Il padel ha conquistato in pochi anni migliaia di appassionati in tutta Italia, complice la sua fama di sport accessibile, divertente e adatto a tutte le età. In parte è vero: le regole si imparano in fretta e il campo più piccolo rispetto al tennis rende tutto più immediato. Ma chi gioca con regolarità, magari due o tre partite a settimana, sa bene che dietro questa apparente semplicità si nasconde uno sforzo fisico tutt’altro che leggero, fatto di scatti brevi, cambi di direzione improvvisi e colpi che richiedono potenza in frazioni di secondo.
Non è un caso che dopo una partita intensa, soprattutto se giocata nelle ore più calde della giornata o dopo una settimana già stancante, ci si senta più affaticati di quanto l’immagine “rilassata” di questo sport lascerebbe pensare. Il cuore lavora a ritmi sostenuti per gran parte del match, i muscoli delle gambe e delle braccia si attivano e disattivano di continuo, e il corpo nel suo insieme viene messo sotto pressione in un modo che merita attenzione, non solo entusiasmo.
Perché il padel chiede più al cuore di quanto sembri da fuori
A differenza di sport a ritmo costante come la corsa, il padel alterna fasi di attesa a scatti improvvisi e intensi: uno smash, un recupero disperato vicino alla rete, uno spostamento rapido verso il vetro laterale. Questo tipo di sforzo, noto come intermittente, richiede al cuore di passare rapidamente da un ritmo moderato a picchi elevati, più volte nell’arco di una singola partita. È un lavoro cardiovascolare reale, anche se non sempre percepito come tale da chi si avvicina al padel pensando a un gioco “leggero”.
A questo si aggiunge il fattore caldo: molte partite si giocano nei mesi più caldi dell’anno, spesso su campi che trattengono calore, e questo porta il cuore a lavorare ancora di più per gestire la termoregolazione insieme allo sforzo fisico. Non stupisce quindi che, a fine partita, si possa avvertire un senso di spossatezza che va oltre la semplice stanchezza muscolare delle gambe e delle braccia.
Il ruolo della vitamina B1 nella normale funzione del cuore
La vitamina B1, o tiamina, è un micronutriente che contribuisce alla normale funzione del cuore, ed è per questo che rientra tra i nutrienti a cui prestare attenzione quando ci si dedica con costanza a un’attività cardiovascolarmente impegnativa come il padel. Una copertura regolare di questa vitamina fa parte delle basi nutrizionali che, insieme a un allenamento graduale e a un buon recupero, contribuiscono al benessere di chi pratica sport più volte alla settimana.
Coenzima Q10 Complete Noebis Pharma abbina il coenzima Q10 alla vitamina B1, che contribuisce alla normale funzione del cuore, oltre a vitamina C, vitamina E e selenio. Un formato pensato per chi desidera una copertura quotidiana comoda con due capsule al giorno, utile per chi si allena con regolarità e vuole prendersi cura del proprio organismo nel suo complesso.
Stress ossidativo e fatica: cosa succede alle cellule durante lo sforzo
Ogni sforzo fisico intenso, padel compreso, comporta un aumento dell’attività metabolica delle cellule, un processo che può generare un maggiore stress ossidativo a carico dell’organismo. Non si tratta di qualcosa di allarmante, ma di un fenomeno normale legato all’attività fisica, che però rende ancora più sensata una copertura regolare di nutrienti in grado di contribuire alla protezione delle cellule da questo tipo di stress.
Nella formula di Coenzima Q10 Complete, le vitamine C ed E insieme al selenio contribuiscono proprio alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, mentre la vitamina C da sola contribuisce anche alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento. Una combinazione che si rivolge a chi pratica sport con regolarità e desidera sostenere l’organismo nel suo insieme, non solo i muscoli più sollecitati durante il gioco.
Qualche accortezza pratica per chi gioca a padel con regolarità
Oltre alla copertura nutrizionale, alcuni accorgimenti aiutano a vivere meglio questo sport: un riscaldamento di almeno dieci minuti prima di scendere in campo, con particolare attenzione a caviglie, ginocchia e spalle, riduce il rischio di sovraccaricare le articolazioni durante gli scatti improvvisi. Anche l’idratazione durante la partita, specialmente nei mesi caldi, andrebbe curata con piccoli sorsi regolari piuttosto che con un unico rifornimento a fine gioco.
Infine, il recupero tra una partita e l’altra conta quanto la partita stessa: chi gioca più volte a settimana farebbe bene a lasciare almeno un giorno di pausa tra una sessione intensa e l’altra, per permettere a muscoli e sistema cardiovascolare di recuperare pienamente. Con queste attenzioni, il padel resta quello che dovrebbe essere: un’attività divertente e socialmente coinvolgente, senza trasformarsi in una fonte di affaticamento eccessivo.


