Chi non pratica equitazione con regolarità tende a immaginarla come un’attività quasi passiva: il cavallo cammina, trotta o galoppa, e il cavaliere si limita a restare in sella. Chi invece è appena tornato da una lezione o da una passeggiata a cavallo di un paio d’ore sa che le cose stanno diversamente. Le gambe tremano leggermente quando si scende di sella, la schiena è tesa, e la stanchezza che si prova a fine giornata è di un tipo particolare, diverso da quella di una camminata o di una corsa.
La ragione è semplice: stare in equilibrio sopra un animale che si muove in autonomia richiede un lavoro muscolare continuo e per lo più invisibile. Non ci sono gesti ampi da osservare, ma un susseguirsi di micro-contrazioni di gambe, addome e schiena che si attivano e disattivano decine di volte al minuto per mantenere l’assetto. È un tipo di sforzo che il corpo percepisce come particolarmente intenso, anche quando dall’esterno sembra tutto tranquillo.
Perché l’equitazione stanca i muscoli più di quanto sembri da fuori
Durante una sessione a cavallo, i muscoli interni delle cosce, i glutei e gli addominali lavorano in modo isometrico per gran parte del tempo, cioè si contraggono senza muoversi apprezzabilmente, per mantenere il bacino ben ancorato alla sella. Questo tipo di contrazione prolungata è tra i più faticosi per il tessuto muscolare, perché non alterna momenti di tensione e rilassamento come accade nella corsa o nella camminata, ma richiede un impegno costante per tutta la durata della sella.
A questo si aggiunge il lavoro della parte alta del corpo: braccia e spalle intervengono per gestire le redini con precisione, mentre la schiena si adatta continuamente ai movimenti dell’animale per assorbire gli scossoni senza irrigidirsi troppo. È un insieme di sollecitazioni distribuite su tutto il corpo che, sommate, spiegano perché dopo un’ora e mezza di equitazione ci si possa sentire più affaticati di quanto ci si aspetterebbe da un’attività apparentemente tranquilla.
Il magnesio e la normale funzione muscolare durante lo sforzo
Il magnesio è un minerale coinvolto nella normale funzione muscolare, ed è per questo che rientra spesso tra i nutrienti a cui presta attenzione chi pratica sport o attività fisiche regolari, equitazione compresa. Una copertura adeguata di questo minerale fa parte delle basi nutrizionali su cui costruire il proprio benessere quotidiano, soprattutto per chi sottopone i muscoli a contrazioni prolungate come quelle richieste dal mantenimento dell’assetto in sella.
Magnesio Chelato 350 mg con Vitamina B6 Noebis Pharma abbina il magnesio, che contribuisce alla normale funzione muscolare, alla vitamina B6, che insieme al magnesio contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento, al normale metabolismo energetico e al normale funzionamento del sistema nervoso. Un formato pensato per chi desidera una copertura quotidiana comoda, da abbinare a un’attività regolare come l’equitazione.
Concentrazione e sistema nervoso: l’altra faccia della fatica in sella
Chi va a cavallo sa che l’equitazione non è solo un impegno fisico: richiede anche una concentrazione costante, perché ogni movimento del cavallo va anticipato e accompagnato con il corpo, mentre allo stesso tempo si gestiscono redini, andatura e direzione. Questo doppio impegno, fisico e mentale insieme, è uno dei motivi per cui una sessione di equitazione può lasciare una sensazione di stanchezza diffusa, che coinvolge tanto i muscoli quanto la lucidità mentale.
Il normale funzionamento del sistema nervoso è alla base della capacità di mantenere l’attenzione e coordinare i movimenti in modo fluido, ed è qui che la vitamina B6 gioca un ruolo diretto: contribuisce infatti al normale funzionamento del sistema nervoso, oltre che alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento già citata. Una copertura regolare di questo nutriente può quindi essere utile proprio nei giorni in cui equilibrio fisico e concentrazione mentale vengono richiesti insieme, come accade in sella.
Qualche accortezza pratica per chi pratica equitazione nel tempo libero
Oltre alla copertura nutrizionale, alcuni accorgimenti pratici aiutano a vivere meglio l’attività: riscaldare gambe e schiena con qualche minuto di stretching prima di salire in sella, mantenere una buona idratazione durante tutta la sessione, soprattutto nelle giornate calde, e non sottovalutare l’importanza di scendere di sella con calma, senza movimenti bruschi, per non sovraccaricare articolazioni già affaticate.
Anche la progressione conta: chi riprende l’equitazione dopo una pausa, o chi è alle prime armi, farebbe bene a costruire gradualmente la resistenza muscolare necessaria, senza pretendere fin da subito sessioni lunghe e impegnative. Con il tempo, il corpo si abitua alle sollecitazioni specifiche richieste dalla sella, e la fatica percepita a fine giornata diminuisce, lasciando spazio al piacere di un’attività che unisce movimento, natura e concentrazione.


