1,08 pg/mL, intervallo di confidenza al 95%: da -2,03 a -0,12; p = 0,027). Sono variazioni di indicatori di laboratorio, non esiti clinici; DOI.
Pressione arteriosa. In una revisione sistematica con meta-analisi sugli integratori lipidici con proprietà antiossidanti e sui fattori di rischio cardiovascolare, il licopene ha mostrato, rispetto al placebo, una riduzione della pressione sistolica di 1,95 mmHg (intervallo di confidenza al 95%: da -3,54 a -0,36). È una variazione molto piccola; gli stessi autori sottolineano la necessità di studi di lungo periodo per valutare il rapporto tra rischi e benefici; DOI.
Marcatore PSA. Una meta-analisi di studi randomizzati ha valutato l’effetto di licopene o di estratto di pomodoro contenente licopene sul livello dell’antigene prostatico specifico (PSA): su 9 studi inclusi nella revisione, 6 sono entrati nella meta-analisi, e non è emersa alcuna differenza significativa rispetto al controllo (differenza media ponderata -0,12 ng/mL, intervallo di confidenza al 95%: da -0,62 a 0,38; p = 0,64). Gli autori concludono che servono studi più consistenti e con campioni più ampi; DOI.
Il pomodoro intero conta più del singolo pigmento? Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2026 ha considerato pomodori, prodotti a base di pomodoro ed estratti di pomodoro (escluso il licopene isolato) in persone con sovrappeso od obesità: 47 studi, tra cui 11 trial randomizzati. Nei trial è stata osservata una piccola riduzione della circonferenza vita (differenza media -1,153 cm, intervallo di confidenza al 95%: da -2,27 a -0,04; p = 0,0432), senza effetti coerenti su peso corporeo o indice di massa corporea. Gli autori osservano che l’assenza di una relazione dose-risposta con il licopene e l’efficacia di matrici prive di licopene fanno pensare a un effetto della matrice alimentare nel suo insieme più che al singolo pigmento; DOI.
Enzimi epatici. Una meta-analisi dose-risposta sui carotenoidi (non sul solo licopene) ha incluso 15 studi (20 bracci, 757 partecipanti) e non ha rilevato effetti significativi su ALT (-2,25 UI/L; p = 0,089), AST (-0,46 UI/L; p = 0,259), fosfatasi alcalina (-0,34 UI/L; p = 0,918) e GGT (-0,43 UI/L; p = 0,751); alcune riduzioni risultavano significative solo in sottogruppi, e gli autori chiedono studi più standardizzati; DOI.
Il quadro che ne esce è prudente: alcune differenze statisticamente significative ma di piccola entità su indicatori di laboratorio, risultati nulli su altri, e un’indicazione importante, quella secondo cui le proprietà osservate potrebbero dipendere dal cibo nel suo insieme più che dal solo pigmento. Questi studi non autorizzano a presentare il licopene come rimedio o strumento per ottenere effetti sulla salute.
Claim: cosa è autorizzato e cosa no
In Europa le indicazioni sulla salute ammesse in etichetta sono quelle autorizzate e inserite nel Regolamento (UE) n. 432/2012 e nel Registro UE dei claim, e ciascuna è legata a una sostanza e a condizioni d’uso precise. Per il licopene non attribuiamo in questo articolo alcun effetto sulla salute: gli studi citati descrivono variazioni di indicatori di laboratorio, che non equivalgono a un claim, e l’autorizzazione come nuovo alimento riguarda l’uso dell’ingrediente, non i suoi effetti. Prima di accettare una frase in etichetta o in una pubblicità (per esempio sul benessere della prostata, del cuore o della pelle), controlla nel Registro UE che esista un claim autorizzato per quella sostanza e che il prodotto rispetti le condizioni previste.
Precauzioni e interazioni
Per un integratore vale innanzitutto il principio della dose indicata in etichetta: la valutazione EFSA indica per gli integratori un livello d’uso di 15 mg per dose giornaliera, e le stime di esposizione mostrano che l’aggiunta di licopene come nuovo alimento aumenta in modo apprezzabile l’esposizione complessiva, soprattutto nei bambini. Per questo gli integratori con licopene non vanno dati a bambini e adolescenti senza il consiglio del pediatra, e vanno evitati dosaggi «personalizzati» oltre l’etichetta.
Nelle fonti che abbiamo consultato per questo articolo non emergono indicazioni specifiche sulle interazioni con farmaci, né dati sufficienti per dare indicazioni su gravidanza e allattamento; l’assenza di un’indicazione, tuttavia, non significa assenza di rischio. In queste condizioni, o se segui terapie croniche o hai patologie, è opportuno parlare con il medico o il farmacista prima di iniziare qualsiasi integratore. Un ulteriore motivo di prudenza è che molti prodotti associano il licopene ad altri ingredienti: se vuoi un esempio di come cambiano le informazioni quando un carotenoide è estratto da una fonte specifica, leggi Tagetes erecta e luteina: dal fiore all’estratto, come leggere percentuali e milligrammi.
Come leggere l’etichetta
Un integratore con licopene può avere un aspetto molto simile a un altro e contenere cose diverse. Ecco che cosa controllare:
- Quantità di licopene per dose giornaliera: cerca i milligrammi di licopene, non i milligrammi dell’estratto o della polvere di pomodoro, che sono un’altra cosa.
- Fonte dichiarata: verifica se si tratta di licopene da pomodoro (per esempio oleoresina), di licopene prodotto per fermentazione o di altra origine, e se la voce corrisponde a un ingrediente presente nell’elenco europeo dei nuovi alimenti.
- Percentuale di titolazione: per un estratto, l’etichetta dovrebbe indicare la percentuale di licopene; senza questo dato non si può confrontare un prodotto con un altro.
- Dose giornaliera e numero di capsule: controlla quante capsule o compresse compongono la dose e non superarla.
- Altri ingredienti: molti prodotti combinano il licopene con vitamine, minerali o altri carotenoidi, che hanno ciascuno una propria regolamentazione. Se vuoi capire come funziona un altro carotenoide, puoi consultare fucoxantina, il carotenoide delle alghe brune.
- Avvertenze: leggi le indicazioni per età pediatrica, gravidanza e allattamento e il consiglio di non superare la dose.
- Claim: diffida di slogan che promettono effetti specifici: se non sono nel Registro UE dei claim, non sono autorizzati.
Domande frequenti
Meglio il licopene del pomodoro o quello dell’integratore?
Non sono la stessa cosa. Dalla dieta si assume il licopene insieme a tutta la matrice del pomodoro; la revisione del 2026 sui prodotti a base di pomodoro suggerisce che l’effetto osservato potrebbe dipendere dalla matrice nel suo insieme più che dal singolo pigmento. L’integratore apporta una dose definita di una sostanza isolata o concentrata, con le regole d’uso previste dall’elenco europeo dei nuovi alimenti.
Esiste una dose massima di licopene?
Il parere EFSA indica un livello d’uso di 15 mg per dose giornaliera negli integratori e una dose giornaliera accettabile di 0,5 mg per kg di peso corporeo al giorno per il licopene da tutte le fonti. Sono riferimenti normativi e di sicurezza, non indicazioni di assunzione personale: la dose da seguire è sempre quella riportata in etichetta.
Il licopene agisce sul PSA o sulla pressione?
Nella meta-analisi sul PSA non è emersa una differenza significativa rispetto al controllo; per la pressione sistolica è stata rilevata una riduzione molto piccola (1,95 mmHg) in una meta-analisi su integratori lipidici antiossidanti. Sono dati di ricerca, non indicazioni d’uso, e non corrispondono a claim autorizzati.
I bambini possono assumere integratori di licopene?
Le stime EFSA mostrano che le fasce d’età più giovani sono quelle con le esposizioni più alte rispetto al peso corporeo, e in alcuni scenari superano la dose giornaliera accettabile. Per questo, per bambini e adolescenti la decisione spetta al pediatra.
In sintesi
Il licopene è un carotenoide presente naturalmente in alimenti come pomodori, peperoni e anguria, ed è regolato in Europa sia come additivo (E 160d) sia come nuovo alimento, con un livello d’uso negli integratori indicato in 15 mg per dose giornaliera. Gli studi controllati mostrano variazioni piccole su alcuni indicatori di laboratorio e risultati nulli su altri, e suggeriscono che il cibo intero possa contare più del singolo pigmento. Non ci sono motivi per presentare il licopene con promesse sulla salute. Se scegli un integratore, leggi composizione, dose, avvertenze e disponibilità, e parlane con il tuo farmacista.
Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.
Fonti
- EFSA, Dietary exposure to lycopene from background diet, novel foods and food additive use in the European population, EFSA Journal 2026;24(4):e9994: DOI (testo in PubMed Central)
- Hajizadeh-Sharafabad F et al., Crit Rev Food Sci Nutr 2022, carotenoidi e infiammazione: DOI
- Wan S et al., Nutrients 2024, integratori lipidici antiossidanti e fattori di rischio cardiovascolare: DOI
- Sharifi-Zahabi E et al., Complement Ther Med 2022, licopene e PSA: DOI
- Sani L et al., Food Funct 2026, pomodori e prodotti a base di pomodoro: DOI
- Heydari SS et al., BMC Complement Med Ther 2025, carotenoidi ed enzimi epatici: DOI
- Regolamento di esecuzione (UE) 2017/2470, elenco dell’Unione dei nuovi alimenti: EUR-Lex
- Regolamento (UE) n. 432/2012, elenco dei claim sulla salute consentiti: EUR-Lex
Foto: George Chernilevsky / Wikimedia Commons, licenza CC BY 4.0





