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Tra ottobre e novembre, in gran parte del centro-sud Italia e in molte zone del centro-nord, inizia la raccolta delle olive. Per chi possiede anche solo pochi alberi tramandati in famiglia, o per chi si offre come aiuto stagionale in un uliveto più grande, questo periodo significa giornate intere passate all’aperto tra reti, scale, rastrelli e attrezzi vibranti per la raccolta meccanica.

È un lavoro che richiede resistenza fisica più di quanto si immagini: braccia alzate a lungo per raggiungere i rami più alti, ore in piedi su terreni spesso in pendenza, e la ripetizione costante degli stessi movimenti per staccare le olive dai rami senza danneggiarli.

Un lavoro che pesa soprattutto su braccia e spalle

A differenza della vendemmia, dove il lavoro si concentra soprattutto su schiena e ginocchia, la raccolta delle olive richiede un uso prolungato di braccia e spalle: pettinare i rami con i rastrelli, tenere le braccia sollevate per raggiungere i punti più alti, scuotere i rami con vibratori meccanici che trasmettono vibrazioni continue alle mani e agli avambracci.

Chi non è abituato a questo tipo di sforzo spesso sottovaluta l’affaticamento che si accumula già dalla prima mattinata, per poi sentirlo pienamente nelle ore successive, quando braccia e spalle iniziano a pesare a ogni movimento.

Qualche accortezza per affrontare le giornate di raccolta

Alternare periodicamente il braccio con cui si lavora, quando il tipo di attrezzo lo consente, aiuta a distribuire meglio lo sforzo invece di concentrarlo sempre sullo stesso lato. Anche fare brevi pause per allungare braccia e spalle ogni ora circa, invece di aspettare la fine della giornata, riduce l’accumulo di tensione muscolare.

Un abbigliamento comodo e a strati resta fondamentale anche in questo periodo, dato che le temperature possono variare parecchio tra le prime ore del mattino, più fredde, e il resto della giornata. Guanti da lavoro robusti proteggono le mani sia dal contatto ripetuto con rami e foglie sia dalle vibrazioni degli attrezzi meccanici.

Giornate lunghe, pasti irregolari: un aiuto in più

Le giornate di raccolta iniziano spesso presto e si protraggono fino al tramonto, con pause pranzo brevi e non sempre regolari. Questo tipo di ritmo, ripetuto per settimane, può mettere alla prova le riserve di energia dell’organismo. Ferro Bisglicinato di Noebis Pharma, un integratore pensato per un pubblico adulto, unisce ferro, vitamina C, vitamine B6 e B12, acido folico e rame in un’unica compressa: il ferro contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento e al normale trasporto di ossigeno nell’organismo, un supporto utile proprio nei periodi di lavoro fisico intenso e prolungato.

Le vitamine B6, B12 e l’acido folico contribuiscono inoltre al normale metabolismo energetico, mentre la vitamina C favorisce l’assorbimento del ferro e il rame ne contribuisce al normale trasporto nell’organismo.

Le diverse tecniche di raccolta e il loro impatto sul corpo

In Italia convivono ancora diverse tecniche di raccolta delle olive, ognuna con un impatto fisico differente. La brucatura a mano, praticata soprattutto per le olive destinate alla tavola, richiede pazienza e movimenti fini e ripetuti delle dita per staccare ogni oliva senza danneggiarla, con un affaticamento che si concentra su mani e polsi più che su braccia e spalle. La raccolta con i rastrelli agevolatori, più diffusa per grandi quantità, sposta invece lo sforzo su braccia e spalle, mentre l’uso di abbacchiatori meccanici, sempre più comune anche nelle piccole aziende familiari, riduce la fatica manuale ma introduce l’esposizione prolungata alle vibrazioni dell’attrezzo.

Conoscere quale tecnica si andrà a utilizzare aiuta a prepararsi meglio: chi userà prevalentemente le mani può beneficiare di guanti sottili ma resistenti, mentre chi lavorerà con attrezzi meccanici dovrebbe prevedere pause più frequenti per lasciar riposare mani e avambracci dalle vibrazioni continue.

Idratazione anche quando fa fresco

Con le temperature più basse rispetto all’estate, capita spesso di dimenticare di bere a sufficienza durante il lavoro all’aperto. Anche nelle giornate autunnali più fresche, ore di attività fisica continua richiedono un’idratazione regolare, non solo quando si avverte la sete: portare sempre con sé una borraccia durante le pause resta una buona abitudine da mantenere tutto l’anno.

Come recuperare a fine giornata

Al termine di una giornata di raccolta, qualche minuto dedicato allo stretching di braccia, spalle e collo aiuta a sciogliere la tensione accumulata tenendo le braccia sollevate a lungo. Anche un impacco caldo sulle spalle più affaticate, o una doccia calda che favorisca il rilassamento muscolare, può fare la differenza per affrontare meglio la giornata successiva.

Per chi partecipa alla raccolta per più giorni consecutivi, alternare le giornate più intense con momenti di recupero attivo, magari limitandosi a compiti meno faticosi come la cernita delle olive o il trasporto delle cassette più leggere, aiuta a distribuire meglio la fatica sull’intero periodo della raccolta, che in molte zone d’Italia può durare diverse settimane.

Un rituale che unisce fatica e tradizione

La raccolta delle olive, come la vendemmia, resta per molte famiglie italiane un momento di lavoro condiviso e di tradizione tramandata da generazioni: il primo assaggio dell’olio nuovo, ancora piccante in gola, ripaga spesso della fatica delle giornate passate tra i filari. Con qualche accortezza in più su braccia, idratazione e ritmo delle pause, è possibile vivere questo periodo con più energia e meno fastidi muscolari, arrivando a fine raccolta senza pagarne il conto.

Se il lavoro manuale stagionale ti appassiona, potrebbero interessarti anche i nostri consigli su vendemmia e lavori in vigna e sulla raccolta dei funghi in autunno.

Nota: questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un medico. Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano.