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Commessi, camerieri, parrucchieri, infermieri, addetti alla produzione: sono molti i lavori che si svolgono quasi interamente in piedi, spesso su superfici dure, per turni di sei, otto o più ore. A fine giornata la sensazione è quella di piedi indolenziti, gambe rigide e una stanchezza diffusa che non dipende dal camminare molto, ma proprio dallo stare fermi nella stessa posizione a lungo.

Perché stare fermi in piedi stanca più di quanto sembri

Camminare fa lavorare i muscoli delle gambe in modo alternato, aiutando il sangue a risalire verso il cuore. Restare fermi in piedi per ore, invece, riduce questo effetto di “pompaggio” naturale e fa sì che il peso gravi sempre sugli stessi punti di appoggio del piede, in particolare tallone e avampiede. Il risultato è una sensazione di pesantezza che spesso peggiora proprio nelle ultime ore del turno.

La scelta delle scarpe fa una differenza enorme

Chi lavora in piedi tutto il giorno trae grande beneficio da calzature pensate per quel tipo di sforzo: suola con un minimo di ammortizzazione, spazio sufficiente per le dita, sostegno adeguato dell’arco plantare. Scarpe strette o completamente piatte, indossate per un turno intero, tendono ad accentuare l’affaticamento molto più di quanto ci si aspetti.

Cambiare posizione, anche di poco

Quando il lavoro lo permette, spostare periodicamente il peso da un piede all’altro, appoggiarsi leggermente su un supporto quando disponibile, o fare pochi passi ogni tanto invece di restare completamente immobili, aiuta a non far gravare sempre lo stesso carico sugli stessi punti.

Un tappetino antifatica, se possibile

In ambienti come cucine professionali, banconi o postazioni fisse, un tappetino antifatica sotto i piedi può ridurre sensibilmente la pressione percepita rispetto a stare in piedi direttamente su pavimenti duri come cemento o piastrelle, specialmente durante turni molto lunghi.

A fine turno, qualche minuto per le gambe

Tornati a casa, alzare le gambe per qualche minuto, magari appoggiandole su un cuscino sopra il livello del cuore, aiuta a favorire il ritorno naturale della circolazione dopo ore trascorse fermi in piedi. Anche allungare delicatamente i polpacci o fare qualche rotazione delle caviglie può aiutare a sciogliere la rigidità accumulata.

Quando conviene parlarne con il medico

Se il gonfiore ai piedi o alle caviglie diventa persistente, se compare dolore acuto sotto la pianta del piede (segno tipico di fascite plantare) o se la sensazione di pesantezza non migliora affatto dopo il riposo notturno, vale la pena parlarne con il medico, perché in questi casi può essere utile un consiglio più specifico.

Lavorare in piedi per ore è impegnativo per il corpo quanto un lavoro fisico più intenso, anche se spesso viene sottovalutato: qualche accorgimento quotidiano può fare una differenza concreta su come ci si sente a fine giornata.

Un supporto anche dall’interno, non solo dall’esterno

Oltre a scarpe adatte e pause regolari, anche l’apporto di minerali specifici può fare la differenza per chi resta in piedi per ore. Magnesio e potassio contribuiscono alla normale funzione muscolare, un aiuto concreto per gambe e piedi messi a dura prova ogni turno. La vitamina C contribuisce inoltre alla riduzione di stanchezza e affaticamento.

Per chi lavora in piedi quasi tutti i giorni, nell’ambito di una dieta varia ed equilibrata, la linea Noebis Pharma propone Magnesio e Potassio e Vitamina C.